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23/12/2008 - Ci concediamo una pausa "natalizia" porgendo sinceri auguri a tutti e i nostri più sentiti ringraziamenti a coloro che ci hanno sostenuti nella stagione 2007-2008, in particolare i nostri Simpatizzanti e i Referenti attivi ma anche ai colleghi che hanno scelto di aderire al "Progetto nadololo" e ai nostri primi Soci ordinari che si sono da pochissimo iscritti ufficialmente al M.S.F.I.: purtroppo, a causa di inconvenienti tecnici indipendenti dalla nostra volontà, non ci è stato possibile inviare un augurio personalizzato tramite la newsletter del Movimento. Arrivederci col nuovo anno!
19/12/2008 - Abbiamo diffuso oggi due nuovi Comunicati stampa. Il primo riguarda il parere che l'Avvocatura generale europea, nella figura di Yves Bot, ha espresso ufficialmente sulla questione della proprietà delle farmacie italiane: fino ad oggi, per legge, la proprietà di una farmacia privata è stata un'esclusiva del farmacista e Bot ha confermato la legittimità di questa disposizione. Per maggiori approfondimenti rimandiamo alla Sezione "La Farmacia in Europa". Il rischio, comunque ancora attuale in quanto la sentenza definitiva è prevista per la prossima primavera, era di vedere la farmacia italiana trasformata in una macchina commerciale guidata da chiunque avesse a disposizione un capitale da investire in essa per trarne un profitto economico: ci ha stupiti come i media abbiano riservato uno scarsissimo interesse verso una questione di tale rilevanza, che coinvolge direttamente il servizio più efficiente e più apprezzato dai cittadini in Italia, nonchè struttura sanitaria volta a tutelare la salute pubblica. Una realtà ben diversa dalla farmacia territoriale sembra invece essere l'ambito ospedaliero, come emerge dal nostro secondo comunicato a denuncia del diritto alla salute negato a causa dell'inefficienza e dell'inadeguatezza delle forme di "distribuzione diretta" dei medicinali da parte delle farmacie ospedaliere: nel migliore dei casi, in nome di un presunto risparmio economico per Comuni e Regioni si impongono al cittadino disagi e sacrifici; nel peggiore dei casi, come quello in oggetto, il cittadino-paziente deve rinunciare alla continuità assistenziale! Su entrambi i temi, il Presidente del M.S.F.I. Ettore Lembo interverrà a Nuova Spazio Radio lunedì 22 dicembre alle ore 10.30 circa.
17/12/2008 - Col volgere al termine del 2008, il M.S.F.I. Festeggia un anno di piena attività nel prioritario interesse della Salute pubblica e si appresta a chiudere una fase della propria storia per aprirne contestualmente un'altra, rinnovando il proprio impegno. A novembre dello scorso anno abbiamo emesso quasi d'"urgenza" il nostro primo Comunicato stampa per contribuire a evitare la disdetta unilaterale, da parte dell'allora Governo in carica, della Convenzione fra le farmacie e il Servizio Sanitario – peraltro già scaduta da anni ma ancora oggi tacitamente prorogata di volta in volta - per l'erogazione dei medicinali in regime mutualistico, al fine di evitare gravissimi disagi al cittadino. In quel momento eravamo più che convinti delle nostre posizioni e dei nostri doveri verso la tutela della salute pubblica, ma eravamo anche titubanti e incerti su come il nostro impegno sarebbe stato accolto pubblicamente dal cittadino (il parere delle Istituzioni non ci ha mai preoccupato molto). Il riscontro e l'apertura al dialogo furono più che positivi, un successo oltre le nostre più rosee aspettative: il cittadino-paziente non solo accettava di dialogare con noi ma, informato delle nostre attività, si faceva avanti in prima persona per chiedere, partecipare, consigliarci e interagire direttamente. I risultati furono immediati e da allora, per noi, è stata una continua conferma di come la Salute pubblica debba essere tutelata non solo a parole ma anche e soprattutto con i fatti. Fatti che sono stati prodotti soprattutto grazie a chi si è battuto per partecipare: il cittadino, anzitutto, ma anche una larga fetta di colleghi che ci hanno sostenuti condividendo le nostre linee d'azione e la nostra filosofia. Noi tuteliamo il cittadino-paziente; cerchiamo di dargli dignità e di far valere il suo diritto costituzionale alla Salute attraverso proposte che rendano il farmaco sempre più un bene etico di salute e sempre meno un bene commerciale di consumo, il farmacista sempre più un consigliere nell'impiego del medicinale e un controllore della prescrizione medica, la farmacia sempre più "IL" luogo preposto all'esercizio professionale del farmacista di comunità e sempre meno un "luogo in cui si vendono medicine". Questo è stato il nostro impegno fino a oggi; questo è l'impegno che ci apprestiamo a rinnovare col nuovo anno. Lo scorso novembre, da semplice gruppo di amici/colleghi che vedevano le cose alla stessa maniera, abbiamo fatto evolvere il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani per la tutela e il diritto alla Salute in un'associazione Onlus ufficialmente costituita e riconosciuta, al fine di proporci sempre più come un punto di riferimento per chiunque desideri contribuire a tutelare la Salute pubblica: oltre a rinnovare il nostro impegno con una struttura più solida, questa evoluzione ci ha spinti a proporre la campagna di adesioni 2008/2009 al Movimento che, essendo un'associazione senza fini di lucro, può contare solo sulla disponibilità finanziaria fornita spontaneamente attraverso donazioni e quote associative da parte di chiunque desideri sostenerci. Abbiamo gettato solide basi su cui costruire: un esempio su tutti è il "Progetto nadololo", un'iniziativa umanitaria nata dal M.S.F.I. volta a tutelare anche l'ambito delle malattie rare e dei farmaci orfani, perché la Salute non è un diritto "della maggior parte dei cittadini", è un diritto paritario "di ciascun singolo cittadino": in queste ultime settimane abbiamo approntato una serie di migliorie e di ottimizzazioni al Protocollo di intesa per l'ottenimento del nadololo come componente di laboratorio e stiamo progettando nuovi servizi da offrire ai colleghi che desidereranno partecipare attivamente al Progetto nel nuovo anno. Insieme al "Progetto nadololo", che continueremo a supportare e a promuovere, ci muoveremo in numerose altre direzioni ma sempre nell'interesse della tutela della Salute pubblica, perché questo è il nostro ruolo, questo è l'impegno che ci siamo assunti in Coscienza come Farmacisti e come sostenitori della Farmacia italiana, quella che "piace & funziona", come più volte gli stessi cittadini-pazienti hanno confermato nel corso degli anni. L'ironia degli eventi: inizialmente, abbiamo sottolineato ad ogni occasione di non essere un Sindacato, affinché nessuno ricevesse l'errata impressione che volessimo da un lato difendere i nostri presunti interessi corporativi, dall'altro sostituirci ad altre sigle o imporci in ambiti che non ci competevano; oggi ci ritroviamo ad essere il primo e l'unico "Sindacato del cittadino-paziente", che non è un consumatore (perché non assume il farmaco per sfizio, bensì perché ne ha realmente bisogno al fine di mantenere integra la propria salute), che non può essere tutelato dai negozi commerciali (perché la Salute non è un mercato consumistico) e che riconosce nella Farmacia, e nel Farmacista che in essa esercita la propria professione, il principale punto di riferimento. Tutto questo è per noi la conferma che ci stiamo muovendo nella giusta direzione: una strada in salita, irta e piena di buche, ma che vale la pena percorrere per mostrarsi coerenti con le proprie scelte e con le proprie priorità. La tutela della Salute pubblica: per noi rimane un Dovere, oltre che un Onore. Un sincero ringraziamento a chi, in questi 13 mesi, ci ha riconosciuto questo impegno e ci ha a sua volta ringraziati per i nostri sforzi. Nel 2009 sapremo essere altrettanto incisivi e coerenti. E, a seconda di come si metteranno le cose, ancor più attenti e determinati...
12/12/2008 - Spett.Le Redazione di Annozero,
Spett.Le Dr. Michele Santoro, Si continua a parlare di parafarmacie e liberalizzazioni dei farmaci, invitando farmacisti titolari di parafarmacie, senza il GIUSTO contraddittorio, con il semplice scopo di trasformare il cliente paziente ed assistito in CONSUMATORE. La confusione ed il gravissimo disagio che questa situazione sta creando, pur essendo sotto gli occhi di tutti, è da parte Vostra ignorata e sottovalutata. Se intendete fare CORRETTA informazione, come dite sempre di voler fare, e non solo banale demagogia, organizzate una trasmissione dove si possa far chiarezza sul VERO ruolo che ha la farmacia, nel totale interesse dei cittadini e che è stata giudicata dagli stessi come l'Unica ECCELLENZA tra i servizi. IL FARMACO NON E' UN CARCIOFO, e VOI volete contribuire a far sì che lo diventi. Distinti Saluti.
