I giudici del Lussemburgo giudicano compatibili con il Trattato europeo istituti come la pianta organica: si tratta di una limitazione a vantaggio di un equo accesso ai servizi per tutta la popolazione. (fonte: Farmacista33, 2 giugno 2010)


Ultime news

  • 14/05/2012 - Richieste di spiegazioni

  • 08/05/2012 - PROGETTO ZENITH, Precisazioni di Farma&tec

  • 03/05/2012 - Risposta al M.S.F.I.
    Riportiamo la risposta di Federfarma al Nostro Comunicato del 30 Aprile.

  • 03/05/2012 - Farmacie: Progetto Zenith, sempre meno chiara la finalità della cessione dei dati delle farmacie ed il suo reale utilizzo.

  • 02/05/2012 - Lettera di un farmacista

  • 30/04/2012 - Progetto Zenith: come regalare al nemico tutto ciò che serve per perdere la guerra.

  • 24/04/2012 - DECRETO 9 marzo 2012.

  • 24/04/2012 - Pillole di informazione.

  • 23/04/2012 - Farmacie: I sessantacinquenni devono lasciare la direzione della farmacia Norma vessatoria che apre le porte alla illegalità.

  • 16/04/2012 - Eemendamenti a modifica della legge “Cresci Italia”.

  • 15/04/2012 - Lettera del Dr. Raffaele Siniscalchi al Dr. Andrea Mandelli.

  • In primo piano
  • Studio Dott. Adrower: Le farmacie; le liberalizzazioni. Facciamo il punto..
  • Studio Dott. Adrower – Dott. Sechi - Lembo: Proiezione conseguente all'abbassamento del quorum (prospetto quorum a 3000 - prospetto quorum a 3500).
  • Studio Dott. Adrower – Lembo: La Farmacia: Un valore Nazionale del quale mantenere la logica sociale ed imprenditoriale.
  • Studio Dott. Adrower – Lembo: La Farmacia: tra Professionalità, Mercato ed Economia.
  • Studio Prof. Pastore: L'impresa farmacia. Evoluzioni del contesto e dinamiche reddituali.


  • Anche le formiche si incazzano: seguici su

    Collaborazioni: www.quellichelafarmacia.com - www.pharmaretail.it - www.farmaciavirtuale.it


    16 maggio 2012

    La lettera. "Ecco come è fallita la mia farmacia per colpa della Asl che non paga"

    Un farmacista la cui farmacia è stata costretta alla chiusura per i troppi ritardi nei pagamenti della Asl Na/1 ci racconta la sua drammatica esperienza."Essendo una snc ci hanno pignorato tutto, auto, mobili e l'unica casa di famiglia di nostro possesso. Siamo tra i 'candidati' al suicidio!".

    Spettabile Redazione,

    Ho letto l' articolo dell'avvocato Federico Jorio postato sul vostro sito e colgo l'occasione per offrirvi il mio 'contributo'. Sono un farmacista napoletano, titolare (o meglio 'ex') di una farmacia con sede a Scampia-Secondigliano. La farmacia ricade nella zona di pertinenza della 'famigerata' Asl Na1, nota per i suoi costanti annosi ritardi nei pagamenti delle competenze alle farmacie.

    Come il 90% (o più) delle farmacie napoletane, per far fronte ai pagamenti ai grossisti, abbiamo dovuto far ricorso alle 'anticipazioni distinte' con Credifarma. Gli interessi pagati a quest'ultima più gli interessi ai grossisti superano gli 800.000,00 euro negli ultimi 15 anni, a fronte di pochi spiccioli recuperati con atti ingiuntivi dalla Asl Na1.

    Negli ultimi tempi, con oltre un anno di ritardo nei pagamenti, Credifarma non ci ha più anticipato notule e non abbiamo più potuto far fronte ai pagamenti.

    Come sapete, i titolari di farmacia, grazie ad una scellerata legge, non possono attivare decreti ingiuntivi contro le Asl fino al 31.12.2012 e questo già dal 01.01.2011, due anni. Ma non c'è alcuna legge che lo impedisca ai fornitori o all'Equitalia! E i fornitori hanno preteso e ottenuto il pagamento di interessi ad un tasso (>11%) superiore all'utile medio della famacia!

    Ebbene si! Ma non finisce qui. Sui soldi che la Regione Campania non versa ai farmacisti, e che impedisce possano essere pignorati, lo Stato pretende il pagamento delle tasse! Non potendo, chiaramente, pagare il fisco l'Equitalia aziona i pignoramenti nei confronti dei farmacisti con interessi e sanzioni pazzeschi!

    Un anno e mezzo fa abbiamo dovuto licenziare i nostri 4 dipendenti e due mesi fa ci hanno dichiarati falliti per insolvenza ...ed i 'crediti' (tasse) 'vantati' dallo Stato (sanzioni ed interessi compresi) risultano essere crediti privilegiati da pagare ancor prima dei dipendenti. Grottesco eh?!?

    Essendo una snc ci hanno pignorato tutto, auto, mobili e l'unica casa di famiglia di nostro possesso. Siamo tra i 'candidati' al suicidio!

    Ecco come agisce lo stato italiano (volutamente minuscolo questa volta) tanto difeso dal 'presidente' Napolitano. Si commuovessero di meno lui e la Fornero, e scendessero dai loro scranni a vedere cosa succede quaggiù per colpa dei ladri che hanno lassù.

    dott. Giorgio Basile Giannini

    Fonte: Il Farmacista Online, 16 maggio 2012


    Commento: nell'articolo è scritto che Credifarma ha bloccato le anticipazioni. Come è stato possibile? Lo ha fatto solo a chi ha scritto la lettera o a tutti i farmacisti clienti che avevano subito gli stessi ritardi nei pagamenti da parte del SSN?. Non è chiaro questo aspetto. Sarebbe opportuno chiarire le cose.


    14 maggio 2012

    Richieste di spiegazioni

    Dopo il “caso” sollevato dal Progetto Zenith e la reazione di tantissimi, non soddisfatti delle aleatorie ed assolutamente non convincenti spiegazioni date dal sindacato promotore del progetto, hanno indotto tanti farmacisti a riflettere ed a porsi tante domande anche su altri fronti circa l lavoro del sindacato.
    Da più parti ci giungono voci di una imminente acquisizione di Credifarma da parte del gruppo Alliance Boots, o eventuale consociata.
    Operazione che molti danno già effettuata, altri di imminente realizzazione.
    Ovvio che Noi, non avendo dati certi o documenti di si alcun genere, non ci sentiamo di darne notizia.
    Non possiamo tuttavia esimerci dal pubblicare la RICHIESTA DI SPIEGAZIONI al proprio Presidente provinciale che arriva dai farmacisti di Palermo.
    Essendo anche Noi in attesa di sviluppi su questa eventuale acquisizione, invitiamo i farmaci di tutta Italia a rivolgere gli stessi quesiti alle proprie rispettive associazioni provinciali e regionali.
    Pubblichiamo anche la lettera, che ci giunge da alcuni farmacisti di Siena, inviata dalla Loro Associazione Provinciale, dove si chiedono le dimissioni della Presidenza del Consiglio Direttivo di Federfarma e del Sunifar.
    Non entriamo nel merito, ma ci chiediamo quale è la finalità di questa richiesta di dimissioni.
    Si avrebbe un rimescolamento delle cariche, magari cambiando solo il Presidente, e quindi, illudendo di cambiare, non si cambierebbe nulla.
    Diverso sarebbe se Tutti i consigli Provinciali si dimettessero lasciando spazio a nuove leve che, soprattutto, non abbiano legami (conflitto di interesse) con la distribuzione intermedia o risultino essere proprietari di farmacie e parafarmacie.
    Alla luce della mancata elezione o conferma del rappresentante di Federfarma in Credifarma, ufficialmente per problemi procedurali , ci chiediamo se vi sono dei collegamenti.
    Ricordiamo che il rappresentante uscente è il Dr. Carlo Ghiani.
    Molte le domande cui i farmacisti dovrebbero avrebbero delle risposte.
    Noi ne avremmo tante altre ancora, ma ci riserviamo di farle in un secondo momento, sperando che almeno le LEGITTIME richieste degli associati di Federfarma possano avere risposta.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo


    8 maggio 2012

    PROGETTO ZENITH, Precisazioni di Farma&tec

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera chiarimenti inviataci dal Dr. Maurizio Chionne, Direttore Commerciale di Farma&tec, inerente il Nostro Comunicato stampa nei seguenti capoversi.

    Siamo stati allertati da alcune farmacie, che in alcuni gestionali, come Copernico, Wingesfar, ecc., è già presente la possibilità di estrapolazione dei dati per il Progetto Zenith, e che in qualche sporadico caso, sembrerebbe addirittura già attivata l'esportazione, senza la preventiva autorizzazione da parte del farmacista.
    Poiché non siamo in grado di verificare, ci preme immediatamente segnalare a tutte le farmacie di verificare direttamente il proprio gestionale, anche attraverso la propria software-house, e se è attivata l'esportazione dei dati non avendo dato il consenso, denunciare il fatto all'Autorità Garante della Privacy, trattandosi di dati sensibili.
    In ogni caso, come è possibile che mentre il progetto Zenith è ancora in fase di Startup, alcuni gestionali abbiano già il programma di estrapolazione dati?
    Federfarma ha allertato solo alcune delle software-house, le quali prontamente hanno inserito il programma di esportazione?
    Se si, come mai?


    Farma&tec:
    Ribadisco quanto le ho detto per telefono:

    • tutte le sw-house italiane erano a conoscenza del progetto Zenith dal dicembre scorso perché lo stesso progetto è stato presentato a tutti durante una riunione a Roma,

    • il file di estrazione è stato implementato dietro richiesta di IMS che ha fornito tracciati durante la stessa riunione e chiarimenti in successive fasi

    • le Sw-House, non reclutano per il progetto le farmacie , perché questo è compito di Federfarma, ne le potranno attivare senza la richiesta ufficiale e nominativa per singola farmacia di Federfarma/IMS

    • al momento attuale a F&T non è arrivata nessuna richiesta di attivazione, nè ci risulta sia arrivata a SF e meno che meno sono state attivate da noi, di conseguenza farmacie alle trasmissioni di dati senza il consenso del titolare della farmacia

    I successi ottenuti dalle aziende citate nel vostro comunicato, nostri competitor inclusi, sono stati raggiunti grazie ai prodotti e servizi erogati e soprattutto grazie alle serietà professionale profusa in decenni di attività e non attraverso forme di operatività tendenti a portare vantaggi personali nascosti.

    Indipendentemente dalle risposte di Federfarma ed IMS, che vi hanno dato o daranno su temi che non ci competono, le chiederei di poterne riparlare per un chiarimento che crediamo sia doveroso, non fosse altro per il rispetto del lavoro delle persone che operano nelle aziende citate e che con passione ed impegno cercano di fare al meglio ciò che gli viene chiesto.

    Saluti

    Maurizio Chionne


    Nostro commento:

    Ringraziamo il Dr. Maurizio Chionne per il premuroso chiarimento circa la non attivazione di estrapolazione dei dati, inerenti il Progetto Zenith. Come riportato nel nostro comunicato stampa, ci erano giunte delle segnalazioni da parte di alcune farmacie, non verificate da noi, come testualmente scritto. Motivo per cui i farmacisti sono stati invitati a rivolgersi alle società fornitrici dei vari gestionali per una eventuale verifica ed approfondimento. Non a caso abbiamo anche immesso nel circuito Youtube un filmato che spiega in maniera chiara come effettuare un primo controllo.

    http://www.youtube.com/watch?v=zDD86xvINLs
    Prendiamo atto dalle Sue affermazioni che tutte le Sw-House sono state informate del progetto, rispondendo in questo modo anche ad un altro nostro quesito.

    Rimane tuttavia un ulteriore quesito, che certamente non riguarda Voi, come sia possibile mettere in fase operativa un progetto che è ancora in fase di pre-startup senza prima avere informato coloro i quali devono fornire i propri dati sensibili, tali essi sono, e cioè i farmacisti?

    Cogliamo l’occasione per chiedere a Promofarma e Federfarma: come mai nella presentazione del progetto avvenuta a Cosmofarma il Sabato 5 Maggio presso il padiglione 10 sala Cecilia si è parlato solo d ei dati inerenti il SSN, già rilevati dall’Art.50, e non si è minimamente fatto cenno a tutti i dati extra SSN che si intendono rilevare e che sono quelli che se “venduti” a competitor della farmacia metterebbero in crisi le farmacie?

    Ringraziamo il Dr. Chionne per le sue importanti precisazioni, che evidenziano la serietà dell’Azienda, rimanendo a sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo


    3 maggio 2012

    Risposta al M.S.F.I.

    Riportiamo la risposta di Federfarma al Nostro Comunicato del 30 Aprile.

    Farmacia. Federfarma: “Il progetto Zenith è un’opportunità per la categoria”

    Il sindacato dei titolari di farmacia risponde ai dubbi espressi nei giorni scorsi dal Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani riguardo al nuovo progetto realizzato con la collaborazione di Promofarma e IMSH allo scopo di acquisire i dati di dispensazione e di vendita della farmacia.

    03 MAG - Sta partendo in questi giorni il Progetto Zenith, lanciato da Federfarma, attraverso la collaborazione di Promofarma e IMSH, per acquisire e analizzare i dati di dispensazione e di vendita delle farmacie italiane. Un’iniziativa che aveva sollevato qualche perplessità, come quelle espresse dal Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani nel comunicato pubblicato pochi giorni fa da Quotidiano Sanità.

    Dubbi e preoccupazioni a cui Federfarma risponde attraverso questa nota, che pubblichiamo integralmente.

    “Il Progetto Zenith, lanciato in questi giorni da Federfarma attraverso la collaborazione di Promofarma e IMSH, ha sollevato alcuni quesiti che meritano una risposta, come giusta e opportuna integrazione ad una comunicazione essenzialmente ‘tecnica’ finora rivolta solo alle organizzazioni territoriali.

    In primo luogo, occorre spiegare che la nuova raccolta non è priva di oneri per i destinatari dei dati. Inoltre vanno considerati i servizi che IMSH renderà alle farmacie, ossia il ReportFarma (banca dati dei volumi e dei prezzi medi di OTC, SOP e delisting, con dettaglio geografico provinciale o azzonamento per le grosse province) e i report mensili che saranno inviati alle Associazioni Provinciali (dati aggregati dei vari canali del settore, dei diversi segmenti merceologici, con dettaglio geografico provinciale o azzonamento per le grosse province).

    Dette risorse si sommano a quelle già disponibili per la fornitura dei dati SSN.

    In secondo luogo, dobbiamo purtroppo smentire che la ricetta elettronica non certifichi la spesa, poiché con l’articolo 11, comma 16 della Legge 122/2010, si è sancito che “L’invio telematico dei predetti dati sostituisce a tutti gli effetti la prescrizione medica in formato cartaceo.” Da qui deriva la conclusione che con la chiusura al banco della ricetta elettronica è già adempiuto il debito informativo che ogni farmacia ha nei confronti dell’articolo 50 della legge 326/2003 e, quindi, il rischio concreto di perdere il flusso mensile già organizzato per la raccolta.

    A tal proposito, si vuole precisare che è bene non confondere la rivendicazione di Federfarma dell’importante e proficuo ruolo mantenuto dal 1998 ad oggi nella gestione della raccolta dei dati SSN con la presunta volontà di promuovere le norme e le sanzioni poi riunite nel già citato articolo 50.

    Dell’importanza della conoscenza del dato per la categoria si crede non vi sia alcuna necessità di spiegazione. E’ stata utile fino ad ora per analisi e proposte nel settore SSN, sarà utile in futuro per vigilare sui processi evolutivi del mercato globale di interesse del settore.

    Da ultimo si ricorda che la Filiera e gli altri grandi canali “alternativi” non hanno certo bisogno dei progetti di Federfarma per conoscere i dati del settore, perché sono già in loro possesso, direttamente da alcune reti, oppure da elaborazioni che provengono da data base alimentati da panel di migliaia di farmacie e, infine, dal 100% delle aziende della grande distribuzione.

    In merito poi ad asserite preoccupazioni circa estrazioni non concordate con la farmacia, si ritiene necessario chiarire che l’estrazione dai gestionali, generalmente già contenenti programmi di estrazione non attivi, avviene solo previa accettazione del contratto da parte della farmacia (sul sito www.federfarma.it). Eventuali estrazioni di dati prive del consenso della farmacia non avrebbero alcun senso, in quanto non ne seguirebbe alcuna utilità per la Software House.
    Tuttavia, in caso si dovessero riscontrare tali situazioni, si raccomanda di segnalarle poiché trattasi di comportamenti illeciti, probabilmente, penalmente perseguibili.

    In sostanza, la finalità del Progetto Zenith è quella di coniugare la nuova esigenza della categoria di preservare la conoscenza del dato SSN e allargare il monitoraggio all’intero mercato che interessa, senza gravare sulle farmacie, anzi fornendo loro nuove risorse e nuovi strumenti gestionali”.

    Fonte: quotidianosanità.it, 3 maggio 2012



    3 maggio 2012

    Farmacie: Progetto Zenith, sempre meno chiara la finalità della cessione dei dati delle farmacie ed il suo reale utilizzo.