28/11/2008 - Il Comunicato stampa emesso ieri da Federfarma denuncia in tutta la cruda realtà quanto sta accadendo e quanto sia fondamentale costituire un fronte unico per salvare il sistema farmacia, nell'interesse di tutti. Bisogna abbandonare l'individualismo, il proprio tornaconto, smettere di guardare solo il proprio orticello che rischia di essere improduttivo ed arido. La gravissima situazione che si verrebbe a creare se il Governo, molto male istruito, varasse quei provvedimenti che sembra abbia intenzione di varare, metterebbe in reale condizione di chiusura molte, troppe farmacie. Ne pagherebbero le conseguenze sì i titolari, ma anche i collaboratori, siano essi farmacisti che non farmacisti. Abbandonare quindi ogni discussione interna la categoria è un obbligo. Bisogna dar forza al Presidente Racca affinchè possa contare sul sostegno di tutti e possa finalmente battere i pugni sul tavolo. Per avere un peso, un Leader deve poter sapere di contare su TUTTI i propri associati. Provate ad immaginare cosa sarebbe accaduto se al tavolo tecnico si fosse alzata rifiutando l'accordo. Avrebbe dovuto decidere su dei provvedimenti di ritorsione. Ma su chi avrebbe potuto contare? Sappiamo bene come reagisce la categoria nonostante vi siano dei momenti in cui bisogna agire con compattezza, forza e determinazione. Non nascondiamoci dietro al dito. Guardiamo per dovere storico cosa è stato fatto prima di questa attuale dirigenza di Federfarma. Oggi Le si chiede di avere la bacchetta magica? Stiamo con i piedi per terra. E' il momento di far quadrato attorno a Lei, fare im modo che possa sentire di non essere da sola e darLe la possibilità di poter agire sapendo di esser seguita. E' inutile parlare di stipendi, sapete bene che li ritengo bassi e non in linea con quelli dei Vostri colleghi. Se le farmacie chiudono, anche quel poco viene meno, e la grave situazione internazionale che ci apprestiamo a vivere non da certo speranze di un riciclaggio. Io, in qualità di esponente dell' associazione a difesa del diritto alla salute, sono fortemente preoccupato per le conseguenze che ricadono addosso al Cittadino/assistito, Cliente/paziente. Stiamo mettendo a punto una strategia di supporto ad ogni azione che Federfarma intende fare. Sarà forse il caso di denunciare le malefatte di alcune categorie che fanno parte del sistema sanitario e che pur godendo realmente di agi e privilegi occulti, forse hanno innescato questo meccanismo per Loro tornaconto? E' il farmacista che ha sempre coperto, a proprio rischio e pericolo, certe situazioni che tutti conosciamo ma che ovviamente ne Federfarma ne Fofi, possono denunciare. Noi possiamo farlo e se serve, non ci tireremo indietro. Il Cittadino/assistito, cliente/paziente, lo sa.
27/11/2008 - L'ultimo Comunicato stampa del M.S.F.I., diffuso questa mattina, cerca di fare chiarezza sulla determinazione del prezzo al pubblico dei medicinali. Il farmaco etico (quello che, in quanto tale, richiede la prescrizione medica per poter essere acquistato/dispensato) ha un prezzo fisso, nazionale, immutabile e controllato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): vale per i medicinali di "fascia A", mutuabili, e vale per i medicinali di "fascia C", a carico del cittadino. Fino a qualche tempo fa era così anche per i medicinali di libera vendita ma, con tutti i decreti e le leggi che li hanno interessati negli ultimi anni, oggi si fa quasi fatica anche solo a chiarmarli ancora "farmaci", perchè fra sconti, prezzi arbitrari e pubblicità (tanto per citare alcuni fra gli aspetti più rilevanti) i medicinali SOP, senza obbligo di prescrizione, e OTC, di automedicazione, hanno perso molto della propria valenza etica e acquisito molto di una nuova valenza "mercantile". Certo, "Il Bollino dice che il farmaco è sicuro" (fonte: ANIFA) ma lo spot pubblicitario dice che "può avere effetti indesiderati anche gravi"; certo, si chiamano ancora "farmaci" ma il farmaco è uno strumento necessario al cittadino per tutelare il proprio diritto costituzionale alla Salute e non si capisce come mai, se il diritto è paritario per ogni singolo individuo, il prezzo di acquisto possa variare arbitrariamente a seconda di fattori economici, logistici e geografici; certo, sono medicinali "di libera vendita" ma in molti casi la composizione quali-quantitativa è identica a quella di farmaci etici e, letteratura alla mano, esistono farmaci di libera vendita ben più pericolosi di altrettanti farmaci etici. Al di là delle varie nomenclature e delle leggi di mercato, una sostanza farmacologicamente attiva formulata a dosaggio terapeutico va sempre considerata, in prima analisi, un "farmaco" e, pertanto, un "veleno": la differenza fra questi due termini dipende essenzialmente da come la sostanza verrà impiegata. Il nostro invito ai cittadini è quindi quello di fare sempre riferimento al Medico e al Farmacista per dissipare eventuali dubbi o per ottenere informazioni sul corretto impiego di tutti i medicinali.
21/11/2008 - Con un nuovo Comunicato stampa abbiamo denunciato la situazione paradossale cui si è giunti a Civitanova Marche: il Comune, con i soldi ricavati dai contribuenti, ha deciso di aprire un esercizio commerciale! Ci si aspetterebbe che il denaro dei contribuenti fosse gestito dal Comune per potenziare le infrastrutture pubbliche, per la manutenzione delle strade, per migliorare l'erogazione dei servizi di pubblica utilità: in definitiva, per venire incontro alle effettive esigenze della cittadinanza. Invece, il Comune di Civitanova Marche apre un negozio. Sotto questo punto di vista, che si fosse trattato di una gioielleria, di una boutique o di un ferramenta, piuttosto che di una parafarmacia, sarebbe stata esattamente la stessa cosa: diventa quindi interessante chiedersi in base a quali criteri si sia deciso di sperperare i soldi dei contribuenti proprio in una parafarmacia. Perchè non in una libreria, in una gelateria o in una concessionaria di automobili, ad esempio? Forse perchè la maggior parte degli altri esercizi commerciali gode di una propria collocazione e di un proprio ruolo ben definiti laddove le parafarmacie, sebbene esistano da sempre, sembrino essere ancora alla ricerca di una propria identità. Naturalmente non siamo stati i soli ad accorgersi del paradosso che descriviamo nel nostro comunicato ma le giuste perplessità sollevate da un collega Farmacista non hanno trovato risposte soddisfacenti: gli hanno fruttato solo una contestazione di infrazione disciplinare e una richiesta di parere deontologico all'Ordine dei Farmacisti. Rimane dunque la curiosità, che ormai è anche la nostra, insoddisfatta: in base a quale criterio un Comune utilizza il denaro pubblico per mettere su un negozio?..
31/10/2008 - Abbiamo diffuso oggi un nuovo Comunicato stampa col quale affrontiamo due tematiche, in apparenza completamente indipendenti e svincolate l'una dall'altra ma, a ben vedere assai collegate e quasi entrambe conseguenze di uno stesso punto di vista... da correggere. Da un lato, assistiamo a un equilibrio ormai dinamico fra "farsa" e "tragedia" nel quale la Farmacia privata viene estratta dalla stalla, al bisogno, per essere munta a dovere laddove ce ne sia più bisogno: oggi, in particolare, sembra si tratti di "servirsene" per tamponare in qualche modo (è ineluttabile come, ormai, non ci sia più metodo nè ritegno) l'esorbitante e ancora ingiustificato debito sanitario delle Regioni, accumulato soprattutto a causa dell'ambito ospedaliero. Attenzione, però: la mammella della farmacia italiana è da anni spremuta a più mani attraverso ripetuti tagli dei prezzi dei farmaci, sconti, distribuzione diretta e per conto, ritardi dei pagamenti Asl, costi per l’adeguamento dei sistemi informatici e per ottemperare all’art. 50 e via dicendo. Si rischia di arrivare a un punto di rottura col quale, a rimetterci, saranno i dipendenti delle farmacie private e, tanto per cambiare (ma senza che glielo si faccia sapere, attenzione!), il cittadino: il Cliente/Paziente che più parti continuano a voler trasformare in "consumatore" persino quando si parla di medicinali. Nel Comunicato parliamo anche di "farmaci orfani": quei medicinali che trovano indicazione nella terapia di alcune malattie rare ma che, a causa di un mercato poco remunerativo, non riescono a sostenere le spese del proprio sviluppo, produzione e commercializzazione. Sono medicinali efficaci e spesso caratterizzati da un buon profilo di tossicità ma non trovano una propria collocazione stabile sul mercato e, di conseguenza, la loro produzione viene cessata. Il problema non è tanto il medicinale che resta "orfano" della patologia (rara) per la quale è indicato, quanto il paziente affetto da tale patologia che resta "orfano" del proprio farmaco, col quale magari è soddisfacentemente in terapia da anni. Certo, in molti casi è possibile "ripiegare" su un farmaco analogo ma in altri casi non è così semplice: lo dimostra il caso nadololo, attuale in questi mesi. Un problema verso il quale il MSFI, compatibilmente con i propri limiti, si è mosso in modo rapido e preciso attuando quasi dall'oggi al domani un Progetto che, ora dopo ora (letteralmente, grazie all'impegno volontario di tanti colleghi farmacisti) sta venendo incontro alle esigenze di centinaia di pazienti che col nadololo avevano trovato una terapia (il "quasi" è d'obbligo!) ideale: persone che, anche volendo, non hanno la possibilità di sostituire il nadololo con una molecola simile proprio a causa del proprio stato patologico. Ricordiamo che la Salute, in Italia, non è un bene "della maggioranza": è un diritto costituzionale di ogni singolo cittadino. Ora, concludendo, cos'hanno in comune i due temi in questione? Lo squallido punto in comune è la visione aberrante, distorta e palesemente errata che alcune terze parti hanno della farmacia italiana: da un lato, essa viene troppo spesso vista come un "bancomat" cui attingere al bisogno per tamponare le falle prodotte dall'incompetenza e dalla dissolutezza delle parti medesime; dall'altro, troppo spesso altre parti (o le stesse, a seconda dei casi...) non la considerano come invece è: una struttura sanitaria nel cui DNA c'è il prioritario interesse verso la tutela della Salute pubblica, persino nei casi in cui la parte tutelata rappresenti una minoranza. Il "Progetto nadololo" del MSFI non è un caso: è la prova pratica, fondata su un'iniziativa umanitaria e forse la prima nel suo genere, che la Farmacia italiana è pronta a raccogliere una sfida pur di svolgere il proprio ruolo a tutela della Salute pubblica (le farmacie aderenti al Progetto aumentano spontaneamente di ora in ora!). L'ennesima prova. Sarebbe anche ora che qualcuno "dei piani alti" se ne accorgesse una volta per tutte e si regolasse di conseguenza prima che sia troppo tardi...
29/10/2008 - Al via il "Progetto nadololo" !
E' attivo da pochi giorni il "Progetto nadololo", nuova iniziativa del MSFI che si inserisce nel problema dei farmaci orfani e, in particolare, del nadololo dopo la cessata commercializzazione del Corgard®. Avendo preso coscienza che la carenza sul mercato di alcuni farmaci importanti e insostituibili, come di recente è accaduto proprio per il Corgard, sta creando notevoli disagi ai pazienti che per varie ragioni tollerano solo questo principio attivo e per far luce sul problema in generale dei farmaci orfani, il MSFI ha elaborato un progetto che coinvolge le farmacie dotate di laboratorio galenico attrezzato. Nell'ambito della situazione attuale che coinvolge il nadololo, il Progetto si propone di creare una rete di farmacie che, attraverso una procedura concordata con un'azienda produttrice, consenta di ottenere nadololo come materia da laboratorio per preparazione galenica al fine di rendere il medicinale disponibile, in tutta Italia, per quei pazienti impossibilitati a sostituire il nadololo con un'altra molecola nella propria terapia. Più in generale, il Progetto punta a intervenire nell'ormai annoso problema dei farmaci orfani e delle malattie rare che, finalmente, sembra stia ricevendo più che in passato l'attenzione delle istituzioni : "un disegno di legge a sostegno della ricerca, della produzione dei farmaci orfani e della terapia delle malattie rare" è infatti "attualmente in discussione alla commissione Sanità del Senato, e che potrebbe portare ad avere la prima normativa di riferimento per il milione e mezzo di pazienti italiani affetti da una delle 6 mila patologie considerate rare" (fonte: Farmacista33, 29/10/2008).
29/10/2008 - Il MSFI ribadisce con un nuovo Comunicato stampa i rischi intrinseci all'accordo del tavolo farmaceutico siglato lo scorso 15 ottobre, che brucerà in media fino a 40.000 Euro/anno a ciascuna farmacia mettendo seriamente a rischio il lavoro non solo dei farmacisti collaboratori (ricordiamo che lo stipendio annuo per un farmacista collaboratore di farmacia si aggira, mediamente, sui 30.000 Euro) ma anche dei dipendenti "non farmacisti" delle farmacie stesse. Ricordiamo che la forza della farmacia italiana, riconosciuta dal cittadino nel 2002, nel 2006 e nel 2008 come il migliore fra i servizi, si basa su tutti i componenti che contribuiscono a "mandare avanti la baracca" nell'interesse della salute pubblica: il Titolare, i Farmacisti Collaboratori e il personale non laureato. Una forza lavoro che i continui tagli imposti all'azienda-farmacia rischiano di minare. L'accordo siglato a metà ottobre assume toni ancor più torbidi e intollerabili a seguito dell'allarme lanciato da Federfarma (27/10/2008), secondo cui "i risparmi derivanti dall'accordo raggiunto al Tavolo sulla farmaceutica il 15 ottobre scorso verranno destinati a ripianare il buco della farmaceutica ospedaliera - come dichiarato oggi dal sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio".
10/10/2008 - Il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani propone il disegno di legge Gasparri/Tomassini come una "valida base di partenza per ridare dignità al cittadino Cliente/Paziente".
10/10/2008 - Con un nuovo Comunicato stampa, il M.S.F.I. illustra come la proposta attualmente in discussione al tavolo delle trattative di "ingessare" le condizioni applicate alle farmacie sull’acquisto dei farmaci generici implicherebbe per ciascuna farmacia una perdita secca di margine, difficilmente assorbibile dalla farmacia stessa, di circa 30.000 euro/anno. Questa cifra corrisponde all'incirca al costo annuo di un farmacista collaboratore. Basta un rapido calcolo, che tenga anche conto delle future perdite legate alle numerose prossime scadenze brevettuali e di quelle che negli ultimi anni le farmacie hanno subito (abbassamento giornaliero del prezzo dei farmaci con relativa svalutazione del magazzino; distribuzione per conto dei farmaci, con continui ritocchi verso il basso del costo della prestazione professionale, continui ritardi dei pagamenti ASL, che costringono molte farmacie a pagare onerosi interessi bancari; costi per l’adeguamento dei sistemi informatici e dei registratori di cassa nel rispetto della normativa sullo scontrino parlante; eccetera), per rendersi conto di come i posti di lavoro dei farmacisti collaboratori siano tuttaltro che "sicuri" e di come la situazione rischi di peggiorare ulteriormente.
25/09/2008 - Oggetto: POLITICHE LIBERTARIE - Alla fine chi paga? I cittadini!
Mi collego a un post di Pietro Marino, presidente dell'ANPI, pubblicato nel thread del titolo "Libertà di stabilimento farmacie in Portogallo e Germania" al seguente link di Punto Effe: Pietro Marino ha scritto:
Ho estrapolato dal post di Marino alcuni passi salienti; non per stravolgere il suo pensiero al fine di avallare una mia tesi, ma, bensì, per focalizzare l'attenzione del lettore su ciò che più preme a Marino: ottenere la liberalizzazione del mercato farmaceutico. D'altronde chi fa vessillo di una frase di Milton Friedman, liberista, "... più volte definito l'anti-Keynes, per il suo rifiuto verso qualsiasi intervento dello Stato nell'economia ed il suo sostegno convinto a favore del libero mercato e della politica del laissez-faire", non può che sposarne appieno le tesi. Anche se oggi tali teoremi liberisti trovano, proprio nella patria del liberismo più sfrenato (gli U.S.A.), i principali oppositori! Basti considerare l'apporto in danaro che, a spese dei contribuenti, verrà profuso nel sistema economico americano per fronteggiare il distruttivo uragano economico dei mutui facili e i fallimenti delle varie banche e finanziarie le quali, grazie al locale sistema creditizio, hanno "drogato" il mercato. La Federal Reserve statunitense ha infatti varato un piano di 'bail out' in favore di AIG del valore di 85 miliardi di dollari. Quello che manca nell'analisi di Pietro Marino è il "soggetto", "il cittadino"! Marino difende il libero mercato, non la farmacia o la para-farmacia, e quindi il loro fruitore (cliente/paziente). Prova ne sia il fatto che egli, dal sito di farmacialibera.it, ora si trova a presiedere l'ANPI (Associazione Nazionale Para-farmacie Italiane). La farmacia, con la pianta organica, tutela il cittadino. Quindi, per una semplice proprietà transitiva il legislatore ha pensato bene, nel creare il meccanismo legislativo che governa il terminale del sistema farmaceutico, di "responsabilizzare" i titolari delle farmacie affinché essi, difendendo la proprietà (in concessione) difendano anche gli interessi della comunità. Questo lo si è ottenuto impedendo a che le farmacie possano assumere le sembianze di S.p.A. o di s.r.l. Per chi non ha dimestichezza con queste sigle, basti sapere che una farmacia può essere gestita non "in forma giuridica" ma solo come "persona fisica"; in pratica il titolare o i soci (se trattasi di una s.n.c. o s.a.s.) rispondono con i propri beni privati di eventuali fallimenti o di una scorretta gestione. Con la loro farmacia e la proprietà, non con i debiti, danno sufficienti garanzie economiche per accedere alle linee di credito attivate presso le finanziarie. Provate ora a pensare se sarebbe stato possibile attuare un fallimento catastrofico come quello della Leman Brothers con simili paletti giuridici. Oggi si inneggia, da più parti, al controllo statale e ci si strappa le vesti per il fatto che i controllori non facevano appieno il proprio dovere, e nessuno censurava ciò. Come se in una catena di responsabilità, alquanto lunga, sia possibile verificare l'intero processo! Se le responsabilità, penali e amministrative, ricadessero sul singolo, a qualsiasi livello, senza intercessioni sindacali o indulti politici, si creerebbe una situazione di autocontrollo più semplice da gestire a livello governativo. Creare un sistema libero, senza guida e fuori controllo, a chi giova se non a quei soggetti che hanno sempre eluso le regole? Chi deve fissare le regole del mercato e, soprattutto, del mercato della salute? Le multinazionali? Le Coop? Le associazioni dei consumatori, foraggiate da queste ultime? Alla fine di tutto, chi paga? I cittadini! L'America non è nuova a situazioni di bancarotta come quelle accadute in questi ultimi mesi. In Italia vi sono ancora molti risparmiatori che piangono per i danni del tonfo della Parmalat. Sarebbe accaduto tutto ciò in un sistema liberista ma controllato dallo Stato? La verità è che le Multinazionali, nel foraggiare i politici a Bruxelles, hanno volutamente acconsentito che si inneggiasse a politiche liberticide e libertarie (chiamate però liberiste). Il fatto che si discuta della proprietà delle farmacie e dei loro margini operativi innanzi alla Corte di Giustizia di Bruxelles conferma quanto asserisco. Gli interessi dei grossi gruppi sono troppo preponderanti. E quelli come Marino, Lanutti, Bersani e Zamparutti fanno da sponda ad attacchi al sistema sin troppo evidenti. Gli stessi patti di Laeken del 2001, in cui si escludevano i servizi di interesse generale (SIG) dalle politiche liberiste, sono stati volutamente disattesi (vedi il post scriptum alla fine di questo testo). E questa si ha il coraggio di chiamarla "Europa dei Cittadini Europei"? Meglio la definizione di "Europa delle Multinazionali Europee". Sino a oggi il sistema farmacia funziona e continua a tutelare il cittadino con quella coperta di professionalità e garanzie che solo i farmacisti nella farmacia possono offrire. Se Pietro Marino è convinto che il suo modello liberista proposto sia valido, è pronto a rischiare di suo? E' disposto ad aprire una para-farmacia, come sollecitava altri a farlo? Non vorrei che tutto quel che scrive e pubblicizza sia finalizzato all'ottenimento di un posticino politico in qualche apparato di partito. Sarebbe una grave delusione per me, poiché, avendoci colloquiato telefonicamente, ha lasciato trasparire intelligenza e preparazione, non palese opportunismo.