    Aggiornamento: ci giunge notizia che il Gestionale CSF non ha nessun legame con i gestionali di proprietà del Gruppo Alleanza.
    Ci scusiamo per l’errata informazione.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    Non avendo ancora ricevuto risposta da Federfarma e da Promofarma, siamo indotti alcune considerazioni:
    Secondo quanto riportato da "Farmacista 33", nell'annunciare il reclutamento all'adesione al Progetto Zenith, l'Amministratore Delegato di Promofarma, dr. Gianni Petrosillo, asserisce che l'avvento della ricetta digitale possa privare Federfarma dell'invio dei dati della spesa Sanitaria che non transiterebbero più attraverso questa. Tale affermazione, che sembra essere il pilastro del progetto, ci lascia assolutamente sbalorditi dal momento che la ricetta elettronica non certifica l'avvenuta dispensazione del farmaco e quindi la reale spesa, ma indica solamente un presunto impegno di spesa.
    La spesa effettiva avviene solo dopo che il farmacista, in farmacia, ha esitato il farmaco e spedito la ricetta, sia essa cartacea che digitale.
    Quindi il dato reale di spesa, è e rimane in farmacia, ed è inviato all'Agenzia delle Entrate, come previsto dall'Art. 50.
    Ci chiediamo se per caso Federfarma non abbia già previsto che con il rinnovo della convenzione (la quale Associazione vorrebbe avvenisse a breve scadenza), la dispensazione del farmaco SSN, possa uscire dalla farmacia e vedere coinvolti altre strutture, come grossisti, cooperative o altro.
    La cosa sarebbe di gravità inaudita, e scardinerebbe totalmente il sistema farmaceutico Italiano.
    Altra considerazione, che ci lascia sempre più perplessi, è il fatto che il prelievo dei dati non si limita alla parte inerente la spesa sanitaria, le ricette sia cartacee sia digitali per intenderci, e di cui ricordiamo esiste già l'art. 50, ma anche i dati inerenti a tutti i prodotti che gravitano nella farmacia.
    Ma attenzione, i dati non rimangono a Federfarma, bensì vengono ceduti ad una azienda terza, IMS Health, che può venderli come e a chi meglio crede.
    Con queste premesse, ci chiediamo: quali interessi sono celati dietro questo progetto? Chi manovra il tutto?
    Siamo stati allertati da alcune farmacie, che in alcuni gestionali, come Copernico, Wingesfar, ecc., è già presente la possibilità di estrapolazione dei dati per il Progetto Zenith, e che in qualche sporadico caso, sembrerebbe addirittura già attivata l'esportazione, senza la preventiva autorizzazione da parte del farmacista.
    Poiché non siamo in grado di verificare, ci preme immediatamente segnalare a tutte le farmacie di verificare direttamente il proprio gestionale, anche attraverso la propria software-house, e se è attivata l'esportazione dei dati non avendo dato il consenso, denunciare il fatto all'Autorità Garante della Privacy, trattandosi di dati sensibili.
    In ogni caso, come è possibile che mentre il progetto Zenith è ancora in fase di Startup, alcuni gestionali abbiano già il programma di estrapolazione dati?
    Federfarma ha allertato solo alcune delle software-house, le quali prontamente hanno inserito il programma di esportazione?
    Se si, come mai?
    Ci risulta molto strano il fatto che i programmi Copernico e Wingesfar, e da ultime indiscrezioni non verificate, anche CSF, siano tutti delle evoluzioni provenienti da Farma&tec e Studiofarma, che contano più di 8.000 farmacie utilizzatrici.
    Farma&tec è di proprietà della Alliance Heathcare Italia, Holding di controllata partecipazione del gruppo Alliance Boots, conosciuta meglio in Italia come Alleanza Salute.
    Tutto ciò è dimostrato da un provvedimento aperto dall'Autorità Garante della Concorrenza che, nel 2010, ha aperto un procedimento nei confronti di ALLIANCE HEALTHCARE ITALIA/FARMA&TEC (C 10467 provvedimento 20819) di cui è visibile sul nostro sito www.MSFI.it, sia il provvedimento di apertura sia quello di chiusura.
    Ci chiediamo, ancora, che legami possono esserci tra Federfarma ed Alleanza Salute?
    Sarebbe alquanto opportuno che Federfarma si decidesse a dare delle risposte chiare ed esaustive a tutte queste domande, prima di attivare un progetto di dubbia utilità, e che soprattutto potrebbe avere delle ancor più gravi ripercussioni negative, nelle trattative che intende intraprendere per il rinnovo della convenzione.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo


    2 maggio 2012

    Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera

    Egr. Ettore Lembo,

    Ho letto da poco su “Farmacistaonline”  il pezzo «Farmacia. Federfarma lancia progetto Zenith per studi su redditività. Msfi: “Poco chiare finalità”» e mentre mi sento di condividere il suo pensiero vorrei esprimere il mio punto di vista su Zenith.

    Federfarma spiega che questo progetto nasce per analizzare l’andamento delle farmacie perché “i dati sono uno strumento essenziale nella realizzazione di studi sulla redditività della farmacia e come elementi di conoscenza fondamentali per condurre confronti”.
    Credo che le motivazioni di Federfarma non facciano una grinza ma la “forma” ed il “fine” della conoscenza di elementi fondamentali  per permettere confronti mi lasciano molto titubante e dubbioso.

    Ho un’esperienza diretta passata quando ISM otteneva da Promofarma i dati SSN dalle farmacie con risultati molto soddisfacenti tanto da far nascere il progetto Sphera che otteneva  da ISM dati pervenuti da Federfarma e li utilizzava senza che Federfarma ne fosse anticipatamente informata e, soprattutto, che i dati utilizzati dal “Progetto Sfera” (archivio delle prescrizioni SSN) ne ricordassero nei documenti ufficiali quantomeno l’origine.
    Questo fino a che qualcuno non se ne accorse, chiese a Federfarma approfondimenti e si scoprisse quanto appena detto: troppo tardi e, ormai e naturalmente, con poco ruolo gestionale della situazione.
    Comunque quei dati del SSN venivano e vengono spediti mensilmente con un file pdf da ogni farmacia, sono raccolti dal Federfarma Regionale in maniera da rispettare la  privacy (!?) e da questa indirizzati agli Organi competenti regionali e nazionali.

    Ora il progetto Zenith pare faccia qualcosa di più, almeno secondo le informazioni raccolte dal sottoscritto.

    Infatti i dati verrebbero giornalmente “prelevati automaticamente” dalla singola farmacia dal gestore di Zenith, entrando nei singoli PC, e “servirebbero” per analizzare l’andamento delle farmacie  per realizzare studi sulla redditività della farmacia.
    Comprendo l’interesse di Promofarma, sono dati importanti e di grande valore economico e politico.

    Io mi domando non basterebbero allo Zenith le dichiarazioni dei redditi annuali e i conteggi giornalieri che sono ufficializzati giornalmente e mensilmente dal Registro dei corrispettivi? Certo sono meno analitici di quelli che vorrebbe Zenith che non ha dato fino ad ora la pur minima garanzia del rispetto della privacy e di garanzia sulla libera concorrenza.
    Perché non si chiede che  la GDO faccia lo stesso o, meglio, sia soggetta alla stese regole di trasparenza e amministrative di qualsiasi altra attività commerciale per porle in una condizione di concorrenza più corretta, senza facilitazioni ed esenzioni?

    Ed infine, naturalmente a  mio parere, prima di fare certe richieste perché Federfarma non invia i dati analitici di entrata e di uscita a tutti gli Associati che le danno l’opportunità di esistere  in modo da informare con trasparenza del loro utilizzo,della redditività di Federfarma e di Promofarma  ed offrire  elementi di conoscenza fondamentali per condurre confronti? Ad oggi non si conoscono in periferia neppure i verbali “sintetici” delle delibere dei vari Consigli interni.

    Un cordiale saluto

    Andrea Guglielmetti


    30 aprile 2012

    Progetto Zenith: come regalare al nemico tutto ciò che serve per perdere la guerra.

    Le guerre sono nate con l'uomo e, pur volendone attribuire la causa a sentimenti nobili, la vera motivazione è sempre la stessa, il DIO DENARO.
    Il grande Omero, nell'epico poema "ILIADE", adduceva come causa alla guerra di Troia, il rapimento della bella Elena da parte di Paride, figlio di Priamo, Re di Troia.
    Ma la verità la conosciamo tutti. Il motivo reale era ottenere il controllo dello stretto dei Dardanelli (Ellesponto), passaggio obbligato tra il Mar Nero ed il Mar Mediterraneo. Di fatto, la guerra era per motivi economici.
    Per vincere le guerre è necessario conoscere quanto più possibile il "nemico": la sua potenza di fuoco, la dislocazione, i mezzi, gli uomini, ecc.
    Solo in questo modo, anche piccoli eserciti sono riusciti a sopraffare e neutralizzare grandi e ricche potenze.
    Nella guerra del Vietnam, una grandissima potenza non è riuscita a sconfiggere un piccolissimo stato i cui soldati combattevano nascondendosi nella foresta, che conoscevano perfettamente, con azioni di guerriglia brevi ed improvvise, neutralizzando così tutte le informazioni in possesso del "nemico".
    Come fare per avere informazioni sul nemico?
    La letteratura e la storia, da sempre hanno mitizzato alcuni personaggi che per sete di potere, per soldi o ipotetici ideali, hanno trasferito informazioni determinanti che hanno contribuito a dare una svolta significativa alle guerre, utilizzando ogni qualsiasi tipo di mezzi di comunicazione, più o meno criptati.
    Chi non ha mai letto di Mata Hari, celebre spia della prima Guerra Mondiale?
    O di quella macchina infernale che criptava i dispacci dei Tedeschi, sempre nella seconda guerra mondiale, che ha dato filo da torcere a grandi strateghi di fortissime potenze avverse, i quali venivano beffati proprio perché non riuscivano ad avere le giuste informazioni? Molte guerre, oggi, non si combattono più solo con le armi, ma a suon di "SOLDI"!
    Da diversi anni è in corso una guerra, per i tanti SOLDI che vi girano attorno, tra i farmacisti e i grandi potentati economici che vorrebbero estromettere dalla gestione i farmacisti, più avvezzi a dedicarsi alla tutela della salute del cittadino, pur con le dovute eccezioni, che a moltiplicare i soldi a discapito di tutti.
    Nel 2006 Il Dr. Aldo Soldi, Presidente di E_COOP (attenzione, il cognome è reale ma assolutamente casuale), riesce a vincere una battaglia contro i farmacisti, grazie anche ad un Governo "Prodi" molto vicino alla sua Azienda e con un Ministro delle Attività Produttive ancor più sensibile a questo gruppo, che ha promulgato le leggi suggerite dal Dr. Soldi.
    Quello che è accaduto da allora è ormai storia, contemporanea si, ma Storia.
    Ben digerita da tutti, e specialmente dai farmacisti, vista l'assoluta mancanza di reazioni.
    Tuttavia, nonostante gli sforzi dei "potentati economici", la E_Coop non è l'unica a voler mettere le mani sulle farmacie, ma vi è anche un noto gruppo della distribuzione intermedia, perché la guerra non è ancora stata vinta del tutto, ed il "nemico" farmacista resiste ancora. Questo è merito anche della frammentarietà di un sistema che ha distribuito la titolarità dell’ azienda farmacia, a migliaia di singoli imprenditori.
    Per tale motivo oggi, per legge, si vuole trasformare la titolarità della farmacia da Ditta individuale in Direzione societaria, in modo che sia più facile da aggredire.
    Come fare allora per assestare colpi mirati ed affondare il nemico?
    Il progetto Zenith, voluto fortemente dal sindacato dei Titolari di farmacia, la Federfarma, paradossalmente corre in aiuto dei gruppi economici.
    Tralascio la descrizione del progetto, già abbondantemente conosciuto nei vari dettagli grazie anche all'intervento degli amici di “Quellichelafarmacia” che tanto hanno pubblicato, portando a conoscenza dei farmacisti, quanto Federfarma in collaborazione con IMS ha imposto ad i suoi associati:

    Tatticamente imposto in quanto, coinvolgendo le proprie associazioni provinciali, ha promesso che pagherà ben 90 euro per ogni farmacia che aderirà al progetto.
    Soldi recuperati dalla diminuzione delle quote che ogni associazione provinciale percepisce in ossequio alle disposizioni previste dall'articolo 50, che prevedono un "rimborso" per la farmacia per ogni ricetta trasmessa a Promofarma, che poi provvede ad inviare all'Agenzia delle Entrate e che, da sempre, rimane nelle casse delle associazioni provinciali.
    Però l'ammenda di 2 euro a ricetta ricade solo sulla farmacia in caso di mancata trasmissione!
    Ma ritorniamo al Progetto Zenith.
    Sembra assurdo, tuttavia Federfarma, attraverso la sua società commerciale di servizi, Promofarma, intende raccogliere tutti i dati delle farmacie italiane, direttamente dal gestionale delle farmacie e cederlo ad IMS, società di rilevazioni dati, che potrà elaborarli come meglio crede e venderli a chi più paga.
    I dati contenuti nei gestionali di ogni farmacia, giusto per sapere di cosa parliamo, sono costituiti da tutti i movimenti di sell-in e sell-out di ogni prodotto che transita in farmacia, compreso il prezzo di cessione dal produttore, prezzo di vendita al pubblico, ed eventuale sconto applicato al cliente.
    Avere la possibilità di conoscere questi dati, significa sapere di ogni farmacia come si muove nel mercato, che potenzialità ha, cosa si può sviluppare, e quanta redditività ha.
    Dati estremamente importanti con cui, chi ha dimestichezza di analisi di mercato, può salvare o distruggere un’ attività.
    Avendo poi la possibilità di assemblare questi dati con quelli di farmacie territorialmente vicine, si possono pianificare delle strategie di intervento per aggredire il mercato senza correre il rischio di inutili sprechi.
    Un esempio: una delle catene che stanno entrando con forza sul mercato, compra i dati di un'area dove ha intenzione di aprire un punto vendita, e sa in anteprima e senza sforzo, cosa dovrà proporre (ed a che prezzo), per essere concorrenziale e costringere alla chiusura le farmacie già esistenti.
    Oppure, può scegliere con cura solo le zone che permettono la massima redditività.
    Insomma, come nelle guerre tradizionali vince chi meglio conosce le forze nemiche, così nella guerra economica vince chi meglio conosce le forze economiche dell'avversario.
    Ci meravigliamo, quindi, come possa Federfarma chiedere ai propri associati di aderire per fornire questi dati così sensibili, ad una società esterna che potrà rivenderli a chi meglio crede?
    Ma si rendono conto della gravità che ciò comporta?
    E l’incentivo per il titolare della farmacia è un corso gratuito on line ECM di ben 8 crediti formativi!
    Riteniamo che questa sia l'ennesima "ingenuità" della dirigenza di Federfarma e ci rifiutiamo di pensare che possa trattarsi di una nuova "Mata Hari" che attraverso una macchina infernale, l'IMS, voglia far vincere la "guerra" al nemico, né vogliamo indurre nessuno a pensarlo.
    Ma non ci si è resi conto di quanto disastroso sia stato fornire dei dati certi, all'esterno?
    Ritornando ancora all'articolo 50, che ha delle forti similitudini al progetto Zenith, questo è stato proposto da Federfarma al Governo, per monitorare la spesa sanitaria territoriale.
    La Federfarma ha, quindi, fornito lo strumento per poter intervenire con precisione solo sulla spesa farmaceutica territoriale, tralasciando la spesa farmaceutica ospedaliera di cui, a tutt'oggi, si sa solo che è in continua crescita.
    E' grazie alla fornitura dei dati previsti dall'art. 50, che i Governi e le Regioni hanno potuto con precisione recuperare, attraverso la diminuzione dei margini alle farmacie, tutti quei milioni di euro di cui avevano bisogno, vedi decreto "Abruzzo", senza minimamente toccare la spesa ospedaliera, incerta ed imprecisa, per la mancanza di dati.
    Invitiamo, pertanto, TUTTI i farmacisti Titolari a non aderire a questo progetto e, per chi avesse già aderito, di non istallare il programma per l'invio dei dati, diffidando le varie software-house di farlo, e a disdire IMMEDIATAMENTE ogni accordo.
    Attendiamo di sapere cosa ci dirà la Dirigenza di Federfarma e Promofarma, prossimamente a Cosmofarma, in occasione di quella che dovrebbe essere la presentazione del progetto.


    Il Presidente,
    Ettore Lembo


    24 aprile 2012

    DECRETO 9 marzo 2012.

    Requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi e ambiti di attivita' su cui sono assicurate le funzioni di farmacovigilanza, relativi agli esercizi commerciali di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. (12A04667)
    (GU n. 95 del 23-4-2012 ).


    24 aprile 2012

    Pillole di informazione.

    Riceviamo e pubblichiamo quanto ci inviano alcuni farmacisti di Palermo.

    La situazione diventa ogni giorno più esplosiva e sempre molto poco chiara in tutta Italia. Tutti i 17 commi dell’art.11 della Legge “Cresci Italia” sono vessatori e probabilmente anticostituzionali. Di sicuro l’Italia non crescerà distruggendo la farmacia.
    Chi li ha voluto tutto questo lo ha fatto per interessi economici.
    Oltre ai farmacisti, chi ne pagherà le conseguenze saranno i cittadini, che si vedranno privati del diritto alla salute.
    Che sia un “regalo” fatto agli avvocati?
    Non esiste infatti un solo comma che non si presti a ricorso al Tribunale Ordinario, TAR, Corte Costituzionale, ecc.
    Intanto chi dovrebbe tutelare la farmacia, tace. Un silenzio che dura da tanto, troppo tempo.


    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    23 aprile 2012

    Farmacie: I sessantacinquenni devono lasciare la direzione della farmacia Norma vessatoria che apre le porte alla illegalità

    Da pochi giorni migliaia di farmacisti hanno ricevuto, dagli organi competenti, una lettera con la richiesta di indicare il nuovo direttore.
    Il comma 17, art. 11 della legge "Cresci Italia" e promulgato dal Presidente della Repubblica il 24 marzo 2012, impone, ai farmacisti titolari di farmacia che hanno raggiunto i 65 anni di età, di lasciare la direzione della farmacia e nominare un direttore entro 30 giorni dalla pubblicazione della norma.
    Non entriamo nel merito, anche se definiamo questa norma vessatoria e probabilmente anticostituzionale, come segnalato nella nostra lettera inviata al Presidente della Repubblica in data 20 Marzo, invitando tuttavia coloro che sono interessati a fare ricorso attraverso i propri legali.
    Evidenziamo invece la pericolosità di questa legge che in 30 giorni vorrebbe costringere i farmacisti a dover nominare un direttore, cosa impossibile per tutte quelle farmacie che sono classificate come ditte individuali, oltre il 70%, e che quindi devono trasformarsi urgentemente in società.
    Riteniamo, quindi, sia impossibile trasformare una ditta individuale, con tutte le autorizzazioni richieste, in società in appena 30 giorni. Tale trasformazione è infatti tappa obbligata nel rispetto dell’art.11 della legge 362 del 1991, legge né abrogata né modificata, dove sono elencati i casi in cui il titolare di farmacia può legittimamente nominare il Direttore.

    Prima criticità
    La scelta di un socio deve essere ben ponderata e valutata, chi affiderebbe al primo venuto la direzione della propria azienda?

    Seconda criticità
    La situazione debitoria cui versano moltissime farmacie a causa dei continui ritardati pagamenti e la continua riduzione dei margini, potrebbe indurre alcuni finanziatori, banche, grossisti, o altri soggetti più o meno occulti, ad imporre dei soci di comodo che in breve tempo possono rilevare l'intera azienda.

    Terza criticità, la più pericolosa perché occulta
    Chi ha scritto questa norma si è lasciato guidare da logiche non certo chiare, che lasciano intendere un forte interesse a distruggere il sistema farmacia italiano e probabilmente rilevarlo a costo zero. Ciò non porta a nessun tipo di sviluppo o crescita per l'Italia!

    Rimaniamo perplessi all'intervento del Partito Democratico che ha sollevato una forte difesa a questa norma, contro gli emendamenti presentati dal Senatore Luigi D'ambrosio Lettieri il quale ha avuto l'ardire di voler restituire quella legalità e costituzionalità che questa norma altera fortemente, tacciandolo di difendere una "Casta", quella dei farmacisti, oramai considerati da tutti i media "il male dell'Italia".
    Forse quella parte del PD legata a un grandissimo gruppo Economico Commerciale ha un forte interesse a rilevare tutto il sistema farmacia a discapito della popolazione?
    Altrettanto perplessi rimaniamo per le affermazioni del Presidente di Federfarma dr.ssa Racca che asserisce di non essere a conoscenza degli emendamenti presentati dal Senatore Lettieri.
    Come mai un sindacato, troppo silente nonostante i devastanti interventi verso i suoi associati da parte di tutti i media e delle Istituzioni che dovrebbero invece tutelare il diritto alla salute come previsto dalla nostra ancora in vigore Costituzione, non era a conoscenza degli emendamenti regolarmente presentati e di cui si trova riscontro pubblicamente anche nel sito del Senato?
    Troppi interrogativi che tutti dobbiamo porci par tutelare il diritto, uguale per tutti, della salute e non delle logiche dell'economia e del commercio.
    Chi ha voluto questa norma spinge l'Italia nell'illegalità per puro interesse?