P.S.: Mi risulta che l'art. 32 della Costituzione Italiana non sia stato abrogato e che la direttiva Bolkestein non ha potere in materia di sanità. Mi risulta che i Servizi d'Interesse Generale (SIG) siano esclusi dal campo di applicazione della Direttiva, ma che essa si applichi ai Servizi d’Interesse Economico Generale (SIEG), vale a dire ai servizi che corrispondono a una attività economica e che sono aperti alla concorrenza. In realtà, la distinzione tra SIG e SIEG è molto fuorviante. In effetti, nel rapporto sui servizi d’interesse generale presentato al Consiglio europeo di Laeken alla fine del 2001, la Commissione rileva che "non è possibile stabilire a priori un elenco definitivo di tutti i servizi di interesse generale da considerarsi come non economici". Si basa per questo sull’interpretazione di una sentenza della Corte di Giustizia secondo la quale "costituisce attività economica qualsiasi attività consistente nell’offrire beni e servizi su un dato mercato". Con una tale definizione, tutto, eccetto le attività "di governo" dello Stato, può essere considerato come "attività economica" e quindi assoggettato alle regole della concorrenza. Tuttavia, la direttiva ora esclude nettamente un certo numero di attività inerenti i servizi pubblici o attività dipendenti dal potere pubblico. In totale, e sperando di non aver dimenticato niente: accesso ai fondi pubblici, servizi sociali, edilizia popolare (finanziamento, sistema di aiuti, criteri di assegnazione), servizi per l’infanzia e la famiglia, servizi finanziari, servizi sanitari e farmaceutici tra i quali i rimborsi delle spese sostenute per cure, l’audiovisivo ivi compreso il cinema, i giochi d’azzardo (?), le professioni associate all’esercizio del potere pubblico, la fiscalità, le attività sportive amatoriali. In pratica risulta necessario impedire che il liberismo selvaggio e il capitale entrino in servizi essenziali finalizzati alla tutela sanitaria dei cittadini.
15/09/2008 - Con un nuovo Comunicato stampa abbiamo evidenziato come, dopo due anni di continui attacchi mediatici contro le farmacie ree, secondo alcuni detrattori, di volersi arricchire alle spalle dei cittadini, solo in farmacia i cittadini trovino il vero risparmio rispetto alla GDO e alle Parafarmacie.
29/08/2008 - E' con grande piacere che riceviamo la lettera del Dr. Federico Zamboni, titolare della Farmacia in oggetto, il quale smentisce seccamente la vendita di Farmaci OTC nel proprio distributore automatico, denominato "Farma shop", così come riportato dall'articolo della testata facente parte al gruppo de "Il sole 24 Ore". Confidiamo in una immediata pubblicazione da parte del "Sole 24 Ore" di questa smentita, per doverosa e corretta informazione invitandolo a darcene sollecito riscontro. Siamo certi della assoluta buonafede del Giornalista appartenente al Gruppo facente capo a "Il Sole 24 Ore", che anche a causa di una eccessiva banalizzazione dei farmaci OTC, fenomeno che sta prendendo sempre più campo ed in maniera grave, probabilmente non si è reso conto che pubblicare l'identificazione della farmacia, avrebbe potuto far incorrere il Titolare in gravi sanzioni, essendo espressamente proibita dalla normativa vigente la vendita di Farmaci OTC in totale assenza di un farmacista. Ringraziamo il Dr. Zamboni, per la cortesia con cui ci ha risposto. Ringraziamo L'Ordine dei Farmacisti di Cremona, per il sollecito intervento.
18/08/2008 - "Riceviamo questo messaggio/denuncia da un Farmacista Nostro Referente. La Farmacia Zamboni di Cremona, secondo l'articolo di seguito riportato, ha istituito un distributore automatico di farmaci da banco per la vendita durante lo ore di chiusura della Farmacia. Il distributore automatico posto in essere dalla su citata farmacia, è diverso dal noto 'Farmaclic' che prevede l'intervento del farmacista anche se in via telematica, per cui contravviene a tutte le norme circa la dispensazione dei farmaci OTC non essendovi la possibilità di intervento del farmacista. Invitiamo quindi, sia Fofi che Federfarma ad accertare immediatamente la irregolarità commessa dalla farmacia in oggetto e, nel caso di constatazione, intervenire. Certi di un Vostro Cortese Riscontro
Il M.S.F.I. ha inviato questa lettera a FOFI e a Federfarma, per rendere noto quanto appreso indirettamente attraverso B2B24.it del 11/08/2008: "... A Cremona, invece, presso la farmacia Zamboni è stato aperto il primo Farma Shop, una vetrina automatica che consente la vendita di farmaci da banco, in orario di chiusura del negozio. ...".
19/07/2008 - "Che il risparmio sia solo fittizio lo si può dedurre dal fatto che a fronte di un minor costo sull'acquisto del farmaco da parte della ASL, rilevabile quindi nel capitolo inerente la spesa farmaceutica, si ha un aggravio notevole di costi che ricadono in altri capitolati in cui mai si è voluto fare una analisi appropriata. E' parte di quanto abbiamo denunciato in un Comunicato stampa relativo al passaggio dalla distribuzione per conto delle ASL in farmacia alla distribuzione diretta nella Regione Sicilia: un'altra occasione in cui il diritto alla Salute del cittadino viene dopo le esigenze economiche (e non solo tali...) di terze parti.
17/07/2008 - La Consulta Regionale Ordini Farmacisti di Puglia ha recentemente diffuso un Comunicato col quale si è escluso in modo assoluto che i Rappresentanti della Categoria possano essere stati complici o abbiano avallato o suggerito l'articolato di legge promosso dalla Regione Puglia. La notizia è stata ripresa oggi anche da Farmacista33.
02/07/2008 - Abbiamo diffuso oggi un nuovo Comunicato stampa per evidenziare la paradossale situazione cui si è giunti in Puglia: la Regione Puglia non espleta né indice i concorsi per 30 farmacie, come previsto dalla Normativa Nazionale, e vara invece una legge anticostituzionale al fine di aumentare il numero delle farmacie stesse!
27/06/2008 - La Regione Puglia sembra insistere nella variazione arbitraria e anarchica di norme regolate a livello nazionale e costituzionale. Segue parte della disposizione legislativa in oggetto, approvata dal Consiglio Regionale della Puglia, in seduta legislativa:
23/06/2008 - Abbiamo preso ufficialmente posizione, con un Comunicato stampa diffuso oggi stesso, in merito alla questione sollevata dalla Commissione bilancio della Puglia in materia di apertura di nuove farmacie.
20/06/2008 - Il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani è stato invitato dalla "Tv della Libertà" a partecipare alla trasmissione di giovedì 26 giugno. La trasmissione è tutti i giorni in diretta, esclusi il sabato e domenica di repliche, sul canale SKY 818 e sul Sito, dalle ore 14,00 alle ore 18,00. La prima ora, 14.00-15.00, è in diretta anche su 40 tv regionali in tutta Italia. Il M.S.F.I. ringrazia la redazione della "Tv della Libertà" per l'attenzione dedicataci.
20/06/2008 - Il Consiglio Regionale della Puglia ha recentemente diffuso un comunicato relativo a un emendamento che modificherebbe la legge regionale sull'apertura di nuove farmacie. Il M.S.F.I. si riserva di prendere posizione a riguardo nel prossimo futuro.
20/06/2008 - Scorretto l'advertising COOP. Nel corso del Consiglio Nazionale della Federazione svoltosi ieri a Roma, la Federazione è tornata a trattare i temi dell'evoluzione che la Professione deve imboccare in risposta ai mutamenti della situazione nazionale e internazionale. Si è svolto ieri a Roma l'annuale Consiglio della FOFI. I lavori sono stati aperti dal Presidente Giacomo Leopardi che ha presentato all'assemblea la propria relazione: "Il provvedimento Bersani - ha spiegato Leopardi nel proprio intervento - non è stato un fulmine a ciel sereno ma una 'politica' che risente dell'Europa: il cattivo tempo non arriva mai all'improvviso. Molto infatti nasce dal Consiglio Europeo tenuto a Lisbona nel 2000 che approvò un trattato, la cui ratifica viene oggi posta in discussione, per cui, tra l'altro, l'economia doveva diventare competitiva e quindi era necessaria la concorrenza per ottenere costi minori". "Il mercato dei farmaci è inferiore, per giro di affari, solo all'industria petrolifera e a quello delle banche. E' quindi ovvio che ci siano soggetti che cerchino di conquistare una quota di una torta così ampia. In Italia uno degli operatori più attivi in questo senso è rappresentato dalla COOP che ha recentemente lanciato una campagna pubblicitaria per la promozione della cosiddetta 'aspirina COOP'." "La pubblicità dell'Aspirina COOP - ha detto Leopardi nel corso di una parte del proprio intervento - non è corretta perché non fornisce le indicazioni sul principio attivo e sui possibili effetti collaterali e non sollecita la lettura del foglio illustrativo. Si tratta di uno spot in cui utenti e supposti farmacisti esultano esclusivamente per i prezzi convenienti del farmaco. Altroconsumo ha denunciato al Garante della Concorrenza e del Mercato l'annuncio pubblicitario del primo farmaco a marchio COOP che tratta il medicinale come se fosse un prodotto qualsiasi. Il codice del farmaco - ha insistito Leopardi - precisa che la pubblicità non può proporre il farmaco in modo ingannevole, né esaltarne le virtù terapeutiche. Anche la Bayer ha diffidato la COOP a rettificare il termini della campagna in quanto il nome 'aspirina' non definisce il nome del principio attivo ma uno dei più prestigiosi marchi del gruppo Bayer". Nel corso della riunione è stata annunciata la sospensione della messa in onda dello spot in questione. La notizia arriva dopo che anche il Comitato Centrale FOFI aveva deliberato di diffidare la COOP dall'uso dello spot pubblicitario. Ora si dovrà procedere all'accertamento del fatto che la COOP abbia chiesto o no l'autorizzazione ministeriale obbligatoria per la pubblicità di medicinali presso il pubblico. Il presidente Leopardi ha voluto riportare l'attenzione dei partecipanti anche su altri argomenti che hanno portato la categoria e i propri comportamenti a trovare spazio sui mezzi di comunicazione. Prima di tutto è stato ricordato il problema della dispensazione dei farmaci senza ricetta. "La ricetta - è stato ricordato dal Presidente - è uno strumento per la terapia farmacologica e, dal momento che il farmacista è il custode professionale del farmaco non può essere ammesso nient'altro del rispetto delle regole. Oggi - ha aggiunto Leopardi - la farmacia rappresenta un centro di servizi sanitari: il più immediato centro aperto al pubblico a titolo gratuito, senza essere a carico della collettività, diffuso sul territorio nel quale il farmaco è dispensato in modo corretto da personale competente, capace di informare nel suo impiego appropriato, che offre consigli sulla prevenzione delle malattie". Riguardo alle prospettive future il presidente ha chiosato: "Siamo noi che dobbiamo guidare il cambiamento, siamo noi che ammodernando il servizio possiamo concorrere al progresso del Paese per lasciare un'attività moderna a chi viene dopo di noi".
07/06/2008 - Come anticipato, ieri sera si è tenuto Civitanova Marche il Convegno "Liberalizzazioni: realtà e prospettive", finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico. All'evento ha partecipato anche il neopresidente del M.S.F.I., Ettore Lembo, con una relazione incentrata sul processo di "liberalizzazione" nell'ambito del mercato del farmaco.
29/05/2008 - In quanto Movimento per la difesa e la tutela della Salute pubblica, siamo decisamente lieti che, seppure con un certo ritardo (cfr. Comunicati stampa M.S.F.I. n° 10 dell'8 maggio e n° 11 del 22 maggio) e con la costante e promiscua confusione fra "consumatore" e "paziente", anche associazioni quali Altroconsumo prendano posizione nei confronti della pubblicità che la COOP ha allestito per promuovere il proprio farmaco "equivalente" e, di sicuro non intenzionalmente, per ridicolizzare e denigrare la figura professionale del Farmacista, oltre a mettere in secondo piano i rischi tossicologici associati all'assunzione del farmaco in questione pur di dare risalto alla presunta convenienza economica dello stesso. "Il farmaco è a un prezzo speciale, con un risparmio che fa star bene. Il messaggio è cantato da consumatori e farmacisti. Nessun riferimento al principio attivo contenuto, l'acido acetilsalicilico, nessun rimando alla lettura delle avvertenze sul foglietto illustrativo, nessun cenno al fatto che la sua assunzione può avere effetti collaterali. Si può andare dalla semplice irritazione gastrointestinale fino alle ulcere con sanguinamento, tanto per capirci. Ma qui si canta, allegri e contenti. Altroconsumo ha denunciato al garante della Concorrenza e del Mercato il messaggio pubblicitario del primo farmaco a marchio Coop, in questi giorni sui mezzi d'informazione. Banalizzare il prodotto farmaco come se fosse acqua fresca, uno shampoo o un utensile qualsiasi è scorretto, contro la legge e controproducente per la salute dei consumatori." Questa è parte del Comunicato diffuso oggi da Altroconsumo, subito ripreso anche da Federfarma fra le ultime notizie ("Altroconsumo denuncia spot COOP: banalizza il farmaco") e da Farmacista33 sull'edizione del 30/05/2008 ("Lo spot della COOP banalizza..."), anche se in quest'ultimo caso la rilevazione finale "E magari, si può aggiungere, chiedere al farmacista prima di acquistare" la dice lunga sull'importanza che l'associazione (di consumatori?) attribuisce effettivamente al Professionista sanitario. Il che non ci stupisce, dal momento che chi accede al farmaco NON è un "consumatore" né uno "pseudo-tale": è un "paziente", una persona che è costretta a impiegare un idoneo strumento quasi sempre potenzialmente pericoloso, il farmaco, al fine di tutelare un proprio diritto costituzionale, la Salute. Che non è un diritto "maggiore" per chi può accedere al farmaco proposto col prezzo più conveniente; è un diritto paritario per ogni cittadino, persino per quelli che abitano lontani dalla COOP o lontani da una farmacia che possa permettersi prezzi più vantaggiosi rispetto a un'altra. La salute non è un bene commerciale su cui giocare "all'offerta" o al "prezzo al ribasso" o all'"incentivo concorrenziale". La salute è un bene paritario per ciascun cittadino: quando si parla di Salute, non esistono consumatori. Precisato questo, intendiamoci: le considerazioni sopra riportate sono più che condivisibili. Stupisce, tuttavia, come contenuti talmente... "simili"... a quelli da noi riportati già tempo addietro siano stati così prontamente diffusi da enti e media vari laddove i nostri comunicati siano invece stati considerati solo ufficiosamente oppure, forse, presi come semplice "spunto di riflessione" cui attingere gratuitamente. E' noto come, talvolta, chi arriva secondo ambisca comunque a comunicare l'impressione di essere arrivato primo (e, paradossalmente, ci riesca, complice un'opportuna eco alle sue gesta prestata da chi ha la capacità e l'interesse di diffonderla); d'altra parte, prendiamo atto di come associazioni quali Altroconsumo siano notevolmente più in vista di noi e meritino, quindi, una maggiore considerazione sia dai media sia dagli enti sindacali ufficiali.