    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    16 aprile 2012

    Eemendamenti a modifica della legge “Cresci Italia”

    Riceviamo e pubblichiamo gli emendamenti presentati dal Senato della Repubblica Italiana a modifica della legge “Cresci Italia”.
    Da pagina 67 a pagina 76 si trovano tutti gli emendamenti presentati dal Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, ad eccezione della pagina 71.

    Pubblichiamo anche la lettera Che il Consiglio direttivo di Federfarma Molise ha invito al Presidente della Fofi dr. Andrea Mandelli:

    LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA FOFI MANDELLI:

    DA AGGREDITI AD AGGRESSORI

    Egregio presidente, e' avvilente costatare che in un contesto così volutamente provocatorio oltre a jene professioniste appaiano sulla scena sciacalli dilettanti dell'ultima ora.
    Sauro è stato sottoposto alle peggiori provocazioni, dopo che egli stesso, ingenuamente, aveva chiesto di essere intervistato per poter esporre la sua versione dei fatti; infatti la prima trasmissione aveva mostrato solo il monologo dell'ing. Rinaldi.
    A questa gente, non interessava la verità e dopo aver acquisito materiale per diverse ore di colloquio con Sauro, hanno trasmesso solo quello necessario a far passare il messaggio falsato che volevano.
    Non contenti della prima bravata sono tornati a provocare per ore arrivando persino a seguire Sauro nella propria abitazione, addirittura nella cucina di casa sua. Questo si sono ben guardati dal mostrarlo mandando in onda solo l'ultima fase della becera furbata: la reazione violenta di Sauro.
    La Federfarma Molise ha impedito che una banda di furbi mettesse in ginocchio la nostra regione, che in quanto commissariata, mai avrebbe potuto onorare un contratto di manutenzione di 2.1 milioni di euro + IVA per i prossimi nove anni, che aggiunti ai quattro milioni spesi per l'acquisto delle validatrici, avrebbero costituito una una spesa totale di 22 milioni di euro, per fare cosa?
    Le risulta che entro il 2012 verrà attuato il progetto relativo alla ricetta elettronica?
    A che sarebbe servita una macchina capace solo di annullare le fustelle con la prossima abolizione della ricetta cartacea?
    Le risulta che i quattro milioni di euro occorsi, per comprare macchinette obsolete, siano andati in tasca alla Federfarma Molise o si sia trattato di una normale compravendita tra la Regione e la Quei, azienda dell'ing. Rinaldi?
    Che c'enta in tutto questo la Federfarma Molise?
    E' al corrente che i farmacisti molisani sono già controllati da oltre venti anni?
    E’ al corrente che la spesa netta per la farmaceutica territoriale molisana è inferiore di c.a. l’1% rispetto a quella stimata?
    Conosce cosa prevede il famigerato art. 50 e quale illuminata dirigenza abbia addirittura previsto sanzioni per l'errata compilazione e invio di dati, da parte dei farmacisti e che altri utilizzano invece per profitto?
    E' al corrente che la media di fatturato delle farmacie molisane ammonta ormai a c.a. 300.000 euro con un utile netto del 5%?
    E' al corrente che i farmacisti molisani accusati come cinici "truffatori" sono paradossalmente creditori, nei confronti della regione molise, di due anni di indennità di residenza e altrettanti anni di DPC e non parliamo del resto?
    Tutto questo ha generato un accumulo di insoddisfazione che avrebbe potuto portare ognuno di noi a una reazione ben più violenta di quella avuta da Sauro. Siamo veramente stufi di lavorare di più e guadagnare di meno, di essere il punto di riferimento dei cittadini e contemporaneamente attaccati da speculatori di bassa lega che non si sa a chi facciano capo e quale vero scopo abbiano.
    Sicuramente c'è in atto una volontà integrata di voler distruggere un sistema che ha sempre funzionato e che per il suo valore economico ha attirato gli appetiti di poteri forti.
    Chi non ha capito questo, non è degno di rappresentare la categoria e gli attestati di stima e di solidarietà che i colleghi stanno mostrando a Sauro, contrastano terribilmente con la solonica indignazione per quello da lei definito come un "discostameno deontologico professionale".
    Addirittura ha la sfrontatezza di demandare all' ordine provinciale competente la verifica di eventuali situazioni disciplinari. Siamo alla follia! Egregio presidente sarebbe il caso, per il futuro, che lei, oltre che a farsi una ragione degli atteggiamenti, visto l'esiguo reddito medio ( 15.000 euro annui) pensi seriamente anche al problema della misera pensione destinata ai suoi colleghi molisani ed italiani in genere.
    Questo è quello che le compete per fare veramente gli interessi della categoria.
    Orgogliosi di averla come " avversario", continueremo a difenderci nei modi e con i mezzi che riterremo più opportuni qualora offesi e provocati oltre ogni ragionevole modo. Il rispetto e l'educazione verso il prossimo sono commisurati al sopruso con il quale il prossimo pensa di calpestare la dignità altrui.

    IL DIRETTIVO DI FEDERFARMA MOLISE

    FIRMATO:

    DR. GIUSEPPE ORLANDO - VICE PRESIDENTE FEDERFARMA MOLISE

    DR. GIUSEPPE CAPOCEFALO - TESORIERE FEDERFARMA MOLISE

    DR.SSA SERAFINA FALASCA – SEGRETARIO FEDERFARMA MOLISE

    DR. GIUSEPPE FAGNANI – CONSIGLIERE

    DR. DI PAOLO GIUSEPPE -SUNIFAR

    DR. ONORATO GIUSEPPE-CONSIGLIERE

    DR. DONATO SINGARELLA – CONSIGLIERE

    DR.SSA GARZIA MARIA DOMENICA-SUNIFAR


    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    15 aprile 2012

    Lettera del Dr. Raffaele Siniscalchi, titolare di farmacia.

    Riceviamo e pubblichiamo La lettera del Dr. Raffaele Siniscalchi in risposta alle lettera ( pag. 1 - pag. 2) inviata dal Presidente FOFI Dr. Andrea Mandelli alla redazione delle Iene.


    Stimatissimo Dr. Andrea Mandelli
    Presidente della F.O.F.I.,

    ti scrivo e uso il pronome personale “tu” e non il "lei" per sottolineare la mia vicinanza ai farmacisti che rappresenti.

    Essendo io un titolare di farmacia e, almeno sino a quando la titolarità sarà concessa ai soli laureati e non al capitale, obbligato all'iscrizione all'Ordine Professionale.

    Con questa mia lettera desidero analizzare assieme, senza polemica ma con la dovuta meticolosità che la situazione creatasi richiede, gli eventi che hanno indotto il Presidente di Federfarma Molise a reagire alla provocazione della giornalista Nadia Toffa, di certo in maniera scomposta e poco edificante per un professionista, e te a porgere delle scuse, a mio personale giudizio, troppo precipitose e foriere di un interesse mediatico interpretabile col fine di una migliore visibilità in occasione della tua candidatura a Sindaco di Monza nel PDL.

    Confido tuttavia nell'erroneità di questa mia ipotesi e che il tuo intervento sia slegato dall'evento politico cui partecipi e attinente al solo rispetto del codice deontologico cui tutti gli iscritti all'Ordine devono conformarsi.

    Tuttavia, come ebbi anche a stigmatizzare al tuo predecessore in una mia lettera, la giurisprudenza "domestica" degli ordini professionali attiene alla sfera meramente professionale e non personale.

    Gli uomini e le donne iscritti son pur fatti di carne, ossa e sangue e non simili a burattini di legno!

    Quando ci si scusa lo si fa di un errore e/o di un danno arrecato, per inconsapevolezza o maldestria.

    Nella situazione cui fai riferimento non mi è ben chiaro se le scuse che porgi, come Presidente della F.O.F.I., siano verso tutti i farmacisti che rappresenti per l'inqualificabile quanto giustificabile reazione del Dr. Luigi Sauro e del Dr. Filiberto Castiglione o, invece, alla giornalista Toffa e al suo collega Aldo Fabio Venditto.

    La Farmacia Italiana, desiderio di conquista di potentati economici, è da anni oggetto di contesa e sottoposta al più squallido attacco mediatico che la mia memoria ricordi. E con essa i farmacisti che in essa vi lavorano, ma soprattutto i titolari come me e come te.

    Avrei avuto piacere che le stesse scuse offerte a quei giornalisti, magnanimamente e col capo coperto di cenere, l'avessi pretese dal sig. Crozza e dai giornalisti e autori della trasmissione televisiva di RAI3 "Ballarò" per averci diffamato, noi tutti, come "Mafiosi".

    Ma allora, quando chiesi, per il tramite del mio Presidente Provinciale, come intendesse la F.O.F.I. tutelare la dignità dei colleghi, fu risposto che al momento non era il caso di prendere in considerazione quel particolare episodio. C'era ben altro di cui occuparsi!

    Comprensibilissima oggi quindi la reazione, pur eccessiva e poco ortodossa, dei colleghi additati come rei di colpe ancor da dimostrare e imputare.

    Sicuramente mi farai notare che un “vero” professionista, ancor prima che “vero” uomo, debba darsi delle regole di civile convivenza tali da indurlo a rispondere con “la forza delle argomentazioni e non con le argomentazione della forza”.

    Giustissimo!

    Eppure la mia coscienza non accetta la condanna che tu invochi nei confronti dei colleghi.

    Nell'accompagnare mia figlia al catechismo domenicale in occasione della trascorsa Pasqua mi è tornato in mente un episodio del Vangelo in cui un Signore, molto più uomo di me e di te, con lunghi capelli e la barba, giovane e poco più che trentenne, scacciò con violenza e in malo modo i mercanti e le donne di malaffare intenti a bivaccare nella casa del padre.

    Eppure si dice in giro che di pazienza ne avesse tanta.

    Lo conosci?

    Sai a chi mi riferisco?

    Cagnano Varano (FG), 15/04/2012

    Con sincera cordialità,

    Dr. Raffaele Siniscalchi,
    Farmacista
    Titolare di farmacia
    Consigliere del M.S.F.I.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    13 aprile 2012

    Lettera di Federfarma Molise

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Federfarma Molise ha inviato alle Iene ed alla Giornalista Nadia Toffa.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    LETTERA APERTA ALLA "JENA" TOFFA

    Ieri sera, con la trasmissione delle Jene, é andato in onda il terzo atto della farsa "la Validatrice"; interpreti: il "Golia Toffa Mediaset", giornalista, e il "Davide Sauro" farmacista rurale molisano.
    L'impari lotta é finita con l' ignobile linciaggio mediatico di un galantuomo che in tanti anni di attività sindacale, ha sempre anteposto il bene della categoria e da questa è stato sempre ripagato con attestati di stima e massima fiducia.
    Anche nella famigerata vicenda della validatrice, il presidente Sauro e tutto il direttivo di Federfarma Molise, hanno operato nell'ottica di salvaguardare l'operatività della categoria rispettando le esigenze della regione. Il paradosso che emerge dalla vicenda, é che, grazie alla cautela della Federfarma, si é evitato un disastro che avrebbe affossato definitivamente la sanità e la stessa Regione Molise, già commissariata.
    Egregia Toffa, quello che hai omesso di evidenziare, perchè hai mandato in onda solo quello che ti ha fatto comodo, è che a parte i quattro milioni di euro pagati per le macchinette, era in essere un contratto collaterale che prevedeva un canone di assistenza e gestione di 2,2 milioni di euro annui per ben nove anni, a vantaggio del "povero" ing. Rinaldi. La Federfarma Nazionale, fin dall'inizio del 2011, aveva messo al corrente tutti i dirigenti regionali e provinciali dell'esistenza di un progetto governativo, "Ricetta on Line" con relativa abolizione del cartaceo, che avrebbe trovato attuazione entro il 2012. Toffa, cosa ne avremmo fatto della validatrice? Sarebbe stata un'azione da incoscienti continuare ad avallare un progetto obsoleto e tanto costoso, e lo abbiamo fatto.
    Costoso perchè facendo un pò di conti e dando per scontato quanto emerso dalle tue asserzioni televisive: "la validatrice serviva ad evitare che solo "pochi furboni" farmacisti potessero truffare la sanità molisana", salvando di fatto la maggior parte di essi, viene fuori che:

    • 130 farmacisti rurali, fatturano in media € 250.000 con un utile netto del 5%, cioè 12.500 € annui ( Toffa, lauti guadagni eh?)
    • i restanti 30 urbani, fatturano in media 500.000 € con la relativa percentuale di utile netto del 5%
    • teoricamente, ipotizzando una media di fatturato globale di € 300.000, una decina di farmacisti "truffaldini" avrebbero potuto incrementare questo fatturato del 10%, in quanto, essendo la spesa farmaceutica territoriale monitorata da almeno dieci anni, essendo la stessa inferiore a quella stimata dell'1%, un aumento superiore sarebbe saltato all'occhio dei controllori in maniera eclatante.
    • ricapitolando, € 30.000 per dieci equivale ad una ipotetica truffa annuale totale di € 300.000, sempre che i "truffatori" avessero trovato medici compiacenti disposti a collaborare. A proposito, Toffa, in questo caso, la macchinetta, come avrebbe potuto evitare la truffa? Avrebbe distinto le ricette normali da quelle taroccate?
    • nel corso dei 9 anni, del contratto che il solerte ingegnere "furbone vero" aveva appioppato alla regione, la stessa avrebbe speso € 22 milioni per scongiurare una ipotetica truffa di € 300.000x 9anni, cioè € 2.7 milioni. Quindi avremmo avuto l'amortamento della validatrice dopo c.a. venti anni. Toffa, grande affare eh?
    Per quanto suddetto, egregia jena Toffa, peccato tu non abbia voluto accettare un contraddittorio vero con la presenza del "furbo" ingegnere mandando in onda la versione unilaterale di comodo e cercando in tutti i modi possibili di provocare il presidente Sauro per mostrare e spettacolarizzare la sua giustificata reazione.
    Sempre disponibili al confronto, qualora cambiassi idea e volessi mostrare il vero, ti salutiamo "Jenamente".

    IL DIRETTIVO FEDERFARMA MOLISE

    12 aprile 2012

    Spett.le redazione de "Le Iene",

    Desidero fare alcune considerazioni sugli eventi mediatici di cui sono stati oggetto alcuni titolari, in special modo il Dr. Sauro (Presidente di Federfarma Molise), per la trasmissione “Le Iene”.

    La macchinetta proposta da quella ditta alla regione Molise è una pura bufala poiché la ricetta può essere annullata e inviata alla ASL (o a chi viene investito del controllo) nella stessa giornata se si vuole.
    E' sufficiente passare con il lettore ottico (che tutte le farmacie hanno già) i codici a barre della ricetta, il cod. fiscale del cliente (legando quindi la ricetta a chi è intestata) e i codici a barre dei bollini dei farmaci. A quel punto quella ricetta con quei farmaci, intestata a pinco pallino, immessa nel circuito di controllo, non può più essere modificata (a meno che non vi sia un errore formale o prescrittivo e in quel caso deve essere riconosciuto sia dal farmacista che dal medico apponendo la firma).
    Questa cosa già si fa per l'invio dei dati di spesa alla SOGEI, società che trasmette il tutto al MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze).

    Se avete notato i bollini dei farmaci hanno due codici a barre. Il primo identifica il prodotto (cod. minisan) il secondo è la targatura della scatoletta. Solo quella confezione ha quel codice. Se annullato, quella confezione non può più essere commercializzata. La famosa tracciabilità.

    Ancor più semplice sarebbe se le confezioni, invece di avere un bollino a lettura ottica filigranato avessero un transponder.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Transponder
    http://www.mrkey.it/chiave-con-transponder.php
    I trasponder vengono già utilizzati nei supermercati e altri esercizi per evitare il "taccheggio" delle merci.

    Basterebbe un attimo per verificare in un deposito o in una farmacia se vi sono confezioni ritirate dal commercio, o scadute o riciclate.

    Le Iene han fatto solo demagogia, lasciandosi trasportare sulle fesserie di chi ha interesse a smerciare le macchinette obliteratrici.

    Se poi la vogliamo dire tutta, i giornalisti della trasmissione "Le Iene" hanno probabilmente per contratto la clausola di dover provocare l'interlocutore, costi quel che costi, per poter far o dar spettacolo di se.
    Lo stesso abbigliamento da becchini d'altri tempi, quasi a rinverdire i fasti dei più famosi Blues Brothers ( http://it.wikipedia.org/wiki/The_Blues_Brothers ), è provocatorio quanto il nome.

    In fondo le vere iene si nutrono di cadaveri e approfittano dei resti e delle spoglie di animali morti o morenti.

    Il giornalismo d'azione e d'avanguardia non lo fanno loro, ma altri.
    Come Ilaria Alpi, uccisa con il suo operatore di ripresa Hrovatin a Mogadiscio.
    O, se vogliamo, la trasmissione Report, che basa su dati reali e documentati i suoi reportage.

    Tornando al discorso "macchinette validatrici", quando la biondina delle Iene dichiara che son stati spesi 4.000.000,00 di euro (soldi nostri, afferma!), si è preoccupata di dividere quella somma per le 168 farmacie molisane (dati Federfarma) e accertarsi così del loro costo? Mi pare che la divisione dia una cifra superiore ai 23.000,00 euro cadauna!

    E poi, di chi è la proprietà di quelle macchinette?

    E il contratto pluriennale di assistenza siglato con la stessa ditta fornitrice delle validatrici a quanto ammonterebbe?

    E per quanti anni, visto che qui si parla di hardware ormai obsoleto e software?

    Mi è stato riferito che la regione Molise ha firmato una convenzione che la impegna al pagamento di 4 milioni di euro più IVA , già versati, più 2 milioni di euro più IVA per nove anni. Tutto ciò per "l'utilizzo" e la "manutenzione" delle obliteratrici "DATE IN COMODATO D'USO".

    Danaro pari a 22 milioni di euro più IVA impegnati dalla regione nel capitolo di spesa accessoria alla farmaceutica. Costi teorici esorbitanti e non plausibili per la spesa farmaceutica molisana che nell'anno 2010 era pari a 58.967.822 (dati Federfarma).

    In pratica tutta l'operazione costerebbe alla regione Molise, se i miei conti e i dati utilizzati non sono errati, a oltre il 4% circa della spesa farmaceutica media annua al netto IVA!

    A tutte queste considerazioni andrebbe aggiunta la più ovvia.
    La continua evoluzione dell'informatica potrebbe far abbandonare il progetto dopo pochi mesi dalla sua attuazione poiché superato da sistemi più efficaci e snelli già presenti e/o di prossima attuazione (ricetta elettronica con collegamento internet, tramite SOGEI, al MEF).

    Di fronte al pressapochismo, alla superficialità e alle offese gratuite, fatte passare come verità assolute, i nervi salterebbero anche al più calmo degli onesti.

    E la Corte dei Conti, .... che fa?

    Cordialmente,

    Dr. Raffaele Siniscalchi,
    Titolare di farmacia

    11 aprile 2012

    Le Iene: Nadia Toffa pretende che la regione Molise spenda 165.600 Euro a farmacia per l'invalidatrice di ricette.