27/05/2008 - Il 6 giugno 2008 alle ore 18.30 avrà luogo presso l'hotel Miramare di Civitanova Marche il Convegno "Liberalizzazioni: realtà e prospettive". Parteciperà e interverrà anche il Portavoce del M.S.F.I. Ettore Lembo.
26/05/2008 - Ha recentemente avuto luogo un interessante Convegno promosso dall'Ordine dei farmacisti di Verona all'interno del quale si è svolta la tavola rotonda "Farmaco, quale prospettiva per il futuro: prodotto di largo consumo o risorsa chiave per la salute del cittadino?". I contenuti e le conclusioni emersi nel corso dell'evento collimano notevolmente con le considerazioni che il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani ha espresso nei giorni scorsi col proprio Comunicato stampa del 22 maggio e su questo stesso Sito. Lo scarso successo dei "Corner della salute" aperti negli ipermercati, delle parafarmacie dislocate sul territorio e, più in generale, delle "liberalizzazioni" che hanno coinvolto il farmaco è un dato ineluttabile di cui ormai tutti stanno via via prendendo Coscienza e che lo stesso M.S.F.I. ha avuto modo di evidenziare nelle scorse settimane con proprio comunicato stampa. Meritano particolare attenzione le preoccupazioni espresse da Andrea Mandelli, Vicepresidente della F.O.F.I., in rapporto alla mercificazione del farmaco: come anche il M.S.F.I. ha più volte denunciato fin dall'inizio della propria attività, in troppe occasioni troppe forze politiche ed economiche (e non solo...) hanno cercato, e stanno ancora cercando, di trasformare il farmaco da "bene etico di salute" a "bene commerciale di consumo". Perdere di vista l'importanza prioritaria del farmaco in rapporto alla tutela della salute pubblica (e, quindi, di un diritto costituzionale di ogni cittadino) per sostituirla con l'importanza prioritaria dello "sconto" e della mera convenienza economica apre le porte a un inquietante scenario di implicazioni socio-sanitarie che il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani si è impegnato con determinazione a contrastare, anche invitando le Istituzioni sanitarie, gli Enti ufficiali e tutti i colleghi farmacisti a muoversi lungo la stessa linea d'azione. In quest'ottica, riteniamo encomiabile l'iniziativa promossa dai colleghi di Verona volta a fare il punto sulla questione. E' sempre più importante rendersi conto delle qualità e dei punti di forza che la Farmacia Italiana possiede in quanto corredo genetico sviluppato e collaudato attraverso i decenni, con costante apprezzamento dei cittadini italiani: questi ambiti devono essere preservati e fungere da base stabile per costruirne altri, innovativi e capaci di offrire servizi adeguati alle nuove esigenze di salute della popolazione; contemporaneamente, occorre anche individuare e prendere Coscienza degli aspetti migliorabili di questo sistema, aspetti sui quali è senz'altro necessario lavorare, magari in modo incisivo, al fine di salvaguardare e conferire decoro alla Professione del Farmacista, indipendentemente che si tratti di Titolare o di Collaboratore, e allo scopo di garantire un servizio sempre più performante nell'ottica della tutela del diritto costituzionale alla Salute. Sulla tutela della salute pubblica, il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani NON fa "sconti"!
22/05/2008 - Il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani ha diffuso oggi un nuovo Comunicato stampa per sottolineare come la tendenza a banalizzare il farmaco e a trasformarlo in un "bene commerciale di consumo" sia sempre più diffusa e incontrollata, non solo a scapito della salute pubblica ma anche delle figure professionali preposte alla sua tutela. Le considerazioni che abbiamo esposto in quest'ultimo Comunicato si riallacciano direttamente ad altre espresse in questo stesso Sito nell'ultimo mese: il "business" che ruota intorno al farmaco e alla salute sta prevalendo sempre più sulla rilevanza etica del settore, sulla sicurezza del paziente e sui diritti costituzionali del cittadino. La banalizzazione del farmaco, indotta a più riprese anche grazie a spot pubblicitari che spingono a un acquisto emozionale anziché informare correttamente il pubblico sul reale profilo (terapeutico e tossico) del medicinale, è subdola complice dei numerosi incidenti domestici causati da un uso improprio del farmaco, dell'errato smaltimento dei farmaci stessi attraverso i normali rifiuti piuttosto che tramite gli appositi canali di smaltimento e della perdita di dialogo fra il cittadino e i professionisti sanitari, medico e farmacista in testa, che dovrebbero essere invece i primi referenti e filtri nel rapporto fra cittadino e medicinale. Recenti cronache, che nel 2008 lasciano costernati, hanno tragicamente evidenziato come sottovalutare l'importanza di un dialogo trasparente e produttivo con un professionista sanitario competente o non avere una percezione sufficientemente concreta del corretto approccio al farmaco possa esitare nel peggio. Ridicolizzare e minimizzare il ruolo del professionista o trascurare gli aspetti tossicologici dei medicinali e, più in generale, di tutte le sostanze farmacologicamente attive (comprese quelle che rientrano nei "rimedi naturali") non concorre certamente a migliorare le cose. Tutto questo perchè il farmaco viene sempre più proposto come una merce qualsiasi, il cui unico parametro cui fare riferimento prima di procedere all'acquisto è lo "sconto" (che gli sconti sui medicinali non esistano più è irrilevante: chi punta a "mercantilizzare" i farmaci non si preoccupa certo della veridicità dei propri messaggi al pubblico). La pericolosità del medicinale, la sua potenziale tossicità, l'importanza del dialogo col professionista sanitario, la rilevanza professionale del medico e del farmacista, la corretta percezione del farmaco come "bene etico di salute" sono ormai aspetti del tutto opzionali. E anche un pochino scomodi nell'ottica di chi vede in un sempre maggiore volume d'affari la propria priorità.14/05/2008 - Abbiamo recentemente diffuso un documento informativo per cercare di fornire chiarimenti sulle modalità di detrazione fiscale dei farmaci e, più in generale, delle spese sanitarie alla luce della mutata normativa. L'intento, pubblicato dal Sole 24 ore, era anzitutto produrre un quadro dell'argomento sufficientemente completo e preciso da dissipare gli eventuali dubbi ad esso relativi: abbiamo allestito a tal fine uno schema riassuntivo utile sia al farmacista che al cittadino. Ci premeva però anche chiarire un equivoco di fondo che in più di un'occasione, per ignoranza o per mala fede, è stato sfruttato da terzi ai danni del farmacista: chiedere al cittadino il proprio Codice Fiscale al momento della stampa dello "scontrino parlante" non è per il farmacista un obbligo formale, bensì una semplice cortesia. Questo gesto di gentilezza viene compiuto volentieri e spontaneamente dalla maggior parte dei colleghi quando si riesce a cogliere l'occasione, fermo restando che obbligo e competenza prioritaria del farmacista rimane invece la tutela della salute pubblica. Piuttosto: dove sono le varie "associazioni di consumatori" in frangenti di questo tipo? Cosa fanno i "benpensanti" oltre a puntare il dito, a sproposito, sul capro espiatorio di turno? A chi interessa la condizione del cittadino, a parte strumentalizzarla per ottenere visibilità e darsi una parvenza, fasulla, di utilità sociale? Domande retoriche.
11/05/2008 - Anche la Bayer sembra non aver gradito i metodi con cui alcuni media (a titolo di esempio riportiamo La Stampa e L'Unità) hanno diffuso la notizia e pubblicizzato l'arrivo del farmaco equivalente a base di acido acetilsalicilico e acido ascorbico a marchio Coop. Il problema non riguarda certamente la concorrenza: da anni esistono "equivalenti" all'Aspirina® e all'Aspirina C®, nonchè farmaci qualitativamente identici a quest'ultima, e in alcuni casi il prezzo al pubblico già non si discosta molto rispetto a quanto offrirà il "nuovo" medicinale Coop. Il problema riguarda piuttosto la superficialità e l'incompetenza con cui spesso, e ancor più spesso quando si tratta dell'ambito sanitario, i media fanno (dis)informazione, senza preoccuparsi delle conseguenze che quanto scrivono o riportano avranno sul lettore o su terze parti comunque coinvolte. Se la situazione non fosse tragica, sarebbe quasi comica: tutto questo polverone e questa "fragranza di novità" perchè un'azienda è diventata titolare di un'AIC (come accade da anni e anni, ogni anno), immetterà in commercio un farmaco "equivalente" (come accade da anni e anni, ogni anno), il suo medicinale sarà a base di acido ascorbico e acido acetilsalicilico (di farmaci con tale composizione ne esistono da anni e anni) e avrà un prezzo competitivo (non si capisce su quali basi si possa fare un confronto dal momento che non esiste più un prezzo al pubblico oggettivo e fisso).
10/05/2008 - Non solo E_Coop... Su "Le Monde" è comparso il 5 aprile un articolo dal titolo "Gli ipermercati in imboscata sul farmaco". L'articolo ha anche una vignetta in cui un uomo sta disteso supino sul nastro dove scorrono le merci che la cassiera legge con la penna ottica, l'uomo ha la maglietta alzata e con aria sofferente chiede alla cassiera che lo guarda con la penna ottica in mano: "Voi fate anche le ecografie?" Il presidente del gruppo Leclerc ha avanzato la pretesa di vendere i farmaci come il paracetamolo, i venotonici e tutti i prodotti di automedicazione sfruttando il momento in cui alcuni farmaci sono diventati non più rimborsabili dal servizio sanitario e sono saliti di prezzo (+33% per il Daflon®, ad esempio). La Servier ha aumentato il prezzo dei suoi prodotti dal 200% al 300% per tentare di compensare la perdita del giro d'affari conseguente al mancato rimborso. Monsieur Leclerc ammette che loro non sarebbero stati credibili a combattere contro il monopolio delle farmacie, vogliono invece combattere con i prezzi. L'articolo conclude con la previsione di una battaglia che durerà qualche anno. Molto tempestiva la risposta dei farmacisti francesi: su "Le Monde" del 16 aprile compare un terzo abbondante di pagina con in fondo i loghi di 7 associazioni di categoria che dice:
08/05/2008 - Con un nuovo Comunicato stampa abbiamo oggi preso posizione riguardo l'iniziativa pubblicitaria che le E_Coop hanno ideato per reclamizzare la prossima immissione sul mercato di alcuni farmaci a proprio marchio. Oltre a essere anacronistico continuare a parlare di sconti e di percentuali di ribasso su un prezzo al pubblico che ormai non esiste più come riferimento oggettivo, la mossa delle E-Coop concorre a disinformazione e a confondere il cittadino su un tema - quello del prezzo dei farmaci - importante e non ancora assimilato dopo i recenti e rilevanti cambiamenti di cui è stato oggetto. Sebbene contraddistinto da contenuti scorretti e per nulla veritieri, questo "specchietto per allodole" rimane tuttavia un'abile business: niente di più semplice per cercare di attirare l'attenzione pubblica trasformando il cittadino da paziente a consumatore e il farmaco da "bene etico di salute" a "bene commerciale di consumo". Un obiettivo a oggi ancora poco riuscito nonostante i ripetuti tentativi, alla luce della bocciatura alla liberalizzazione dei farmaci che i cittadini hanno dato in questi ultimi due anni alla GDO, con appena l'1,6% di quota di mercato.
30/04/2008 - In questo momento di grandi trasformazioni che il mondo della farmacia sta attraversando, il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani, riconoscendo Federfarma come unico Sindacato attuale per la farmacia privata ed auspicando con forza che sappia rinnovarsi anche alla luce delle esperienze trascorse, trasmette una lettera aperta, rivolta a tutti i componenti che dovranno eleggere, tra qualche giorno, il nuovo Presidente. Entro poche ore dalla diffusione della nostra lettera aperta abbiamo ricevuto i primi riscontri positivi e, in particolare, una risposta che pubblichiamo qui con piacere:
07/04/2008 - Un nuovo comunicato stampa è stato diffuso oggi dal nostro Movimento per evidenziare come le cosiddette "liberalizzazioni" riguardanti i farmaci di automedicazione (OTC) e quelli senza obbligo di prescrizione (SOP) siano state bocciate dal cittadino. Evidentemente le reali esigenze del cliente/paziente sono di ben altra natura e, quando si parla di salute, ridurre il farmaco a un bene commerciale di consumo non è mai una buona mossa.
31 marzo 2009 - Per il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani marzo 2008 si chiude con un'"osservazione", giusto per usare un eufemismo, rivolta a quanto emerso nella trasmissione "Mi manda Rai 3" andata in onda il 28 marzo scorso in tema di "scontrini parlanti", con particolare riferimento ad alcuni interventi del Presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti. Quasi casualmente, sullo stesso tema è stata proprio oggi pubblicata un'indagine di Valerio Staffelli: sembra incredibile come persone quali Trefiletti non esitino a fare demagogia spicciola pur di gettare gratuitamente fango su Professionisti Sanitari (i Farmacisti) e presidi sanitari (le farmacie), persino a proposito di argomenti che, evidentemente, non si conoscono.
28/03/2008 - Dopo una lunga pausa di riflessione, complice anche lo "stallo" causato dalla situazione politica italiana, abbiamo allestito un Documento informativo, destinato in prima analisi alle personalità politiche di qualsiasi livello e schieramento (come più volte abbiamo ribadito, a parer nostro la Salute non ha bandiera in quanto diritto costituzionale paritario di ogni singolo cittadino) che possa servire come presentazione schematica del MSFI e della nostra filosofia di pensiero. Siamo lieti di rendere disponibile anche un nuovo Volantino informativo, realizzato dal nostro Referente Attivo Dott. Cesare Bornazzini, sempre nella stessa ottica. Entrambi i documenti sono liberamente scaricabili e stampabili, da parte di chiunque desideri usufruirne a scopo informativo, condividendo i nostri obiettivi e la nostra linea d'azione.
26/02/2008 - Abbiamo diffuso oggi un nuovo Comunicato Stampa nel quale esprimiamo solidarietà, verso i farmacisti dipendenti delle farmacie comunali ferraresi che hanno denunciato la possibile prossima vendita di varie farmacie comunali alle Coop, e preoccupazione, verso l'apertura del sistema farmacia al grande capitale, che trasformerebbe di fatto il "cittadino-paziente" in "cittadino-consumatore". C'è chi crede che l'ingresso del capitale sia cosa dovuta al fine di "adeguarsi" alle direttive comunitarie, nonostante il Parlamento Europeo abbia espresso più volte il proprio sfavorevole parere, in particolare con la recente Dichiarazione scritta del Parlamento Europeo (a firma di quattro parlamentari italiani) contro le politiche di "deregulation" della Commissione Europea, coltivate e proposte a più riprese nonostante l'articolo 152 del trattato che istituisce la Comunità europea stessa reciti: "L'azione comunitaria nel settore della sanità pubblica rispetta appieno le competenze degli Stati membri in materia di organizzazione e fornitura di servizi sanitari e assistenza medica". C'è persino chi crede che non esista differenza fra "paziente" e "consumatore" ed è, a nostro avviso, chi non riesce a discriminare la differenza fra un bene etico di salute, quale è il farmaco, e un bene economico di consumo, quale può essere qualsiasi altra merce. La "salute" non è un mercato che dovrebbe rispondere alle leggi della domanda e dell'offerta; non è un ambito in cui lo sconto, l'offerta, il saldo o la promozione dovrebbero influire sulle vendite; non dovrebbe essere uno "sfizio" che il consumatore si toglie se la cosa lo aggrada. E' un diritto paritario per ogni singolo cittadino, sancito dalla Costituzione Italiana e sul quale la Repubblica è inderogabilmente chiamata a vigilare e i professionisti sanitari deontologicamente chiamati a intervenire, ciascuno secondo le proprie competenze. Noi crediamo che il farmaco, e quanto ruota intorno ad esso, non debba essere assoggettato alle ottiche di mercato che possono valere per una merce qualsiasi; crediamo che, nell'ambito della distribuzione finale, il farmacista debba rimanere a ogni livello un filtro indipendente e consapevole fra il medicinale e il cittadino; crediamo che l'esercizio professionale di questo filtro dovrebbe essere prima di tutto supportato, sostenuto e ottimizzato dalla legislazione, non burocratizzato, svilito e ostacolato; crediamo che il ruolo professionale del farmacista sia, in definitiva, "controllare" i rapporti fra cittadino e medicinale e siamo persuasi che non sia possibile svolgerlo in maniera ottimale da "controllati" (dal capitale); crediamo, infine, che in un Paese che vede nella "salute" un diritto costituzionale dovrebbero vigilare disposizioni legislative emanate da un'unica ed esplicita fonte, nel paritario interesse di tutti i cittadini e non solo dei "fortunati" che possono beneficiare dello sconto settimanale. Insomma, volendo sintetizzare il discorso ancora una volta: meno discriminazioni sulla pelle (= "salute") del cittadino e più supervisione (= "controlli") sul mondo del farmaco in relazione alle esigenze di salute della popolazione.
20/02/2008 - Gentili Presidenti Fofi e Federfarma, Signori e Signore farmacisti, Il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani per il diritto e la tutela alla salute, sensibile come tutti Voi alle necessità dei propri clienti, ha diramato nei giorni scorsi due comunicati stampa che denunciavano gli aumenti del prezzo di cessione sia dei farmaci OTC e SOP che dei latti per bambini, aumenti che inevitabilmente si ripercuotono su tutti i clienti. Pur essendo stati ripresi entrambi i comunicati da molte agenzie di stampa, nessuno dei mass-media ha ritenuto opportuno sollevare il problema di questi ingiustificati aumenti che innalzano ulteriormente il prezzo di questi prodotti a livelli ancora più alti, soprattutto rispetto alla media Europea. Addirittura, in maniera demagogica e strumentale, un noto Settimanale ha preferito continuare a parlare di sconti nel supermarket del 30%, nonostante a norma di legge non esista più il prezzo di riferimento, quindi lo sconto. Tutto ciò crea confusione e perdita del potere di acquisto per i cittadini. Al fine di evitare che i farmacisti siano ingiustamente accusati di avere aumentato i prezzi, opinione assai diffusa, vi inviamo un volantino da distribuire nelle farmacie ed i testi integrali dei comunicati stampa (comunicato relativo all'aumento del prezzo di OTC e SOP e comunicato relativo all'aumento del prezzo dei latti per l'infanzia).