    165.600 euro è la somma che la regione Molise avrebbe dovuto spendere per ogni farmacia del suo territorio se il Dr.Luigi Sauro, Presidente di Federfarma Molise, non si fosse opposto, divenendo così oggetto di "inchiesta" da parte del programma televisivo "Le Iene".
    Una somma astronomica se consideriamo che il fatturato medio SSN (Sistema Sanitario Nazionale) delle farmacie Molisane è di appena 415.662 euro lordi all'anno (fonte Federfarma, dati 2010).
    E' già previsto un controllo sulle ricette da parte dello Stato, come previsto dall' art. 50, del Decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
    Il controllo con la macchinetta invalidatrice, risulterebbe non solo inutile e quanto mai oneroso per l'intera cittadinanza, ma addirittura illegale in quanto l'annullamento di una ricetta è esplicitamente riservata alla ASL di competenza, dopo una attenta verifica e controllo, come risulta dalla convenzione attualmente in atto tra Stato e Federfarma.
    Questa volta la nota trasmissione televisiva "le Iene", nella foga di voler ergersi a "giustiziere", ha sbagliato clamorosamente il bersaglio.
    Come mai alla luce di quanto sopra le Iene si sono accanite contro il Dr. Luigi Sauro, tanto da essere stati denunciati per violazione di domicilio, oltre che per interruzione di pubblico servizio?
    Cosa si nasconde dietro l' interesse a promuovere un servizio così oneroso per la Regione Molise?
    Sarebbe opportuno che la giornalista Nadia Toffa indagasse proprio su questo aspetto.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.


    22 marzo 2012

    D'Ambrosio Lettieri: “Il rischio chiusura di 5mila farmacie si fa più concreto”

    A rafforzare la lettere al Presidente della Repubblica che questo Movimento ha inviato, le dichiarazioni del Senatore Luigi D’ambrosio Lettieri:


    Per il senatore del Pdl, Luigi d´Ambrosio Lettieri, segretario della Commissione Sanità di Palazzo Madama e vicepresidente Fofi, “stupisce interpretazione Ministero della Salute che non tiene conto osservazioni Servizio Studi del Senato”.

    "In sede di discussione al Senato avevo proposto un odg che invitava l´esecutivo Monti a correggere il testo del comma 17 art. 11 del Decreto liberalizzazioni, prima che venisse votata la fiducia. Stupisce oggi l'interpretazione del Ministero della Salute che sembra in palese contraddizione con quanto affermato nel dossier del Servizio Studi del Senato che, a proposito, scrive che "Considerato che sarebbero oltre 5mila le farmacie attualmente in servizio la cui direzione è affidata a professionisti che hanno già compiuto il 65esimo anno di età e che si troverebbero in condizione di incompatibilità con la nuova disposizione introdotta dal provvedimento approvato ieri dalla Camera dei Deputati - sottolinea d'Ambrosio Lettieri - è evidente come potrebbero determinarsi concrete difficoltà nel reperimento di una così cospicua quantità di professionisti, posto che l'affidamento della direzione della farmacia, infatti, comporta l´assunzione di rilevanti responsabilità che impongono l´esistenza di un rapporto fiduciario".

    "Il rischio di una chiusura immediata di oltre 5mila farmacie – conclude il senatore - si fa ancora più concreto, con le ovvie conseguenze sul piano occupazionale, ma anche sulla contrazione dei livelli di assistenza e dei servizi destinati ai cittadini sul territorio”.

    Fonte: quotidianosanità

    21 marzo 2012

    Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana

    Invitiamo Tutti i farmacisti Italiani a evidenziare nelle vetrine delle farmacie la lettera che questo movimento ha inviato al Presidente della Repubblica a tutela del DIRITTO DELLA SALUTE.

    Andiamo Tutti, farmacisti, cittadini, pazienti, a passeggiare al COLLE, senza manifestare ed in RELIGIOSO silenzio, contro l’approvazione di norme che mettono il cittadino al servizio dell’economia.

    Signor Presidente, sono un cittadino Italiano, non farmacista, eletto democraticamente alla guida di un movimento di farmacisti per la difesa e la tutela della salute, il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani.

    Le scrivo questa lettera poiché tra alcune ore Lei si troverà a decidere se firmare o rimandare alle Camere, per una revisione, alcune leggi contenute nel decreto “Cresci Italia" che trasformeranno radicalmente il sistemo economico Italiano ed in particolare quello farmaceutico.

    Noi ci occupiamo di salute, e per questo motivo desideriamo evidenziare solo alcuni aspetti delle norme contenute nell'articolo 11 del decreto, riguardanti appunto il sistema farmaceutico, che riteniamo essere anticostituzionali, vessatorie e dannose non solo per la Farmacia Italiana e per i professionisti che vi lavorano ma soprattutto per i cittadini fruitori del farmaco attraverso l'istituto della farmacia.

    Tali norme spostano in maniera inequivocabile il Sistema Farmacia verso una predominanza economica al fine di favorire i consumi invece che il servizio pubblico e l'educazione al cittadino al corretto uso del farmaco, dispensato dal farmacista se e quando serve.

    Il comma 17 dell'articolo 11 è l'espressione dell'incostituzionalità della legge che verrà sottoposta alla sua attenzione poiché obbliga dei professionisti a chiudere la loro attività o cederne la direzione per il motivo di aver raggiunto il non meglio precisato requisito di età pensionabile. Come se solo i farmacisti, unici liberi professionisti, divenissero improvvisamente incapaci.

    Chi ha inserito questa norma non ha minimamente valutato l'impatto devastante nel tessuto sociale della sua applicazione.

    Infatti, appena promulgata, migliaia di farmacie sul territorio Italiano chiuderanno, poiché impossibilitate sia per motivi economici a nominare un direttore sia per legge a trasformarsi da ditta individuale in società e continuare l'esercizio.

    Potrebbero esserci gravissime ripercussioni sui cittadini che si vedranno privati della loro farmacia.

    Può una legge dello Stato costringere un imprenditore a trasformare la propria azienda da ditta individuale in società? Riteniamo di no.

    Ma questa volontà del legislatore la rileviamo nel comma 7 dello stesso articolo che autorizza soggetti, solo se di età inferiore a 40 anni, alla partecipazione in associazione al concorso straordinario per il conferimento di sedi farmaceutiche, sommando i titoli. Si genera così un vantaggio discriminante rispetto a chi è obbligato a partecipare da solo.

    Inoltre il comma 5 dello stesso articolo è in forte contrasto con i commi 17 e 7 in quanto permette la partecipazione nel concorso a soggetti i quali, al termine della scadenza del bando, non devono aver compiuto 65 anni; senza però dar loro la possibilità di associarsi e quindi consentire di vincere una farmacia.

    Tuttavia, nel caso ciò avvenisse, di doverla cedere per raggiunti limiti di età!  Singolare anche il comma 1, lettera a, b di cui 1-bis, a, b, che stabilisce il criterio demografico per l'apertura di sedi farmaceutiche (una farmacia ogni 3.300 abitanti), con un numero teorico sensibilmente superiore al reale, il quale dovrebbe invece tenere in considerazione l'effettiva ripartizione per comune, provincia e regione.

    Esso non rispecchia il necessario impatto di sostenibilità del sistema e ipotizziamo sia stato inserito esclusivamente su richiesta di potentati economici.

    Signor Presidente, siamo consapevoli che il settore farmaceutico debba essere riformato ed adeguato alla realtà quotidiana, migliorando la fruibilità per il cittadino, incentivando l'occupazione per i giovani e un sostanziale risparmio per lo Stato ed il Sistema Sanitario Nazionale.

    Siamo disponibili al dialogo, purché ci sia la prevalenza dell'interesse del Cittadino e non la contrapposizione di forti interessi economici, come traspare in maniera inequivocabile da chi ha voluto queste norme eliminando la possibilità di ampie discussioni e attente valutazioni.

    Ci appelliamo a Lei, ben consci del suo ruolo istituzionale di Garante della Costituzione e della Repubblica Italiana, affinché rimandi alle Camere questo decreto.

    Riteniamo che l'economia debba essere al servizio dei cittadini, non il contrario!

    Queste norme, se promulgate, stravolgono questo principio mettendo invece i cittadini al servizio dell'economia.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.


    17 marzo 2012

    E' il momento di unirci tutti.

    Ieri, con un comunicato stampa, si è voluto evidenziare che il cambiamento in atto non coinvolge solo il sistema farmaceutico, bensì tutto il sistema produttivo ed economico ed il futuro dell'Italia. La farmacia Italiana, che certamente deve essere riformata, è utilizzata come uno strumento. Ma attenzione, il video che vi allego e vi invito a guardare attentamente, potete metterlo in correlazione in maniera diretta a ciò che accade nel mondo farmaceutico.
    Il silenzio e la totale mancanza di iniziative e strategie, che sembrano la resa incondizionata di tutta la politica farmaceutica, hanno dato e daranno la possibilità, a chi "guida" questa Italia, di un cambiamento che non favorisce la ricrescita, lo sviluppo e l'occupazione bensì governa l'economia per creare altri mostri, oltre quelli già esistenti. L'isolamento da tutte le altre categorie professionali e la divisione all'interno di questa categoria, diventa un punto di forza per chi vuole distruggere tutto il sistema, non solo il nostro.
    E' quindi il momento di UNIRCI TUTTI. Non lasciarci trascinare nel baratro ma GOVERNARE il cambiamento ed indirizzarlo nella giusta direzione. E' il momento di agire, intervento tattico, con urgenza, rimane meno di una settimana. Vi ho accennato quali devono essere le nostre contromosse, che devono vederci TUTTI impegnati, a prescindere dai vari sindacati, se vorranno aderire saranno i benvenuti, ma TUTTI insieme, rispolverando quella coscienza e dignità che ogni essere umano, sia esso UOMO O DONNA, deve avere.
    Vi ricordo che il progetto di massima è: Preparazione di una lettera per il Presidente della Repubblica che evidenzi l'incostituzionalità del Decreto ed organizzazione della "passeggiata" al Colle con la partecipazione di tutti coloro vogliono riscoprire la propria dignità - I dettagli saranno disponibili e resi pubblici domani sera.
    L'uomo deve prevalere e governare l'economia e non il contrario come stiamo permettendo che accada.
    Non lasciamo che prevalga il dio denaro che ci ha resi prima ciechi e poi succubi e che ci farà diventare schiavi.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.


    16 marzo 2012

    Imposizione per legge delle Società e chiusura delle Ditte Individuali.

    La gravità di ciò che stà accadendo all sistema farmaceutico per opera di un Governo che impone una predominanza economica in un settore molto delicato che ha, sì una parte economica, ma ha principalmente una valenza sociale e salutistica, ci costringe ancora una volta ad intervenire a tutela della salute e del cittadino.
    Una legge sta per essere varata frettolosamente senza che vi sia stata la possibilità di valutarne le gravissime conseguenze.
    Ciò che ci sorprende ancor di più è la totale assenza di un sindacato che sarebbe dovuto intervenire per tutelare i propri associati e per tutelare il diritto alla salute dei cittadini.
    Norme che, se approvate, stravolgono irrimediabilmente l’essenza del sistema farmaceutico trasformando il tutto in pura entità economica.
    E per di più costituiscono un gravissimo precedente sul sistema IMPRESA Italiano.
    In questo momento riteniamo opportuno evidenziare, attraverso il comunicato stampa di cui sotto, alcune delle gravissime incongruenze e inconcepibili discriminazioni dell’articolo 11, riservandoci di inviare una lettera al Presidente della Repubblica a tutela del cittadino e della Costituzione Italiana.

    Che il Governo in carica non sia "Tecnico" bensì "Economico" non è una novità, avendo manifestato la volontà di imporre un radicale cambiamento al Sistema Aziendale Italiano con la trasformazione delle ditte individuali in società, al fine di facilitarne l'acquisizione da parte dei grandi gruppi economici capaci di aggredire i mercati più forti per effettuare operazioni di concentrazione di mercato.
    Tale fine viene malcelato con l'illusoria maschera dell'occupazione e dello sviluppo. Il mercato farmaceutico, per importanza dietro al mercato alimentare (controllato dalla GDO) e al mercato energetico (totalmente in mano ai potentati dei petrolieri), fa gola sia alla stessa GDO sia alla distribuzione intermedia del farmaco.
    Quest'ultima silente in questa fase ma detentrice, attraverso pochi gruppi (meno di 5), della distribuzione del farmaco in Europa.
    L'economia Italiana è caratterizzata da una predominanza di ditte individuali (80%), difficilmente aggredibili dalle società di capitali e dai potentati economici perché troppo parcellizzate.
    La farmacia non si discosta da questa realtà. Infatti, da uno studio dell'Agenzia delle Entrate del 2008, risulta che su 15.358 farmacie prese in esame ben 11.393 (77,7%) sono ditte individuali, 3.146 (20,5%) risultano essere società di persone e solo 273 (1,8%) società di capitali, enti commerciali e non.
    Ed ecco che il Governo attualmente in carica, per favorire l'ingresso dei grandi gruppi di capitale nella distribuzione farmaceutica, impone per legge la trasformazione delle farmacie da Ditte individuali in Società.
    Lo si evince chiaramente nei commi 7 e 17 dell'articolo 11 del Decreto "Cresci Italia", di prossima conversione in Legge.
    Il comma 7 recita che i candidati di età non superiore ai 40 anni possono concorrere per una gestione associata, sommando i titoli posseduti. Si noti l'introduzione della società in un concorso pubblico, che non è certo un bando di gara, dove il singolo partecipante viene penalizzato essendo un concorso per soli titoli, come evidenziato nel comma 3 dello stesso articolo. Chi ha un'età superiore ai 40 anni, chissà per quale discriminante motivo, non ha possibilità di associarsi subendo un'ulteriore penalizzazione.
    Il comma 17 dello stesso articolo, oggetto di un nostro precedente comunicato stampa, entra in contrasto con il comma 5, che fissa il limite per la partecipazione al concorso a 65 anni. Quindi un sessantacinquenne vincitore di concorso dovrebbe, se la legge lo permettesse, fare una società per potere mantenere la titolarità della farmacia. In pratica vince la farmacia ma per legge la dovrà lasciare.
    Tralasciando ogni valutazione circa la Costituzionalità di questi commi e la grave discriminazione per gli ultra quarantenni, denunciamo con forza la pretesa di trasformare, per legge, la forma giuridica delle imprese dei lavoratori Italiani da persone fisiche in società.
    Annunciamo da subito una lettera aperta al Presidente della Repubblica affinché, prima della promulgazione della legge, valuti attentamente l'intero articolo 11.
    Nessuno sviluppo economico né occupazionale è previsto, bensì l'implosione del “Sistema farmacia” che non è stato valutato e misurato per mancanza di documentazione, cosa assai grave per un settore economico che, ad oggi, sostiene 83.000 posti di lavoro rispetto ai 230.000 della restante filiera del farmaco (dati Farmindustria 2011).

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.


    8 marzo 2012

    Condivisibile il parere del dr. Lembo.

    Sono risollecitato ad esprimere il mio parere sul così detto pensionamento obbligatorio.
    Ho già scritto il mio pensiero “facendo finta di capire poco” sulla portata di una norma effettivamente scollegata dal testo normativo nella quale va inserita.
    Ben tuttavia, l’interpretazione fornita dal documento del Servizio Studi Senato e ampliamente diffusa, che precisa: “in riferimento al capoverso 17, ………………“si esclude che la direzione della farmacia privata, – nei casi di società di farmacie o di sostituzione provvisoria chiesta dal titolare – possa essere mantenuta dopo il conseguimento del requisito di età pensionabile” e’ estremamente fragile e sarà sicuramente aggredita.
    La norma pertanto, in base a tale autorevole interpretazione, (si legge) impedisce al direttore socio di società di farmacisti di cui all’art.7 della legge 362/1991 e al direttore sostituto del titolare, nei casi tassativamente previsti dall’art.11 della legge 475/1968, di mantenere la direzione della farmacia dopo il conseguimento del requisito dell’età pensionabile. Non si applica, invece, alla conduzione imprenditoriale economica e professionale del titolare di farmacia privata che è da tenere distinta dalla direzione della farmacia. Pertanto il titolare di farmacia non è obbligato a lasciare la conduzione imprenditoriale economica e professionale al raggiungimento dell’età pensionabile.
    Il testo dell’articolo 17 afferma cosa diversa a mio modesto parere recita infatti: "La direzione della farmacia privata, ai sensi dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 e dell’articolo 11 della legge n. 475 del 2 aprile 1968, può essere mantenuto fino al raggiungimento del requisito di età pensionabile da parte del farmacista iscritto all’albo professionale”.
    Il riferimento è all’articolo 7 della legge 362 dove al comma 1 si fa riferimento anche alle farmacie esercitate in forma individuale e nessun riferimento specifico e’ fatto al comma 3^ specifico per il direttore socio.
    Quindi se proprio dobbiamo interpretare ed ovviamente codesta mi sembra la ratio pur insana della norma che altrimenti non avrebbe senso: considerare in modo differente il socio direttore dal titolare; il riferimento rimane all’articolo 7 nella sua globalita’ e quindi riferibile anche al farmacista che esercita in forma individuale.
    Sono indi d’accordo con il dr. Lembo e con altri autorevoli colleghi e professionisti del settore che continuano ad essere preoccupati del dire dello scellerato articolo 17 nel non abbassare la guardia in quanto il rischio decadenza con articolo siffatto potrebbe essere elevato, consigliando indi di correre ai ripari per una norma iniqua e cercando di ottenere il pensiero reale del “legislatore” al piu’ presto e in piu’ ritengo che occorra ottenere un sufficiente margine di tempo per l’adozione di provvedimenti che permettano la conservazione della sede evitando bliz di cui ci stiamo fin troppo abituando.
    A mio modestissimo parere come dice il dr. Lembo si corra ai ripari e magari si adottino tutti gli strumenti del diritto anche per cassare la norma e getto un suggerimento che per il titolare unico possa mantenere la direzione sanitaria che si fonde nella medesima persona del titolare medesimo magari con certificazione annuale di idoneita’ fisica rilasciata dall’Asl competente.
    Cosi’ dovevo.

    Dr. Marino Mascheroni,
    Consulente in Legislazione Farmaceutica e Tributaria.
    Membro Associazione Giuristi e Consulenti Legali Italiani
    Associato Istituto Nazionale Tributaristi
    Contabilita’ per farmacie, aziende e professionisti.

    Fonte: quellichelafarmacia


    7 marzo 2012

    Migliaia le farmacie chiuse per legge all’approvazione del decreto, fuorviante l’interpretazione di Federfarma.

    Migliaia le farmacie che chiuderanno a causa del comma 17 dell’articolo 11 del Decreto Salva Italia in attesa di approvazione alla Camera dei Deputati e già licenziato dal Senato che così recita:
    "la direzione della farmacia privata, ai sensi dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 e dell’articolo 11 della legge n. 475 del 2 aprile 1968, può essere mantenuto fino al raggiungimento del requisito di età pensionabile da parte del farmacista iscritto all’albo professionale".
    Questa norma, destabilizzante per tutto il sistema farmaceutico, è stata inserita all’ultimo momento senza averne valutato i devastanti effetti e senza trovare la giusta resistenza da parte dell’unico sindacato di categoria che, a nostro avviso, ha diramato una circolare fuorviante per tutti quei farmacisti, quasi quattromila, che si vedranno togliere la direzione della farmacia per raggiunti limiti di età 65 anni e costretti a chiudere.
    Titolarità e direzione di una farmacia sono regolate dalla legge 362 e della legge 475 su citate e, nel caso in cui il titolare sia una persona fisica, sono imprescindibili ad eccezione dei casi previsti dalla legge 475 stessa e per periodi assolutamente limitati e normati.
    E’ evidente, quindi, che una persona fisica che abbia raggiunto il limite di età di 65 anni, dovendo cedere per legge la direzione della farmacia, non ha alternativa alcuna che chiudere o creare una società con un soggetto più giovane che abbia tutti i requisiti e, pur mantenendone la titolarietà, deve a quest’ultimo affidarne la direzione.
    Le due frasi inserite nella circolare diramata da Federfarma così recitano:

    1- la norma in oggetto non si applica alla conduzione imprenditoriale economica e professionale del titolare di farmacia privata, che è da tenere distinta dalla “direzione della farmacia”.