14/02/2008 - Il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani per il diritto e la tutela della salute denuncia aumenti, fino al 19%, del costo di cessione del latte per bambini da parte delle aziende produttrici; sebbene in Italia i prezzi siano già superiori alla media Europea. Questi ingiustificati aumenti arrivano in un momento di grave difficoltà economica per le famiglie Italiane, di cui tanto si discute. E' dei giorni scorsi la notizia che il Consiglio di Stato, con l'accoglimento del ricorso di sei aziende produttrici di latte, ha imposto all'Antitrust la riduzione del 25% dell'ammenda inflitta di 9,743 mln di euro per fatti analoghi avvenuti pochi anni fa. (Rif. Articoli pubblicati su Il Sole 24 Ore pag. 22 e su Il Mattino pag. 19 del 24 gennaio 2008). Forse le Aziende vogliono far pagare la multa ai cittadini? Auspichiamo con forza che L'Osservatorio dei Prezzi, organismo istituito in attuazione della Legge Finanziaria 2008 (L. 24 dicembre 2007 n. 244, pubblicata nella G.U.R.I. del 28 dicembre 2007 n. 300), così come previsto nel proprio ordinamento, possa promuovere la diffusione dei latti più economici e con un prezzo contenuto. Lodevole è l'iniziativa realizzata da Federfarma.Co che dal 2005, anno di immissione in commercio del Neolatte, non ha mai promosso aumenti e consentito un prezzo al pubblico di €.9,90 per confezione da 900 gr. Ad oggi, tale offerta, risulta tra le più convenienti per il cittadino, anche nel rapporto qualità/prezzo. Evidenziamo questa società distributrice, insolitamente snobbata da associazioni che usualmente si ergono a difesa dei consumatori, non soltanto perché sostenuta dai farmacisti, ma affinché allevare dei figli sia un diritto e non un lusso.
07/02/2008 - La denuncia che abbiamo inizialmente diffuso circa i rischi legati alle modalità di determinazione del prezzo al pubblico previste nella Legge Finanziaria 2007 ha oggi avuto un seguito con un nuovo comunicato stampa del M.S.F.I., sempre incentrato sull'aumento incontrollato e incontrollabile dei prezzi dei farmaci di libera vendita (SOP e OTC). Prima che qualche buontempone punti il dito contro il farmacista accusandolo di aumentare i prezzi dei farmaci per lucrare sulla pelle del cittadino, riteniamo opportuno informare su come, nonostante il prezzo al pubblico sia determinato dal titolare del singolo esercizio di vendita, l'esercizio stesso si rifornisca dai grossisti o direttamente dalle case farmaceutiche: il prezzo al pubblico non può non tenere conto di eventuali rincari stabiliti a monte. Rincari che il legislatore ha pensato, forse un po' ingenuamente, potessero essere monitorati con le disposizioni del Decreto Legislativo 248/2007 (Art. 9, Comma 2): "... le aziende farmaceutiche titolari dell'autorizzazione all'immissione in commercio di medicinali non soggetti a prescrizione medica, disciplinati dall'articolo 96 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, sono tenute a comunicare al Ministero della salute e all'Agenzia italiana del farmaco il prezzo massimo ex factory con il quale ciascun medicinale e' offerto in vendita. La comunicazione deve essere rinnovata ad ogni variazione del prezzo massimo ex factory. In caso di inadempimento o di comunicazione non veritiera si applica la sanzione amministrativa da euro 1000 a euro 6000 per ciascun medicinale di cui sono stati omessi o alterati i dati." Tutto questo senza dimenticare il duplice danno causato al cittadino: da un lato, l'impossibilità di fare riferimento a un prezzo oggettivo con cui regolarsi per avere un'idea concreta della spesa legata al singolo medicinale; dall'altro, l'incremento delle già abbondanti disparità di accesso al farmaco, nonostante esso sia un bene etico di salute necessario al cittadino per tutelare il proprio diritto costituzionale alla salute (diritto che, in quanto tale, dovrebbe essere paritario per ogni individuo). Il Movimento si impegna a rendere al più presto pubblicamente e gratuitamente disponibile un volantino informativo che potrà essere esposto in farmacia al fine di informare il cittadino sull'argomento in questione, invitandolo al dialogo col proprio farmacista.
23/01/2008 - Utili delle farmacie tedesche: la triste verità!
Quando un cliente spende 100 € in una farmacia tedesca, che utile resta al farmacista? Non molto! Facciamo un calcolo in base alle cifre del 2006. Deducendo l'IVA, il fatturato netto è di 86,20 €. Se il costo medio dei prodotti venduti è di 62,40 €, resta un utile lordo di 23,80 €. Detratte le imposte, resterà un utile netto di 6,20 €. Ma per calcolare l'utile effettivo di esercizio, si deve tener conto dei costi imputati, definiti come spese non direttamente a carico, ma in effetti sostenute (per es. i costi di sostituzione di tempo e denaro). Al proprietario della farmacia restano quindi 0,30 € ( Fonte). Proprio in questi giorni, avevo pensato di calcolare i veri utili delle farmacie Italiane derivati dalla gestione 2007, che ha visto un fortissimo incremento delle spese a fronte di una enorme riduzione di fatturati dovuti a: distribuzione per conto, diminuzione prezzo dei farmaci, sconti, ecc. Ho la grande preoccupazione che al 30/06/2008, periodo di dichiarazione dei redditi, molti farmacisti scopriranno delle drammatiche realtà. Sarei felicissimo di essere smentito, ed è per questo motivo che invito tutti a sollecitare i propri fiscalisti ad effettuare delle verifiche immediate.
21/01/2008 - Come Movimento, abbiamo inviato un comunicato a tutti i Presidenti di FOFI e Federfarma:
17/01/2008 - Continuano, e sembrerebbero (il condizionale è sempre d'obbligo in questi frangenti) ormai volgere al termine, le discussioni e i lavori sull'emendamento n° 2.200 sostitutivo dell'articolo 2 del DDL Bersani-ter, che prevede la vendita di medicinali con ricetta medica nei supermercati e nelle parafarmacie. Abbiamo inserito nella Sezione " Documenti" un comunicato della F.O.F.I inerente la ripresa dell'esame in Senato in sede referente da parte della X Commissione Industria Commercio e Turismo e il parere della XII Commissione Igiene e Sanità.
12/01/2008 - M'olte volte ci è stato chiesto quali sbocchi professionali possono avere i Laureati in Farmacia e troppe volte sono state fornite risposte banali, superficiali, dettate spesso da una inadeguata preparazione. Questo sarebbe il meno: addirittura esistono colleghi farmacisti che non riescono a (o non vogliono...) distinguere l'aspetto "manager-imprenditoriale" della nostra professione da quello "etico-professionale", arrivando a sostenere che senza possibilità di "libera impresa" non è possibile parlare di "libera professione", laddove, di fatto, non esiste attualmente alcuna legge che impedisca a un individuo laureato in farmacia/CTF, abilitato dallo Stato a esercitare e iscritto all'Ordine di svolgere "liberamente" la professione di Farmacista. Il "complesso del Titolare" nasce e muore qui, poiché gli sbocchi professionali sono numerosi, vari e degni di attenzione, come evidenziato non solo sul Sito della FOFI (area Farmacisti, Sezione "Attività Professionale") ma anche nel "Programma Job Meeting: sbocchi professionali per i Laureati delle Facoltà di Farmacia". A questo proposito, grazie alla "Sapienza-Università di Roma" ed alla "Società Farmaceutica del Mediterraneo Latino", sarà possibile conoscere alcuni sviluppi che questa laurea offre e di cui troppo poco si parla. L'incontro, che si terrà a Roma il 26 Gennaio 2008 e che è di libero ingresso, è un importante momento di sintesi e presentazione delle varie attività cui la Laurea in farmacia consente di accedere. Riteniamo sia fondamentale partecipare, entro i limiti delle possibilità di ciascuno, poiché se studiare è un diritto, sapere è un dovere.
11/01/2008 - Il M.S.F.I. ha ripreso la propria attività dopo la pausa del periodo natalizio. Mentre la raccolta-firme prosegue in tutta Italia, il Movimento ha diffuso un Comunicato Stampa in risposta alle accuse di truffa ai danni del SSN mosse ai farmacisti dal Dr. Pier Luigi Bartoletti, Segretario Regionale della F.I.M.M.G. (Federazione Italiana Medici Medicina Generale). La notizia è riportata fra le "News" di questo Sito. Entro la fine del mese sarà anche inserito un primo elenco dei nostri Referenti Attivi che hanno scelto di comparire nella Sezione "Chi siamo ": a tutti i nostri sostenitori, e a chi ci supporta pubblicamente in particolare, un sincero ringraziamento.
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