    2- Pertanto, il titolare della farmacia non è obbligato a lasciare la conduzione imprenditoriale economica e professionale della farmacia al raggiungimento dell'età pensionabile.
    Le due affermazioni non possono che risultare forvianti in quanto illudono il titolare di farmacia che nulla accade mentre, invece, essendo il suo ruolo, in quanto titolare di impresa individuale, imprescindibile dalla direzione della farmacia, non potendola più esercitare, è costretto a chiudere.

    Riteniamo questa norma di dubbia costituzionalità e stiamo valutando la possibilità di chiedere un intervento del Presidente della Repubblica affinché non firmi una legge che mette in seria difficoltà milioni di cittadini che vedrebbero chiudere la propria farmacia di riferimento.
    E’ comunque nella speranza di tutti che, con le giuste correzioni al comma 17 dell’art.11 o la sua cancellazione, venga almeno salvata la capillarità del servizio farmaceutico, in considerazione del fatto che le maggiori penalizzazioni le subiranno le piccole farmacie private italiane.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.


    1 marzo 2012

    Previsione delle nuove aperture con quorum a 3.300.

    Pubblichiamo la previsione delle aperture di farmacie con quorum a 3.300 con resto a 50% per tutte le Regioni Italiane e la previsione di aperture nei comuni con popolazione superiore ad i 100.000 abitanti.
    Il Centro Studi del Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani vi invita a fare tutte le riflessioni del caso anche sul forum del sito.
    Un particolare ringraziamento al Dr. Pasquale Sechi per aver coordinato questo lavoro che è stato messo a disposizione di tutte le forze politiche.
    Ringraziamo tutti i Senatori di ogni schieramento politico che hanno ritenuto importante il lavoro di mappatura da noi svolto, ritenendolo preciso, puntuale e tempestivo nell’adeguarsi in brevissimo tempo ad ogni tipo di quorum.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.


    29 febbraio 2012

    La "barzelletta italiana"

    Mi riservo di esprimere nei prossimi giorni il commento e l’analisi di ogni singolo comma inerente l’articolo 11 dell’emendamento riguardante la farmacia Italiana.
    Tanto a nulla serve se non a dimostrare ancora una volta quanto sia tutta una bufala per favorire i veri potentati economici e che trova appoggio presso:
    Incompetenza totale del Ministro della Salute, non sa nemmeno di cosa stia parlando.
    Incompetenza totale di un sindacato incapace di ogni qualsiasi azione e con l’unica presunzione di essere farmacista, parole di certi Sottosegretari di Governo che per tanto tempo hanno sparato numeri caduti dal cielo.
    L’apoteosi di tutto questo trova conferma al comma 5, partecipazione al concorso, che nella sua prima parte recita: "Ciascun candidato può partecipare al concorso per l’assegnazione di farmacia in non più di due regioni o provincia autonoma, e non deve aver compiuto i 65 anni di età alla data di scadenza del termine per la partecipazione al concorso prevista dal bando". Peccato che il comma 17 recita: "La direzione della farmacia privata, ai sensi dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 32 e dell’articolo 11 della legge n. 475 del 1968, può essere mantenuta fino al raggiungimento del requisito di età pensionabile da parte del farmacista iscritto all’albo professionale".
    Cioè 65 Anni!!!!!!
    Nemmeno il grande Totò sarebbe stato capace di partorire una così esilarante contraddizione.
    Non oso immaginare quante satire e sberleffi potranno girare nel mondo su questi commi.
    Il decreto “Salva Italia” si trasforma in “barzelletta Italiana”.
    Tralascio ogni analisi circa gli effetti devastanti di questa grande incongruenza, specie per le farmacie piccole e rurali.
    Mi chiedo invece se sia stata scritta una legge o il copione di una commedia brillante.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.


    22 febbraio 2012

    La Farmacia Italiana

    Tutti i giorni e più volte al giorno le farmacie si approvvigionano dei medicinali necessari alle necessità della popolazione, perché trattasi di servizio essenziale per la comunità, neanche nei giorni di sciopero dei trasporti si è avvertita carenza di medicinali, ciò a dimostrazione che il farmaco non è una merce qualsiasi, ma un bene primario.

    Quanti negozi abbiamo visto aprire e chiudere nel giro di pochi mesi o anni, mentre ciò non può e non deve accadere per le farmacie, affinché possano svolgere il servizio cui sono preposte. Questo concetto fu concepito per primo dall’imperatore Federico II, che sappiamo, quanto amava la nostra Puglia ed in particolare la Capitanata dove ha terminato i suoi giorni in quel di Castel Fiorentino in agro di Torremaggiore.

    Nel corso dei secoli la farmacia è sempre stata regolamentata fino ai giorni nostri, quando a fine ‘800 il governo Crispi volle liberalizzarle, la farmacia poteva essere proprietà di chiunque e poteva stabilirsi dove voleva, , accadde che le zone periferiche erano sguarnite, i paesi piccoli non avevano possibilità di ricevere medicinali, per cui nel 1913 il governo Giolitti dovette correre ai ripari e riprese i concetti e la regolamentazione.

    Tale regolamentazione è diffusa in tutta Europa, laddove hanno liberalizzato, hanno poi fatto precipitosi passi indietro.

    In Belgio sono circa venti anni che non è permesso aprire nuove farmacie, perché la liberalizzazione ne ha fatte nascere troppe, in Francia stanno fallendo perché il rapporto di una farmacia ogni 2.500 abitanti era troppo basso, infatti a novembre è stato portato ad una farmacia ogni 4500 abitanti. In Svezia le farmacie erano proprietà dello stato, hanno deciso di venderle, adesso hanno 3 (TRE) proprietari, il ramo svedese della Coop (sì proprio la stessa dell’IperCoop di Foggia), il ramo svedese di Alleanza, che è una multinazionale italiana della distribuzione intermedia di farmaci, un gruppo svedese sempre della distribuzione intermedia. Che beneficio ne hanno avuto i farmacisti svedesi? Hanno visto coronato il desiderio di avere una farmacia dove svolgere autonomamente la professione? Sono passati da dipendenti statali a dipendenti di multinazionali.

    Nella liberale Gran Bretagna esiste un meccanismo chiamato “Control of entry”, se vuoi aprire una farmacia, ti proponi alle autorità locali ed essi ti dicono se ne hanno necessità, il risultato è che c’è una farmacia ogni 4700 abitanti. Ma lì si consente al ramo inglese di Alleanza (la stessa di prima che lì si chiama Boots) di avere una catena di migliaia di farmacie.

    Potrei continuare con Norvegia, Spagna, Ungheria, Portogallo, Austria, Germania (che ha un sistema tutto particolare), Polonia, Danimarca (1 farmacia ogni 12.500 abitanti) ecc.

    Negli Stati Uniti, dove tutto è libero, hanno problemi di reperimento delle farmacie nelle città, perché presenti solo nei super ed iper mercati (drug stores)delle periferie, lì i medicinali hanno i prezzi più alti al mondo.

    La legislazione italiana sulle farmacie è stata esaminata dalla Corte di giustizia europea che, in più sentenze, ha dichiarato perfettamente compatibile con le normative comunitarie.

    Il servizio della farmacia è ritenuto, da anni, il migliore e più efficiente fra tutti, ma poi si scopre che c’è la farmacia che fa scorrettezze importanti, come tutti abbiamo visto nella trasmissione delle “Iene”. Bene hanno fatto a denunciare la situazione di illegalità.

    Cosa trova il paziente in farmacia?

    Tutti medicinali e sottolineo tutti, non solo quelli a maggior rotazione, se qualcosa manca in poche ore la farmacia lo reperisce.

    Che altro? Tanti servizi.

    Analisi del sangue: glicemia, colesterololemia, transaminasi, PSA, trigliceridemia.

    Misurazione del peso e della pressione.

    Consulenza per il capello, per la pelle, ricerca delle intolleranze.

    Noleggio di tutto quanto gli serve: bilancia pesa-neonati, stampelle, carrozzine, aerosol, letti ortopedici, materassi antidecubito, ecc.

    Consulenza sul corretto stile di vita, sulla corretta alimentazione, bioimpedenziometria.

    Ma oggi anche nuove figure, l’infermiere, il fisioterapista, l’estetista.

    Consulenza omeopatica, fitoterapica, sulle modalità di assunzione dei farmaci, su come risparmiare senza nulla togliere all’efficienza della terapia, molte di queste sono gratuite.

    Elettrocardiogramma, holter pressorio e holter cardiaco.

    Altri servizi che le ASL ancora non ci consentono di fare, ma previsti dalla legge:

    Prenotazione visite specialistiche ed esami, ritiro referti, servizi che toglierebbero dagli sportelli tanto personale che potrebbe essere impiegato in altre mansioni laddove c’è carenza.

    La professione del farmacista non può disgiungersi dalla struttura, il trinomio farmaco-farmacista-farmacia è inscindibile affinché si possa veramente svolgere la professione con autonomia.

    Trovi sempre una farmacia al tuo servizio 24 ore su 24 e 365 giorni su 365 che sopperisce anche alle tante carenze della sanità.

    Gradirei che ci fosse un dibattito sull’argomento, per cui chi vuole può mandarmi un’e-mail presso fabrizi@farmaciafabrizi.it.


    Dr. Fabrizio Fabrizi,
    San Severo (FG)


    11 febbraio 2012

    Io, il Pci, Bersani e la moglie farmacista. Perchè le proposte Pd sulle farmacie sono sbagliate

    "Anche se tra me e il leader del Pd vi sono molte, anche curiose, similitudini, non condivido affatto gli emendamenti proposti al decreto liberalizzazioni nella parte riguardante le farmacie". Un commento del professor Ettore Jorio, dell'Università di Calabria.
    Ho appena letto le proposte prioritarie del PD in tema di liberalizzazioni, già formalizzate in emendamenti al decreto Cresci-Italia approvato dal Governo il 24 gennaio scorso, soffermandomi soprattutto sul tema delle farmacie.
    Leggendo le sei ipotesi di modifica si arguisce che esse rappresentano il segno della guerra ideologica che il leader del PD, Pierluigi Bersani, ha deciso di scatenare, da tempo, al sistema farmacia. Ciononostante che esso esprima il livello essenziale di assistenza che meglio soddisfa gli italiani.
    Francamente, è difficile capirne i motivi, anche perché non affatto condivisi neppure all’interno del suo partito, che sembra sopportarne gli imperativi, peraltro pubblicamente sostenuti senza una plausibile causa se non quella di “abbattere i privilegi” economici. Se così è riempiamo il territorio di farmacie pubbliche, garanti di occupazione diffusa e di ricchezze prodotte da destinare a servizi alla collettività!
    Quali sono le spinte che motivano una siffatta crociata? Proviamo preliminarmente a fare una analisi. Un articolo apparso sul Corsera ne attribuiva la causa a fatti che poco c’entrano con le ideologie e con la politica in senso generale. Maria Teresa Meli, riprendendo un articolo apparso su Europa a firma G. Del Vecchio, titola “Nel PD dubbi su Bersani “parafarmacista”: aiuta coop?”. A ben vedere, sono in molti a dubitare sulla crociata portata avanti dallo stesso, persino nel suo partito.
    Esse riguardano, da una parte, l’impegno del nostro a sostenere sfacciatamente gli interessi economici delle Coop e, dall’altra, una ragione affettiva. Quanto a quest’ultima ho il dovere di spiegarmi meglio e di farlo fino in fondo. Con Bersani ho tre cose in comune, che si contrappongono ad una sostanziale differenza. Entrambi del 1951. Entrambi provenienti dal PCI. Entrambi coniugati con due farmaciste. La differenza: mia moglie è stata vincitrice di una sede farmaceutica in un concorso pubblico, per titoli ed esami; sua moglie non c’è mai riuscita.
    Tutto questo non giustificherebbe ad entrambi di sostenere gli interessi più vicini. Sarebbe un assurdo farlo e non lo è. Bersani si pone a paladino di un “principio”; io di un altro. Vediamo di desumerli da un ragionamento.
    Le spinte del PD, proprio perché promosse da un grande partito del centrosinistra, non risultano granché comprensibili, atteso che non appare affatto giustificato che esso possa porsi in contrapposizione alla natura concessoria di un servizio pubblico, qual è quello di somministrazione del farmaco. Lo Stato (oggi la Regione) ne é l’assoluto titolare e ne trasferisce l’esercizio ai concessionari privati, allorquando rinuncia a farlo direttamente attraverso i Comuni.
    Ma veniamo al contenuto delle proposte.
    La prima riguarda la completa liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C, estesa anche a quelli veterinari. Anche qui la sinistra ha le idee confuse, si pone infatti esclusivamente al servizio del sistema delle parafarmacie, forse per utilizzarlo strumentalmente a mo’ di cavallo di Troia in favore della GDO. Quanto a quest’ultima aspettativa, il PD dimostra tutta la sua debolezza. Dimostra infatti di volere conseguire due scopi che sono l’esatto contrario di ciò che dovrebbe. Prioritariamente si pone a paladino della ricostituzione di ciò che le liberalizzazioni dovrebbero invece separare.
    Mi riferisco agli interessi tipici del produttore direttamente connessi con la commercializzazione dei prodotti medesimi. Un po’ quello che si contesta ai petrolieri, di essere anche proprietari dei distributori, condizionando così il prezzo all’utenza e il mercato. Ciò accadrebbe, per esempio, nel caso dei farmaci generici con produzione a marchio cui è fortemente interessata la GDO, sì da venderli nei suoi corner, diffusi ovunque. Un privilegio, questo, che ne lascia presumere un altro: quello di arrivare (in un verosimile ipotetico altro round parlamentare) a rendere la proprietà della farmacia così libera da metterla in mano del grande capitale, anche di quello malavitoso.
    La seconda afferisce la conferma del quorum dei 3.000 abitanti e l’istituzione di un termine ai Comuni di 60 gg. per individuare il numero e le zone ove aprire i nuovi esercizi farmaceutici. Anche qui due rilievi: a) persevera nell’errore di ridurre eccessivamente il quorum, mettendo così a rischio la tutela della salute del territorio. Ciò in quanto renderà precario l’equilibrio costi/ricavi, già in pericolo per lo sconto al SSN, per la vendita per conto e per gli intessi sopportati per i ritardi di pagamento; b) dimostra di conoscere ben poco le procedure di formazione della pianta organica e quelle propedeutiche a perfezionare ed espletare le attività concorsuali pubbliche. Insomma il solito distacco tra ciò che si dice e ciò che si fa a discapito del buon funzionamento della PA.
    A tale proposito propone la semplificazione delle procedure disponendo però l’esatto contrario: tre graduatorie diverse suddivise per farmacisti rurali, farmacisti non titolari e farmacisti operanti presso le parafarmacie. E della Costituzione che ne facciamo? Liberalizziamo anche i suoi principi?
    Con la quinta il PD supera se stesso in termini di incostituzionalità. Propone la soppressione delle disposizioni vigenti sulla ereditarietà della farmacia a familiari non farmacisti. Lo fa anche in riferimento al contesto di quanto residuerebbe dal vigente disciplinato, creando delle palesi differenze, “apprezzabili” (!) costituzionalmente, tra la società speziale che non decede (tutt’al più si estingue) e il farmacista persona fisica.
    L’ultima, ovverosia l’obbligo di rinuncia alla direzione della farmacia privata da parte degli ultra 67enni, è cosa accettabile, salva la recondita voglia (anche qui incostituzionale) forse di impedire anche il trasferimento inter vivos?


    Prof. Ettore Jorio,
    Docente di diritto sanitario Università della Calabria


    6 febbraio 2012

    2.169 Parafarmacie al 25 gennaio 2012

    2.169 Parafarmacie alla data del 25 gennaio 2012 hanno chiesto la tracciabilità, come risulta dall’elenco del Ministero della Salute.
    Questo Movimento, grazie al paziente lavoro del Dr. Pasquale Sechi, responsabile di questo studio, ha aggiornato i numeri inerenti la richiesta di tracciabilità per parafarmacie e negozi di vicinato in Italia: il nostro ultimo aggiornamento risaliva al luglio 2011.
    I dati rilevati direttamente dal sito del Ministero della Salute, consultabili da tutti, sono stati elaborati ed accorpati in base alla classificazione del codice.
    Il totale di 2.169 è il numero massimo di parafarmacie che potrebbero essere aperte in quanto non è rilevabile chi effettivamente ha avviato l’attività dopo la richiesta di tracciabilità, nè esiste un elenco di quante hanno chiuso dal 2007 ad oggi.
    Dati di partenza, quindi, facilmente reperibili.
    Noi, per correttezza, abbiamo preferito inserire e dividere, come da tabella allegata, tutti i codici e le varie classificazioni, raggiungendo un totale di 3.876 richieste di tracciabilità. Ripetiamo: dati del Ministero della Salute, aggiornati al 25 gennaio 2012.
    Ci chiediamo come sia possibile che esponenti rappresentativi di Governo non conoscano questi dati, dichiarando l’esistenza di oltre 5.000/8.000 parafarmacie?
    Come è possibile che autorevoli rappresentanti di Governo possano aver analizzato ogni qualsiasi tipo di sviluppo economico ed occupazionale senza sapere la reale situazione?
    A chi giova e quali potentati economici hanno interessi sulle parafarmacie tanto da fare in modo che dati reali possano essere così sensibilmente alterati?
    Il nostro Studio è disponibile e scaricabile dal Nostro sito. Vi chiediamo esclusivamente di citare la fonte, Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.



    4 febbraio 2012

    Caos a Roma: le farmacie garantiscono i farmaci nonostante la mancanza di rifornimenti.

    Dopo l’iniziativa umanitaria della farmacia dell’Isola del Giglio, ancora una volta nelle situazioni di emergenza estrema, le farmacie si distinguono garantendo i farmaci a tutti i pazienti.
    A Roma, dove si è avuto il massimo disagio dovuto alle avverse condizioni meteo di cui tutti leggiamo, chiusura di tutti gli uffici pubblici, sospensione dei trasporti, chiusura di scuole, negozi e supermercati, spesso privi di generi di prima necessità per esaurimento scorte, e soccorsi nel caos per assoluta impreparazione, le farmacie regolarmente aperte hanno espletato egregiamente la loro funzione di pubblica utilità dispensando i farmaci normalmente.
    La mancanza di approvvigionamento quotidiano a causa delle difficoltà note, non ha impedito alle farmacie di far fronte alle necessità dei cittadini poiché non applicano la logica commerciale e di mercato “Day by day”, tipica della Grande Distribuzione Organizzata, preferendo sostenere costi aggiuntivi atti a garantire scorte sufficienti per alcuni giorni.
    Queste situazioni critiche dimostrano, ancora una volta, quanto il farmaco non può ne deve entrare nella logica del mercato e dell’economia, così come grandi potentati commerciali vorrebbero.
    Presidente Monti, Sottosegretario Catricalà, Presidente Pitruzzella, siete proprio convinti che sia il caso di distruggere l’unico servizio al cittadino che funziona proprio perché non legato alle logiche di mercato?

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.

    Aggiornamento - 5 febbraio 2012: ringraziamo anche i Farmacisti di Frosinone che immediatamente si sono attivati alla richiesta della Prefettura:

    A Frosinone è emergenza.
    Oggi è domenica ed ordinariamente nella Città è di turno una sola farmacia.
    Alle 14 (oggi è Domenica) ricevo come Consigliere dell'Ordine di Frosinone una telefonata dalla Prefettura nella quale il Prefetto ed il Sindaco con un'ordinanza precettano tutte le farmacie della città (12) a riaprire d'urgenza.
    Alle ore 16 ben 9 Farmacie su 12 in Città erano aperte ed assicuravano il loro servizio alla Città in condizioni difficilissime.
    Non so se con lo stravolgimento del Servizio Farmaceutico che ci sarà, tra qualche tempo sarà ancora così; fatto sta, che oggi è il fiore all'occhiello della nostra Società e tra poco non esisterà più come lo abbiamo conosciuto.
    P.S. Da segnalare che in due ore e mezzo che abbiamo aperto l'80% delle richieste riguarda il latte per bambini.

    Dott. Riccardo Mastrangeli,
    Presidente dell'Agenzia Provinciale Frosinone Formazione,
    Consigliere Comunale di Frosinone del Popolo della Libertà.



    1 febbraio 2012

    Parafarmacie: il balletto dei numeri. Ecco quelli veri!

    1785 Parafarmacie e 1763 negozi di vicinato risultano essere iscritte nell’elenco del Ministero della salute al 31/07/2011. Al totale di 3558 del 31/07/2011 bisogna aggiungere 387 nuovi inserimenti dai dati rilevati al 25/01/2012 che fa salire il numero a 3935 (stiamo elaborando i nuovi dati che saranno pubblicati nei prossimi giorni). Bisogna considerare che i negozi di vicinato comprendono quei negozi che non sono parafarmacie bensì erboristerie, sanitarie, negozi di fitness, corner della GDO, ingrosso di farmaci per uso veterinario, ecc.
    La confusione nasce anche dal fatto che sono stati inseriti nel sito del Ministero, al tempo delle “lenzuolate” di Bersani, diversi codici identificativi per la richiesta della tracciabilità, che vanno dal 0020 al 0080, tutti in un unico blocco.
    Il Centro Studi di questo Movimento da alcuni anni tiene costantemente monitorata l’evoluzione del rapporto popolazione- farmacie private, -farmacie comunali, -armadi farmaceutici, -parafarmacie e -negozi di vicinato per ogni singolo comune d’Italia e, grazie al lavoro del Responsabile del Progetto Dott. Pasquale Sechi, Presidente rurale di Federfarma Oristano, attualmente impegnato per l’aggiornamento al 31/12/2011, siamo sicuramente gli unici ad avere i dati certi.
    Abbiamo già pubblicato il riepilogo totale Nazionale e Regionale, tenendo conto di tutti i parametri, del numero delle farmacie che si aprirebbero sia con quorum a 3.000 sia con quorum a 3.500, abbiamo anche i dati per Comune e Provincie di tutta Italia.
    Oggi pubblichiamo i dati riepilogativi inerenti le parafarmacie ed i negozi di vicinato aggiornati al 31/07/2011, che rendiamo disponibili a tutti; chiediamo solo di esser citati, affinché finisca questo balletto di numeri che ha certamente un grande effetto mediatico ma che serve solo ad economisti di potentati economici a confondere e manipolare l’opinione pubblica. Siamo in possesso dei dati per singolo comune e provincia, che ci riserviamo di pubblicare. Ci spiace leggere che alcuni Organi dello Stato enuncino cifre che non trovano riscontro, come l’asserire dell’esistenza di 5.000 parafarmacie.


    Commento del Presidente

    Ogni giorno leggiamo o ascoltiamo dati contrastanti circa la reale esistenza sul territorio Nazionale del numero di farmacie aperte o da aprire e del numero di parafarmacie presenti. Un gran numero di dati, spesso manipolati sapientemente da Pseudo economisti, per interessi dei grandi potentati economici che poco hanno a che vedere con il sistema farmaceutico ma intravedono lauti guadagni a discapito della salute pubblica, e da media, stampa/televisione, che hanno come obiettivo falsi scoop pur di incrementare vendite e ascolti!
    Dati talmente campati in aria, specie in un momento così importante per il futuro dello sviluppo economico Italiano, in particolar modo per il sistema farmaceutico Italiano, che si chiacchiera di aperture di farmacie che vanno da 4.000 a 8.000 nuove istituzioni e di esistenza di parafarmacie che vanno da 3.000 a 7.000.
    Numeri talmente insensati che non trovano riscontro e che hanno costretto due Senatori della Repubblica di diverse fazioni ad intervenire per ricevere chiarimenti. La Senatrice Helga Thaler Ausserhofer (UDC-SVP) con una interrogazione sul reale numero delle parafarmacie ed il Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri (PdL) con la richiesta all’Istat ed all’Agenas sul quorum delle farmacie. Senatori che certamente lavorano per il cittadino e non per i Potentati economici.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.



    31 gennaio 2012

    Differito lo sciopero delle farmacie

    Apprendiamo attraverso un Comunicato Stampa di Federfarma che lo sciopero delle farmacie, indetto per il 1 febbraio 2012 è stato differito.
    Ringraziamo Federfarma per il senso di responsabilità nei confronti dei pazienti occasionali e non, gli unici che avrebbero pagato le reali e gravi conseguenze.
    Ci attendiamo ora un ATTO di BUONA VOLONTA’ dal Governo, fiduciosi nell’apertura di un tavolo per le trattative ed un SERIO confronto.
    Ringraziamo TUTTE le Forze politiche e TUTTI i PARLAMENTARI con i quali siamo in costante contatto.
    La Nostra posizione alla serrata è nettamente contraria poiché penalizzava solo i CITTADINI/PAZIENTI, che invece DEVONO essere tutelati.
    Tuttavia, avendo IL SINDACATO deciso questa forma di protesta, pur suggerendogli in ogni modo di fare un passo indietro, abbiamo in tutti i modi sostenuto l’importanza della compattezza della categoria auspicando la massima adesione allo sciopero.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.


    25 gennaio 2012

    Farmacie: sviluppo occupazionale, perdita di almeno 10.000 posti di lavoro

    Lo studio effettuato dal Dr. Roberto Adrower, pubblicato sul Sito del Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani, dimostra inequivocabilmente che l’apertura di 7.033 farmacie su tutto il territorio Nazionale comporta una perdita di oltre 10.000 posti di lavoro.

    La perdita di 10.000 posti, oltre a creare una fortissima crisi occupazionale in questo settore, annulla completamente la possibilità di inserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro.

    L’attuale basso tasso di disoccupazione dei laureati in farmacia, prossimo allo zero, e comunque con un tempo di appena sei mesi tra laurea ed occupazione, si trasforma in una vera e propria emergenza.

    Non è nemmeno auspicabile, per i pochi lavoratori dipendenti che rimarranno occupati, un possibile adeguamento di stipendio, già di gran lunga inferiore alla media europea.

    7.033 farmacie in più ed esattamente 6011 tra tutti i comuni italiani e 1.022 su stazioni, aeroporti, centri commerciali, ecc. (studio Sechi, Lembo, Adrower - prospetto quorum a 3000; prospetto quorum a 3500 - anche questo pubblicato sul sito del Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani) comporta un incremento del 39% dell’attuale situazione esistente.

    Poiché non è auspicabile un incremento di fatturati del comparto farmaci, anzi è prevista una ulteriore contrazione, essendo il mercato farmaceutico un mercato particolare e certamente un mercato non da incentivare in termini di consumi, il fatturato prodotto viene ridistribuito su tutte le farmacie.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.

    -= A T T E N Z I O N E =-
    Tutto il materiale pubblicato su questo sito è liberamente consultabile, scaricabile e fruibile
    purchè sia sempre ciatato il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani come fonte


    19 gennaio 2012

    Riceviamo e pubblichiamo il documento completo sulle liberalizzazioni stilato dal PDL, accompagnato dal Comunicato Stampa del Senatore Luigi D’ambrosio Lettieri.
    E’ importante notare come, per ordine di importanza delle liberalizzazioni, il comparto "farmacia e farmaci" occupi non il primo ma il 12° posto su 13.
    Ringraziamo ancora una volta il Senatore Luigi D’ambrosio Lettieri che, con grande senso dello Stato, onestà intellettuale, senso di responsabilità e conoscenza approfondita del proprio comparto, è riuscito ancora una volta dare il giusto indirizzo.
    Un particolare ringraziamento DEVE essere rivolto anche al Segretario del PDL Angelino Alfano, gli ex Ministri Raffaele Fitto e Paolo Romani, insieme all’Onorevole Massimo Enrico Corsaro, che hanno voluto dare il giusto contributo riconoscendo alla trilogia Farmaco-Farmacista-Farmacia quel ruolo che non può essere considerato “commerciale” bensì SOCIALE.
    Sappiamo quanto impegno hanno messo per lavorare ad un documento così articolato, sfidando la demagogia populistica voluta da certi media inclini solo al DIO DENARO.
    Politici che mettono in primo piano, con forza, tenacia e onestà intellettuale, il Valore dell’essere UMANO anche a costo di essere considerati “Impopolari”.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.

    19 gennaio 2012

    Ci giungono continue richieste da parte di numerosissimi Titolari di farmacie, da tutte le regioni, di coordinare un incontro a Roma per venerdì 20 Gennaio 2012.
    L’assoluta criticità del momento, ci impone di assumerci questa responsabilità.
    Tuttavia, riconoscendo come unico organismo sindacale FEDERFARMA, vi invitiamo TUTTI a partecipare alla Assemblea Nazionale Straordinaria Urgente che si terrà a Roma il prossimo 20 gennaio dalle ore 14,00 fino al 21 Gennaio 2012 a Roma, presso lo Sheraton Golf Parco De’Medici Hotel & Resort Edificio 1, Via Salvatore Rebecchini, 39 .
    Vi alleghiamo la convocazione, gentilmente concessa da alcuni Presidenti di Federfarma, ed il relativo allegato che impedisce ai non aventi diritto di esprimere la propria opinione e/o di partecipare.
    Vigilare è un VOSTRO DIRITTO, Siete Voi TITOLARI che finanziate questa struttura, ma è anche un VOSTRO DOVERE!
    Noi, pur non partecipando, saremo presenti lateralmente pronti ad ogni VOSTRA richiesta!
    Vi invitiamo a non mancare! TUTTI A ROMA SABATO ALLE ORE 14,00.
    Le decisioni importanti DEVONO ESSERE CONDIVISE e non DELEGATE AD ALTRI!

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.

    19 gennaio 2012

    Dopo le affermazioni del presidente Foresti, bisognerebbe boicottare i generici!


    18 gennaio 2012

    E' ora che ci muoviamo...

    Cari Amici, Care Amiche,
    la gravissima situazione delle liberalizzazioni delle farmacie, di cui si è tanto discusso ma ad oggi non conosciamo il vero volere del Governo, pone in essere la DISTRUZIONE del servizio farmaceutico Italiano.
    Il diritto di uno STATO CIVILE che DEVE garantire a TUTTI I CITTADINI ed in maniera EGUALE il DIRITTO ALLA SALUTE, stà per trasformarsi in mero DIRITTO DELL'ECONOMIA. In pratica il DIO DENARO prende il sopravvento. Al Governo non interessa il DIRITTO alla SALUTE, espressamente previsto dalla COSTITUZIONE ITALIANA.
    Pochi spiccioli di risparmio apparente ma non reale e nessuno sviluppo economico.
    Si vuol costringere gli ammalati a recarsi nei centri commerciali, con i SOLDI IN MANO, o meglio oggi LA CARTA DI CREDITO. Altrimenti, niente farmaci!
    Ogni giorno i farmacisti anticipano i farmaci, rischiano l'illegalità, ma svolgono un servizio per l'ammalato garantendo COSTITUZIONALMENTE il diritto della salute.
    Lo sanno bene gli Ammalati!
    Si illudono i titolari di Parafarmacie, piuttosto che aprire quelle farmacie necessarie per migliorare il servizio e GARANTIRE A TUTTI ed in maniera omogenea il diritto alla salute.
    Si ignorano i collaboratori di farmacie, costretti a lavorare per uno stipendio misero e senza nessuna possibilità di carriera.
    Ma al DIO DENARO, L'ECONOMIA, non interessa tutto ciò. INTERESSA SOLO CHE POCHI POTENTATI ECONOMICI possano avere il loro GUADAGNO!
    Sono stati coinvolti in questa campagna DENIGRATORIA contro la FARMACIA ITALIANA, solo coloro i quali entrano occasionalmente in farmacia, tanto da chiamarli CONSUMATORI, ma che poco hanno a che fare con i veri malati che usufruiscono delle medicine.
    Noi non siamo una associazione sindacale, abbiamo atteso fino ad oggi che chi ISTITUZIONALMENTE PREPOSTO, difendesse il DIRITTO della SALUTE.
    L'unico risultato che hanno ottenuto è stato quello di isolarsi.
    Per Noi del Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani è fondamentale TUTELARE IL DIRITTO ALLA SALUTE.
    Per questo motivo chiediamo a tutte le associazioni dei malati, a tutte le associazioni cattoliche e laiche di unirsi a NOI.
    I malati non sono consumatori e non devono essere COMMERCIALIZZATI, cosa che vuol fare il DIO DENARO!
    Noi stiamo organizzando delle manifestazioni a TUTELA DEL DIRITTO DELLA SALUTE.
    La trilogia – FARMACO – FARMACISTA – FARMACIA - è parte integrante e fondamentale di questo diritto.
    NON LASCIAMO IL DIRITTO DELLA SALUTE IN MANO AL DIO DENARO!

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.

    15 gennaio 2012

    Farmacista dell’Isola del Giglio apre la farmacia e rende disponibili i farmaci

    Ancora una volta i Farmacisti Italiani dimostrano la Loro sensibilità nei confronti di chi ha bisogno.
    Il naufragio della nave “Costa Concordia” avvenuta a ridosso dell’Isola del Giglio, ha coinvolto tutti gli abitanti dell’isola in uno slancio di solidarietà ed aiuti nei confronti delle numerose migliaia di naufraghi.
    Tra questi anche il Farmacista dell’Isola non ha esitato, ed aprendo la sua farmacia ha distribuito i farmaci, fino ad esaurire le scorte, a tutti coloro che ne avevano necessità.
    Signori del Governo Tecnico, questo è il servizio che vi apprestate a smantellare, mercificandolo e banalizzandolo in nome e per conto dell’economia.
    Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Senatore Mario Monti, Ministro Passera, Sottosegretario Catricalà, l’economia non avrebbe certamente agito con questa immediatezza ma avrebbe prima richiesto numerose autorizzazioni, dovendo tenere i “Conti” sotto controllo.
    Un Farmacista, titolare della propria farmacia, unico responsabile della propria azienda, non si è tirato indietro e non ha esitato ad aiutare le migliaia di persone che in maniera STRAORDINARIA, avevano bisogno dei farmaci.
    Tutelate e custodite GELOSAMENTE questo servizio,piuttosto che smantellarlo e mercificarlo.

    INVITIAMO TUTTE LE FARMACIE ITALIANE AD ESPORRE IN VETRINA E SUL BANCO IL CARTELLO ALLEGATO DA LUNEDI’ MATTINA e a informare tutta la popolazione del valore della farmacia!

  • Scarica il cartello
    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.

    13 gennaio 2012

    Proiezione relativa alla bozza dell'Art. 11

    Il nostro gruppo studi, composto dal Dott. Pasquale Sechi, dal Dott. Roberto Adrower e dal Presidente Ettore Lembo, ha calcolato una proiezione di quello che accadrebbe se la bozza di legge attualmente circolante dovesse essere convertita in Decreto.

  • Scarica il documento
    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.

    Art. 11

    Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica e accesso alla titolarità delle Farmacie.

    La “bozza” dell’articolo 11 del Decreto “salva Italia” senz’altro sconvolge il mondo della farmacia e del concetto di distribuzione farmaceutica e questo mi spinge a fare delle analisi squisitamente basate sui numeri in nostro possesso ed elaborati con l’attenzione necessaria e nell’assoluto rispetto delle informazioni derivate da fonti certe e non di parte. Come tali le propongo.
    La fonte delle informazioni è il sito “I COMUNI ITALIANI” che risulta essere attualmente il più aggiornato e, pertanto, il più attendibile.
    Nel rispetto di quanto risulta scritto nell’art 11 comma 1, sono stati divisi gli 8092 Comuni italiani in due gruppi:

    • Primo gruppo. Comuni con popolazione superiore ai 9.000 abitanti.
    • Secondo gruppo. Comuni con popolazione inferiore ai 9.000 abitanti.

    PRIMO GRUPPO
    I comuni Italiani compresi in questo gruppo risultano essere 1372 e vanno da Roma con i suoi 2.761.477 fino a Vergiate (VA) con i suoi 9.014 abitanti.
    La popolazione complessiva dei 1372 Comuni appartenenti a questo gruppo è di 43.275.024 abitanti, pari al 71,37% del totale della popolazione Italiana ( 60.626.506 abitanti).
    Operano oggi in questo gruppo 9.670 Farmacie private, 1266 Farmacie Comunali per un totale di 10.936 farmacie. A queste di aggiungano i 129 dispensari farmaceutici aperti al pubblico.

    SECONDO GRUPPO
    I Comuni Italiani compresi in questo gruppo Risultano essere 6.720 e vanno Santhià (VC) con i suoi 8.994 abitanti e fino a Pedesina (SO) con i suoi 34 abitanti.
    La popolazione complessiva dei 6.720 Comuni appartenenti al secondo gruppo è di 17.351.482 abitanti, pari al 28,63% del totale della popolazione italiana.
    Operano oggi in questo gruppo 6.421 Farmacie private, 195 Farmacie Comunali per un totale di 6.616 Farmacie.

    CHE COSA CAMBIA NEL MONDO DELLA FARMACIA?
    Il comma 1 dell’art.11 del probabile decreto così recita:
    “il numero delle autorizzazioni è stabilito in modo che vi sia una Farmacia ogni 3.000 abitanti. La popolazione eccedente, rispetto al parametro di cui al secondo comma, consente l’apertura di una ulteriore Farmacia, qualora sia superiore a 500 abitanti; nei Comuni fino a 9.000 abitanti, l’ulteriore Farmacia può essere autorizzata soltanto qualora la popolazione eccedente rispetto al parametro sia superiore a 1500 abitanti".

    Applichiamo pertanto quanto dettato dalla probabile nuova normativa e vediamo che succede:

    • PRIMO GRUPPO: COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 9.000 ABITANTI
      Applicando il quorum di 3.000 abitanti per Farmacia, portando l’eccedenza di 501 all’unità superiore, si aprirebbero, in questa primo gruppo, ben 3.995 nuove farmacie. Di tali 3.995 nuove Farmacie ben 1.338 si aprirebbero nei Comuni con popolazione al di sopra 50.000 abitanti, pari quindi al 33,50%.
      Si pensi che, in Città come Roma, il numero di Farmacie complessivamente diventerebbe di ben 921. Considerato che attualmente risultano aperte al pubblico 704 Farmacie, le nuove aperture sarebbero 217 (cfr. tabella 1 nella proiezione).
      Con lo stesso criterio si aprirebbero 49 nuove farmacie a Palermo, 18 a Milano, 13 a Napoli. Sempre che nel frattempo, cioè nei mesi compresi da novembre 2011 e fino a oggi, non siano state aperte altre sedi a seguito di concorsi espletati.

    • SECONDO GRUPPO : COMUNI CON POPOLAZIONE INFERIORE A 9.000 ABITANTI
      Sempre applicando lo stesso quorum di 3.000 abitanti per Farmacia, e portando l’eccedenza di 1501 all’unità superiore, in questo secondo gruppo si aprirebbero, in teoria, 2.039 nuove Farmacie.
      E’ necessario, in questo gruppo, esprimersi in termini teorici in quanto, come sopra scritto, in questo gruppo sono presenti Comuni con soli 34 abitanti.
      Secondo la mia esperienza di farmacista, nonché di presidente dell’Associazione dei Titolari di una piccola Provincia, Oristano, ritengo che il limite minimo di popolazione necessaria per evitare sofferenze gestionali sia quello di una popolazione superiore agli 800 abitanti.
      Nel rispetto di questo limite le farmacie che potrebbero essere aperte diventano 1.127.

    Il totale, quindi delle farmacie che potrebbero essere aperte, escludendo i comuni con popolazione al di sotto degli 800 abitanti, potrebbero essere 5.122 a fronte del numero teorico di 6034.
    Si aprirebbero l’84% delle farmacie a concorso, nel rispetto, pertanto, della clausola che riguarda l’assegnazione di almeno l’80% delle sedi messe a concorso entro il 1° marzo 2013.
    Il rispetto dell’80% delle aperture è piuttosto ristretto rispetto al numero fisiologico di possibili aperture soprattutto per il fatto che nel secondo gruppo i comuni con popolazione e al di sotto degli 800 abitanti risultano essere ben 1732. Il fatto che il tutto sia legato alla doppia azione dei Comuni, con la revisione straordinaria della pianta organica, quindi delle Regioni con il bando del concorso straordinario per soli titoli, penalizzerebbe le incolpevoli farmacie, con la minacciata liberalizzazione della fascia C.
    Sarebbe pertanto opportuno rendere più cogenti e determinati gli interventi sui Comuni e sulle Regioni senza ricadute negative sulle farmacie.

    Riteniamo però che il quorum portato ai 3000 abitanti per farmacia, in considerazione delle continue erosioni di fatturato subite, potrebbe portare il sistema al collasso in breve tempo.
    Più congruo e condivisibile, pertanto, potrebbe essere assestare il quorum a 3500 abitanti per farmacia.
    In tale modo si aprirebbero, sempre rispettando il parametro dei 9.000 abitanti e i conseguenti differenti calcoli dei residui ed escludendo i comuni con popolazione al di sotto degli 800 abitanti, 2921 nuove Farmacie. Tale numero è abbondantemente sufficiente a soddisfare tutti i partecipanti al concorso straordinario in quanto i titolari di farmacie rurali sussidiate, probabili vincitori di concorso, lascerebbero la loro sede che verrebbe pertanto assegnata in seconda battuta alle altre categorie dei partecipanti: i Farmacisti collaboratori. In tal modo si darebbe loro la possibilità di un percorso carrieristico fondamentale per la formazione professionale dei giovani (cfr. tabella 2 nella proiezione).

    I dati in possesso riguardano tutti i comuni d’italia e consentono una analisi semplice e facilmente verificabile. Ripeto che i dati riguardanti la popolazione ed il numero di farmacie, attualmente aperte al pubblico, sono tratte dal sito ufficiale de “I Comuni Italiani”.
    Tutte le altre elaborazioni sono state fatte dal sottoscritto.
    Questa realzione è affidata al “Movimento Spontaneo dei Farmacisti Italiani” che ne tutela i diritti.

    Dott. Pasquale Sechi,
    Presidente dell’Associazione Titolari di Farmacia della Provincia di Oristano.


    12 gennaio 2012

    La Farmacia tra regole e mercato, quale futuro?

    Riceviamo e pubblichiamo la sintesi degli interventi del Convegno tenutosi a Roma presso la Biblioteca del Senato, Atti parlamentari, martedì 10 gennaio 2012 dal titolo: “La Farmacia tra regole e mercato, quale futuro?”
    Si Ringrazia Assiprofar ed il Suo Presidente Franco Caprino.

  • Scarica il documento
    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.

    11 gennaio 2012

    FARMACIE: Le Lobby Economiche scatenano le lotte di classe e bloccano l’informazione!

    Desideriamo esprimere la nostra solidarietà al Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, al Presidente della FOFI dott. Andrea Mandelli e alla Presidente di Federfarma dott.ssa Anna Rosa Racca per gli atti intimidatori ricevuti.
    Questi atti intimidatori non possono nè devono trovare giustificazione alcuna e ci auguriamo che, con sollecitudine, le Forze dell’Ordine possano far luce su questi fatti, assicurando alla Giustizia i responsabili.
    Il grave clima di tensione, voluto interamente dalle grandi LOBBY ECONOMICHE, genera negli esagitati queste forme di rimostranza contro chi svolge un complesso lavoro di mediazione e di costruttiva riunificazione della categoria.
    Le Grandi Lobby Economiche, guidate dal DIO DENARO, con l’avallo di una informazione falsa, tendenziosa e demagogica, vorrebbero dimostrare la loro sensibilità nei confronti dei cittadini, che invece sono solo le “prossime prede” da sfruttare.
    Si fa di tutto per occultare in ogni modo la verità, non lasciando spazio a chi, invece, lavora obbiettivamente per la CAUSA comune.
    Si intimidiscono gli uomini, per la carica ISTITUZIONALE, il Presidente Mandelli ed il Presidente Racca, il Senatore Lettieri, per l’impegno profuso quotidianamente nell’essere al di sopra delle parti e cercare in tutti i modi di ricondurre tutti al dialogo costruttivo e razionale.
    I soggetti che, invece, non hanno quella carica Istituzionale e di cui i media devono tenere in ogni caso considerazione, le Grandi LOBBY ECONOMICHE, cercano di opprimerne il pensiero e le azioni, con il pieno avallo delle informazioni deviate.
    Noi, come Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani, abbiamo promosso per la notte di Capodanno ed il giorno di Capodanno, l’iniziativa FAX DI CAPODANNO.
    Nessuna testata giornalistica, pur essendo stata avvisata per tempo, ha riportato la notizia; per di più, a distanza di diversi giorni e nonostante i numerosissimi fax inviati al Consiglio di Presidenza, NESSUNO ha ritenuto di menzionare la cosa, GOVERNO COMPRESO.
    Si è continuato a denigrare sui media una intera categoria di professionisti che svolgono un servizio di PUBBLICA UTILITA’.
    E’ grazie al WEB che tanti cominciano a capire e ci chiedono la verità.
    Invitiamo quelle ormai poche testate giornalistiche non pagate dalle LOBBY ECONOMICHE, sia stampa, radio e televisione, a fare in modo che l’opinione pubblica possa essere seriamente informata della realtà.
    Noi siamo disponibili, mentre continuiamo la nostra opera di informazione sul web.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.
  • Comunicato stampa inviato

    2 gennaio 2012

    Due lettere

    Pubblichiamo la lettera del Presidente Ettore Lembo inviata, a mezzo fax, al Primo Ministro ProF. Senatore Mario Monti la notte di Capodanno, in segno di solidarietà a tutti i farmacisti che hanno svolto il turno notturno e diurno di queste festività.

    Dott. Alessandro Taroni

    Roma, 01 Gennaio 2012

    Pregiatissimo Prof. Sen. Presidente Mario Monti,
    Mentre tutti festeggiano l’ingresso del nuovo anno 2012, vi sono tanti uomini e donne che si impegnano e lavorano per garantire e vigilare sulla sicurezza e la tranquillità della popolazione.
    Gente delle Forze dell’Ordine, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Medici, Infermieri, Farmacisti, Operatori di Pubblica Utilità.
    Non appartengono al mercato, non appartengono all’economia, appartengono alla civiltà ed all’umanità.
    Svolgono un servizio spesso ignorato, ma dovuto, che trova considerazione solo quando eventi eclatanti li rendono noti.
    Questi uomini e queste donne non si sottraggono al Loro impegno civile e rinunciano a trascorrere le festività lontano dai propri cari.
    Lei, forse, mi dirà: “sono pagati per questo”.

    Io le rispondo: “qual è il prezzo, se c’è un prezzo!“
    L’economia ed i mercati devono trovare il loro spazio e la loro dimensione, ma non possono ne devono sostituirsi alla civiltà ed all'umanità.
    Questa notte Lei riceverà molti fax da tanti farmacisti di tante farmacie che desiderano testimoniare il loro impegno nel garantire i farmaci a tutti i cittadini bisognosi in questa notte ed il prossimo giorno quando tutti gli esercizi commerciali saranno chiusi. (Banche, Supermercati, Negozi, Uffici, ecc.).
    Vuole essere una forma di protesta, civile e democratica, che non penalizza chi ha bisogno di aiuto o di sollievo, il cittadino.
    Vuole essere un modo per sensibilizzare chi in nome e per conto del mercato e dell’economia guarda solo i grandi fatturati svendendo la civiltà e l’essere umano.
    Si banalizza il farmaco, fascia A, fascia C, SOP, OTC, ma sempre farmaci sono.
    Si spacca la farmacia, parafarmacia, corner GDO, magari domani farmacia ambulante.
    Si divide il farmacista, farmacista di farmacia, farmacista di parafarmacia o di corner.
    Le chiedo: può il mercato e l’economia dividere la trilogia Farmaco–Farmacista–Farmacia?
    Miglioralo? Bisogna!
    Distruggerlo? NO!
    Come Presidente di questo Movimento, promotore di questa iniziativa ideata dal Dr. Pasquale Sechi, titolare di una farmacia rurale in provincia di Oristano, ho sentito la necessità di inviare a Lei un fax, per dimostrare la mia solidarietà nei loro confronti.
    Un pensiero di Stima, Affetto e ringraziamento, oltre che di Auguri, a tutti coloro che questa notte e domani lavorano.

    Un Augurio a Lei, Presidente, Senatore, Professore Mario Monti ed un invito a riflettere sul peso che i mercati e l’economia hanno sul viver civile.

    Ettore Lembo,
    Presidente M.S.F.I.

    Pubblichiamo anche la lettera del Dr. Antonio Romano di Francavilla Fontana, inviata il 10 dicembre 2011.


    Al Preg.mo
    Prof. Mario MONTI
    Presidente del Consiglio dei Ministri
    Palazzo Chigi - ROMA

               

    Per concepire uno scritto da inviare ad un Presidente del Consiglio credo si debba raggiungere un elevato grado di frustrazione e senso d’impotenza senza i quali non si supera il limite imposto dal comune senso del pudore.
      Tuttavia, lunghi anni di studio, di lavoro e di impegno professionale e, anche, di cittadino di questa Repubblica Italiana mi inducono, per dignità e per rispetto verso me stesso, a rivolgermi ad un’Istituzione per chiedere e per invitare ad una riflessione, pur nella consapevolezza della complessità dei problemi che in questo momento ha in carico il Governo e la persona del Presidente del Consiglio.
      Non sono spinto, per quanto possa apparire, da problemi personali, ché ogni cambiamento può essere un guaio ma anche un’opportunità, ma da un moto di vera indignazione ed insoddisfazione verso un disinibito legiferare, giocando con la vita di alcune categorie e, soprattutto, come spiegherò, con la intera Comunità Nazionale.
      Sono farmacista, ma non uno sciovinista della mia professione. Interpreto tutti giorni il mio ruolo, tenendo sempre ben presente che qualsiasi persona che viene a parlare con me ha un problema piccolo o grande da risolvere.
      Ogni giorno, per ventiquattro ore al giorno, questa scena si ripete in ogni angolo del Paese, da Campione d’Italia a Lampedusa, da Otranto a Sassari.
      Ogni giorno qualsiasi cittadino, senza appuntamento, senza parcella, senza preavviso, con un’attesa breve o brevissima, può entrare in una Farmacia Italiana con l’opportunità di parlare con personale laureato che, con l’indipendenza garantita da un sistema equilibrato in tutte le sue componenti, ascolta, consiglia, indirizza, istruisce e, spesso, anche conforta.
      Ogni giorno e anche ogni notte, per trecentosessantacinque giorni all’anno, ogni cittadino ha potuto, almeno negli ultimi cento anni, tanto data la normativa Giolitti, recarsi in Farmacia per reperire il farmaco di cui necessitava, reperendolo sempre al momento o in tempi brevissimi o brevi.
      Ogni giorno un’enorme fetta di popolazione costituita da anziani, da diseredati, da persone sole o in difficoltà, ha trovato nella farmacia del proprio quartiere, del proprio comune, della propria frazione,  un punto di riferimento affidabile. Un’istituzione che, spesso, anche nello spirito della Legge, ha integrato e, a volte, sostituito altri enti assistenziali dello Stato, come una sorta di front-office del Servizio Sanitario Nazionale aperto sempre e a tutti.
      Ogni giorno, in ogni Farmacia Italiana, si è operato in favore di tutti. Soltanto la mia personale esperienza, una goccia nell’oceano, è ricchissima di episodi piccoli e grandi che, a volte hanno contribuito a salvare una vita, e in altre occasioni hanno solo ridato un momento di speranza a chi soffre per una malattia o per una preoccupazione di salute e non solo.
      Tutto grazie ad un sistema concepito con grande lungimiranza, tanto che è di gran lunga ai vertici di gradimento dei cittadini tra tutti i servizi di cui gli stessi usufruiscono, ospedali e supermercati compresi. L’inserimento nel decreto cosiddetto “salvaitalia” di una nuova normativa sui farmaci è poco attinente agli obbiettivi dello stesso provvedimento e risponde a logiche ignote e, forse, indicibili.
      I sacrifici chiesti ai cittadini, in realtà ultimi di una lunga serie, se consideriamo i cittadini che hanno sempre fatto il loro dovere,  non sono stati controbilanciati da norme che vadano a colpire i motivi di formazione del debito pubblico. Qualche anno fa, insieme ad altri, effettuai un’indagine documentata dai dati ufficiali dello stesso ente comunale sulle opere pubbliche iniziate e mai terminate oppure rifatte più volte nel comune in cui risiedo (Francavilla Fontana, provincia di Brindisi, 36.000 abitanti). Ebbene esistevano, ed in gran parte esistono, opere inutili o inutilizzate o abbandonate per un valore di oltre cinquanta milioni di euro, dico cinquanta milioni di euro. E questo è successo in ogni angolo d’Italia, in ogni ente, in ogni istituto pubblico o parapubblico. Perché la politica arruffona e predona ed il consenso facile sottendono lo spreco e lo spreco sottende il debito pubblico. Non devo ricordare io che all’inizio del primo governo Craxi il debito ammontava a 400mila miliardi di lire e che alla fine del CAF era più che triplicato.
      E, allora, sacrifici senza il contraltare di norme severissime che colpiscano lo sperpero e l’abuso, se non il furto, di risorse pubbliche, che ripristinino i controlli (ah, quanto si sente, ad esempio, la mancanza dei Coreco!), che inaspriscano l’azione giudiziaria e l’attività della Corte dei Conti, che introducano strumenti davvero innovativi nella lotta all’evasione fiscale come il conflitto di interessi tra cittadini, a nulla varranno. Altro che “salvaitalia”!!!   Già il passaparola tra la gente è la riduzione di consumi, il risparmio sui costi, la riduzione del tenore di vita e non necessita essere professori della Bocconi o l’Oracolo di Delfo per temere che, il presunto vantaggio di un decreto, sarà bruciato nei prossimi mesi da una marcatissima riduzione degli introiti del fisco, sia nella tassazione diretta che nell’indiretta. E da una riduzione degli investimenti delle famiglie e delle imprese. Visto che le famiglie vengono ancora una volta punite, mentre, per ammissione del Governo, è difficile anche solo individuare se non tassare i grandi patrimoni.
      Rimarrà solo l’amarezza che a un sistema collaudato ed efficiente, magari ulteriormente perfettibile, come la distribuzione del farmaco in Italia, si è inferto un colpo micidiale senza nulla offrire in cambio. Tutto soltanto sulla base di un “dossier” elaborato ragionieristicamente da un signore (Catricalà) che, da presidente di un’agenzia pubblica, con uno stipendio annuo di seicentomila euro (!), si è ritrovato, grazie ad una situazione emergenziale, dotato di un enorme potere. Tra l’altro, senza ricevere l’avallo democratico del popolo, se non da un parlamento violentato e stuprato da deputati nominati, voltagabbana, spesso transfughi dalle posizioni politiche del momento elettorale e, per lo più, tesi all’accaparramento di prebende e vitalizi.
      Ancora una volta la mia Repubblica si mostra matrigna con coloro che sempre hanno cercato di fare il proprio dovere di lavoratori, di professionisti, di cittadini e benigna con chi l’ha spesso usata per propri fini personali. Direi, senza retorica, forte con i deboli e debole con i forti.
      Da un qualificatissimo gruppo di Professori e di Intellettuali mi sarei aspettato un colpo di reni per superare l’ostacolo. Non la solita tecnica dei politici più ipocriti che, spesso, con la scusa dell’emergenza e dell’urgenza, hanno infilato tutto ed il contrario di tutto nei provvedimenti di legge. Magari, spero inconsapevolmente, per andare incontro alle necessità di gruppi economici (vedi coop varie e grande distribuzione) che sicuramente non hanno a cuore la Salute Pubblica ma solo i propri fatturati e che, anche nel Parlamento, hanno certamente i loro sponsor più o meno evidenti e camuffati da amici del popolo.
      L’aspetto più bruciante, come spesso è accaduto nella storia del Paese, è che si distrugge senza costruire nulla di altrettanto valido in cambio. Senza coinvolgimento e senza concertazione, ma con atti d’imperio. Senza considerare che il bene “farmaco” e il bene “farmacia” possiedono dei contenuti che non possono essere valutati solo con la più darwiniana delle mentalità mercatistiche, a meno che non si vuole peccare di grande superficialità o di pressappochismo.
      Nessuno potrà mai convincermi che, per salvare l’Italia e addirittura l’Europa, la priorità era demolire il Servizio Farmaceutico, piuttosto che far pagare l’Ici alle proprietà ecclesiastiche o mille altre iniziative evidentemente più urgenti.
      Mi dispiace Professor Monti, mi dispiace proprio tanto…  

      
    Francavilla Fontana; 10 dicembre 2011
    Dr.Antonio ROMANO 

    29 dicembre 2011

    Attenzione, si ricorda ai Farmacisti che aderiranno all’iniziativa "Fax di capodanno" di occultare i dati sensibili riferiti al paziente, nello scontrino e nella ricetta. In rispetto della legge sulla Privacy.

    Il fax di Capodanno

    Sfogliando i giornali, ascoltando i vari notiziari e talk-show ed ancora da tutte le dichiarazioni fatte dal Governo in carica, nominato dal Presidente della Repubblica, sembrerebbe che i mali dell’Italia e di tutta Europa siano da attribuire alle mancate liberalizzazioni di Taxi e Farmacie.
    Vi informiamo, per correttezza, che abbiamo provveduto ad inviare una lettera di formale protesta al Consiglio di Presidenza della Rai per l’oltraggioso intervento del “Comico” Crozza in occasione della puntata di Ballarò del 13 dicembre scorso.

    Non entriamo nel merito dei taxi poiché non ne abbiamo le competenze, anche se ci balena fortemente l’idea che le liberalizzazioni dei taxi servano solamente per abbassare i prezzi delle varie corse per favorire principalmente i veri lobbisti, quelli per intenderci iscritti al registro delle Lobby di Bruxelles, che sono i principali fruitori di questo servizio dal momento che i comuni cittadini utilizzano i servizi pubblici tradizionali, tram, bus, ecc.
    Entrando nel merito delle liberalizzazioni delle farmacie, di cui il cittadino ha sempre espresso soddisfazione e riconosce l’importanza ed il valore del farmaco come bene non di consumo ma da utilizzare al bisogno rafforzando il concetto di farmaco–farmacista–farmacia, ci chiediamo perché questo Governo con tale accanimento ha deciso di smantellare un sistema invidiato e portato come esempio da tutti i paesi democraticamente civilizzati?
    Quali interessi più o meno occulti si paventano?

    Prendendo spunto da una affermazione di un Noto Parlamentare, ci chiediamo: perché si vuole trasferire il fatturato delle farmacie alle E_Coop? Studi effettuati dalla stessa “Nota Università Bocconi”, di cui il Presidente del Consiglio dei Ministri è stato Professore, Rettore e poi Presidente, si evince chiaramente che il risparmio per il cittadino è veramente inconsistente, appena pochi euro l’anno (non si superano i 5 euro). Perché si vuole dare alle E_Coop, Conad, Carrefur e Leclerc la possibilità, non voluta dai cittadini, di vendere i farmaci?
    La capillarità delle farmacie permette al cittadino di usufruire del farmaco ovunque ed in ogni ora del giorno e della notte sia esso festivo che feriale. Ci chiediamo: come può questo Governo considerare il farmaco bene di consumo di giorno e bene di pubblica utilità di notte?
    Come è possibile che una ASPIRINA, utilizziamo il più noto farmaco solo a fini di esempio, di giorno possa essere promozionato, svenduto, dequalificato dalla Grande Distribuzione Organizzata, i supermercati per intenderci, e di notte e nei giorni festivi, quando la GDO è chiusa, diventare un farmaco di pubblica utilità?
    E’ la magia dell’economia che permette questa trasformazione radicale.
    Sono le grandi LOBBY economiche che impongono questo a discapito di tutti i cittadini e non solo dei farmacisti.

    Avremmo voluto partecipare a tanti Talk-Show dove tutti hanno parlato di farmaci analizzandoli semplicemente come volgari scatolette commerciali senza spiegare la loro reale funzione ma, ovviamente, non siamo stati mai invitati in quanto avremmo potuto dimostrare con i numeri reali l’inutilità e la pericolosità di queste forzature. Si vorrebbe addirittura far passare l’idea che liberalizzare il farmaco possa produrre più posti di lavoro.
    Anche questo è FALSO.
    Si otterrebbe solo uno spostamento di personale e, tra l’altro, conoscendo la tipologia di contratti effettuati da molte GDO, si penalizzerebbero gli eventuali farmacisti impiegati con salari da fame. Potremmo scrivere tanto, tutto supportato da dati e studi concreti, ma lo spazio a disposizione qui è limitato. Certo se Ballarò, Porta a Porta, Matrix, o altri Talk-Show ci dessero la possibilità di intervenire per fare una corretta informazione, sarebbe un vero servizio offerto al cittadino e all’opinione pubblica.

    E’ proprio per dimostrare l’importanza del farmaco–farmacista–farmacia, triade indissolubile, nel reale interesse del “PAZIENTE” che abbiamo deciso di promuover una iniziativa nata in Sardegna dal Presidente di Federfarma Oristano, dr. Pasquale Sechi, che abbiamo denominato "IL FAX DI CAPODANNO": al fine di sensibilizzare il Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Sen. Mario Monti e tutti i Suoi Ministri ad analizzare il farmaco nella sua complessità e non come “scatoletta da vendere”, tutte le farmacie che saranno di turno nella notte del 31 dicembre 2011 e del giorno festivo del 1 gennaio 2012, quando tutti i “SUPERMERCATI” saranno chiusi, potranno inviare un fax alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attestando il proprio impegno nei confronti di TUTTI i cittadini/pazienti (Fax del Consiglio di Presidenza della Repubblica: 06-6791131, 06-67794719), impegno che questo Governo non può riconoscere solo quando fa comodo alla GDO ma che DEVE riconoscere SEMPRE. E’ disponibile un modulo precompilato scaricabile direttamente da questo sito.

    Ci auguriamo che Federfarma appoggi questa pacifica iniziativa di sensibilizzazione informandone tutti i propri associati. Invitiamo tutti i Media, le associazioni dei malati, le forze politiche che hanno a cuore l’interesse del cittadino a voler dare massima diffusione di questo evento. Invitiamo anche i pazienti stessi a partecipare.

    Il Farmaco, il farmacista e la farmacia ci sono SEMPRE!

  • Comunicato stampa inviato.
    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    24 dicembre 2011

    Auguri e a presto!

    Il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani augura un buon Natale a tutti, ringraziando tutti i sostenitori e promotori. Rivolgiamo un particolare ringraziamento a Federfarma Oristano per le iniziative di comunicazione organizzate e messe in atto negli ultimi giorni.
    Torneremo ad aggiornarvi dal 27 dicembre.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    14 dicembre 2011

    Testo art. 32 manovra farmacie

    Riceviamo e pubblichiamo la modifica riguardante l’art.32 approvato dalla commissione bilancio ieri notte.

    GRAZIE al Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, GRAZIE a tutti i Politici che con grande impegno e tenacia lo hanno supportato e sostenuto, difendendo il diritto e la tutela della salute e del cittadino.

    Per chi come me ha seguito tutto l’iter, trepidando tutta la notte fino all'approvazione, sa quanto GRANDE è stato l’impegno profuso dal Senatore Lettieri, e quanto duro sia stato difendere questa modifica.

    Diffidiamo da subito chi volesse attribuirsi tale merito che, ripetiamo, spetta solo al Senatore Lettieri ed a tutto il Suo Gruppo Politico.

    Chi, insieme al sottoscritto, ha vissuto tramite FACEBOOK l’evolversi della situazione, sa bene cosa è accaduto questa notte.

    Un Grazie mio personale, un Grazie da parte di tutto il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani, un Grazie da parte dei tantissimi farmacisti e non che hanno seguito l’evolversi della situazione.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    12 dicembre 2011

    Lettera al Prof. Monti del Senatore Luigi D’ambrosio Lettieri

    Non avendo trovato riscontro in nessun quotidiano Nazionale circa la lettera aperta del Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri inviata al Presidente del Consiglio Prof. Sen Monti, e controfirmata da ben altri 73 Parlamentari, invito tutte le Federfarma Provinciali e Regionali ad investire parte dei loro fondi, destinati alla comunicazione, per acquistare una pagina dei principali quotidiani e pubblicare la lettera.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    7 dicembre 2011

    Lettera aperta al Sen. Prof. Mario Monti Da parte del Sen. Luigi d’ambrosio lettieri

    Signor Presidente,
    certo, questo è il momento della responsabilità. E solo il senso di responsabilità e l'amore per il nostro Paese può e deve farci accettare i "forti sacrifici" che Lei chiede all'intera Comunità nazionale e che eviteranno all'Italia di "fallire".

    Naturalmente è necessario che i sacrifici vengano distribuiti secondo criteri di equità sociale, che siano sostenibili e che abbiano una ricaduta positiva per l'economia, per lo sviluppo e per le prospettive occupazionali dei nostri giovani. E se il tempestivo ed efficace conseguimento del "bene comune" comporterà l'abolizione di "privilegi", si proceda subito e senza indugio!

    Non pare che queste condizioni siano rintracciabili nelle misure relative alla liberalizzazione della vendita dei farmaci.

    Portare la ricetta medica fuori dalla farmacia, così come stabilito dal decreto "salva Italia" è un segno gravissimo di irragionevolezza per numerosi motivi:

    • le dinamiche connesse con la produzione e con il consumo non determinerebbero effettivi benefici economici per il Paese poichè il mercato del farmaco è inespansibile;
    • sarebbe un indirizzo "culturale" sbagliato destinato a banalizzare il valore etico del farmaco;
    • i vantaggi che i cittadini ricaverebbero dalla liberalizzazione dei prezzi dei "farmaci etici" si realizzerebbero egualmente anche senza l'apertura di nuovi canali di vendita;
    • produrrebbe drammatiche conseguenze sul già fragile assetto economico della farmacia italiana con conseguente grave pregiudizio dei livelli occupazionali e con l'irreparabile perdita della capillarità degli esercizi farmaceutici che garantiscono sull'intero territorio nazionale la "continuità assistenziale".

    Forse anche per questi motivi quel che Lei propone non trova riscontro in nessun altro Paese del mondo!!

    Nella competizione tra tutela della salute e derive mercatiste pare, invece, che debba vincere la lobby del carrello. Sicchè, finanche il recente monito dell'autorevole Agenzia Italiana del Farmaco resta soffocato dalla deriva "mercatista". Una storia che si ripete: nella XV Legislatura prevalse la voce del Ministro Bersani su quella del Ministro Turco; oggi, nel Suo Governo, quella del Ministro Passera vince sull'imbarazzato silenzio del Ministro Balduzzi!

    Il potere economico della grande distribuzione dimostra di avere una convincente capacità di condizionamento persino sulla Sua prestigiosa squadra di tecnici che si trasformerebbero in officianti il pietoso rito funebre della farmacia italiana.

    Chi ritiene che questo settore sia condizionato da privilegi e rendite di posizione farebbe bene a consultare gli studi di settore e l’Agenzia delle Entrate per ricevere la conferma di come e quanto la vecchia e opulenta farmacia degli anni settanta si sia progressivamente impoverita fino a produrre l’imminente fallimento di circa cinquemila esercizi che continuano, tuttavia, a garantire un efficiente servizio, anche di notte e nelle festività, mentre si opera da tempo un lento e inesorabile spostamento della "fascia A" (erogabile dal SSN) dalla farmacia alle strutture pubbliche, si aumentano gli sconti da praticare al Servizio Sanitario e si decreta una progressiva emorragia di competenze. Il suo provvedimento, illustre Presidente, lascia la farmacia italiana esangue e accelera la sua lenta agonia. E a pagarne le conseguenze saranno i cittadini e i giovani.

    Se i condivisibili principi di rigore, crescita ed equità dovevano ispirare l’azione dell’esecutivo, dispiace constatare che, almeno in questo ambito, abbiano prevalso ben altro tipo di logiche che hanno il sapore di una particolare e premurosa sensibilità allo strapotere dei potentati economici e l’omologazione a proposte politiche peraltro minoritarie finanche nei partiti di sinistra.

    Più farmacie e con maggiore capillarità, più garanzie di servizio nei "micro Comuni", più occupazione con dotazione prefissata, più tutele contrattuali, più opportunità per i giovani con la "progressione in carriera", più competizione professionale e più presenza oraria al servizio della gente; meno burocrazia nelle procedure concorsuali, meno vincoli amministrativi e nuova remunerazione dell’atto professionale: questa era la strada da seguire e questo era il lavoro che stava svolgendo la Commissione Sanità di Palazzo Madama con un lodevole sforzo congiunto tra forze politiche di maggioranza e di opposizione.

    Oggi si sta compiendo un altro e definitivo passo che decreta il “de profundis” di un servizio che doveva essere ammodernato e non distrutto.

    Dalle ceneri della farmacia italiana, il progetto è sin troppo chiaro, si tenterà di far sorgere un nuovo modello di assistenza farmaceutica affidato al controllo delle grandi catene commerciali.

    Noi non lo condividiamo, noi lo contestiamo con tono pacato ma determinato!

    In questi mesi abbiamo guardato sempre più spesso all’Europa tentando di allungare lo sguardo a quei Paesi che hanno un Pil migliore del nostro. Bene! Allora si provi a capire cosa sta accadendo in Francia dove proprio in questi giorni hanno approvato nuove leggi per tentare di porre rimedio ai danni provocati all’assistenza farmaceutica territoriale dalla scelleratezza dei profeti del profitto.

    Il nostro prezioso patrimonio di Valori che racchiude nelle politiche di Welfare i principi dell’Universalità, della Solidarietà e dell’Equità che sono declinati efficacemente nel nostro Servizio Sanitario Nazionale accusa oggi un colpo mortale. A giovarsene saranno in pochi. A patirne le conseguenze sarà il Paese, l’economia, la salute della gente e i nostri giovani.

    Sia ragionevole Signor Presidente! Si dimostri disponibile e ripensi il Suo provvedimento. Senza protezionismi e senza "premure" per nessuno: nè per chi pensa di vivere di "conserva e di riserva", nè per chi è sospinto da irricevibili smanie di profitto.

    Con grande stima e con il senso rinnovato del nostro leale sostegno.

    Sen. Luigi d'Ambrosio Lettieri (PDL)
    Sen. Bruno Alicata (PDL)
    Sen. Paolo Amato (PDL)
    Sen. Fracesco Maria Amoruso (PDL)
    Sen. Giuseppe Astore (Misto)
    Sen. Paolo Barelli (PDL)
    Sen. Domenico Benedetti Valentini (PDL)
    Sen. Francesco Bevilacqua (PDL)
    Sen.ce Dorina Bianchi (PDL)
    Sen.ce Laura Bianconi (PDL)
    Sen.ce Anna Bonfrisco (PDL)
    Sen. Sebastiano Burgaretta Aparo (PDL)
    Sen. Raffaele Calabrò (PDL)
    Sen. Giacomo Caliendo (PDL)
    Sen. Battista Caligiuri (PDL)
    Sen.ce Maria Giuseppa Castiglione (CN-IO SUD)
    Sen. Maurizio Castro (PDL)
    Sen. Riccardo Conti (PDL)
    On. Massimo Corsaro (PDL)
    Sen. Rosario Giorgio Costa (PDL)
    Sen. Cesare Cursi (PDL)
    Sen. Antonio D'Ali (PDL)
    Sen. Stefano De Lillo (PDL)
    Sen. Ulisse Di Giacomo (PDL)
    Sen. Fabrizio Di Stefano (PDL)
    On. Domenico Di Virgilio (PDL)
    Sen. Egidio Digilio (PER IL TERZO POLO- FLI)
    On. Antonio Distaso (PDL)
    Sen. Giuseppe Esposito (PDL)
    Sen. Claudio Fazzone (PDL)
    Sen. Mario Ferrara (CN-IO SUD)
    On. Raffaele Fitto (PDL)
    Sen. Andrea Fluttero (PDL)
    On. Benedetto Fucci (PDL)
    Sen. Cosimo Gallo (PDL)
    Sen.ce Maria Alessandra Gallone (PDL)
    Sen. Maurizio Gasparri (PDL)
    Sen. Enzo Ghigo (PDL)
    Sen. Basilio Giordano (PDL)
    Sen. Domenico Gramazio (PDL)
    Sen. Raffaele Lauro (PDL)
    On. Maurizio Lupi (PDL)
    Sen. Alfredo Mantica (PDL)
    Sen. Piergiorgio Massidda (PDL)
    Sen. Salvatore Mazzaracchio (PDL)
    Sen. Giuseppe Menardi (CN-IO SUD)
    Sen. Carmelo Morra (PDL)
    Sen. Pasquale Nessa (PDL)
    Sen. Franco Orsi (PDL)
    On. Alessandro Pagano (PDL)
    Sen. Nitto Palma (PDL)
    Sen. Elio Massimo Palmizio (PDL)
    Sen. Andrea Pastore (PDL)
    Sen. Gilberto Pichetto Fratin (PDL)
    Sen. Gaetano Quagliariello (PDL)
    Sen. Luigi Ramponi (PDL)
    Sen. ce Maria Rizzotti (PDL)
    On. Eugenia Roccella (PDL)
    On. Paolo Romani (PDL)
    Sen. Michele Saccomanno (PDL)
    Sen. Filippo Saltamartini (PDL)
    Sen. Fedele Sanciu (PDL)
    Sen. Giacomo Santini (PDL)
    Sen. Carlo Sarro (PDL)
    On. Michele Scandroglio (PDL)
    Sen. Aldo Scarabosio (PDL)
    Sen. Paolo Scarpa Bonazza Buora (PDL)
    Sen. Salvatore Sciascia (PDL)
    Sen. Giancarlo Serafini (PDL)
    On. Francesco Paolo Sisto (PDL)
    Sen. Achille Totaro (PDL)
    Sen.ce Ada Spadoni Urbani (PDL)
    On. Luigi Vitali (PDL)

    Roma, 6 dicembre 2011


    4 dicembre 2011

    Evoluzioni e trasformazioni

    Le evoluzioni, in natura, impiegano millenni e tendono a migliorare le specie viventi adattandole al territorio, anch’esso in continua trasformazione.
    L’uomo, frutto di un'evoluzione e in continua trasformazione anch’esso, decide di modificare le proprie abitudini stravolgendole in tempi brevissimi e senza valutare se ciò sia un miglioramento o un drammatico peggioramento.
    Appena un mese fa, il 2 novembre 2011, scrivevamo sulle liberalizzazioni, riportando anche alcune affermazioni del Ministro dello Sviluppo Economico di allora.
    Sembra che stiamo parlando di tanto tempo fa ma è passato appena un mese.

    Giusto per ricordare qualche punto, circa la professione del farmacista, pubblichiamo ciò che ci ha inviato il Dott. Vincenzo Pietropaolo:

    ..."Si può ritenere che la professione di farmacista, separata da quella di medico, abbia avuto origine a Palermo quando Federico II di Svevia, Imperatore di Germania e Re di Sicilia, uomo di immensa cultura, sovrano dal potere illuminato, promulgò, tra il 1231 e il 1240, le Constitutiones, le Novae Constitutiones utriusque Siciliae e l’Ordinanza Medicinale che con estrema precisione stabilirono le regole per l’esercizio professionale del farmacista e del medico.

    "...oggi il potere è gestito soltanto in nome dello strapotere della finanza, che ci ha condotto dove ci ha condotto, ed i vari Bersani, Catricalà ed altri scimmiottatori analfabeti del vero liberalismo (non il deteriore liberismo corrotto attuale) in coro con una pletora di "giornalai" - come con giusto dispezzo chiamava i giornalisti il mio mitico professore di lettere del Liceo classico - inneggiano alla liberazione dalle corporazioni dei professionisti, "colpevoli" di aver mantenuto finora in piedi questa sgangherata nazione, la quale potrà così finalmente vantarsi di poter offrire in edicole, tabacchini, ortofrutta etc. ( basterà avere un parente, amico o diendente farmacista ) farmaci etici in vendita a prezzi da saldo. La professionalità non si svende al miglior offerente e sono convinto che chi come me sente forte e viva l'origine Federiciana dell'essere farmacisti e perpetua con orgoglio la propria cultura e la propria indipendenza, supererà anche questa epoca di decandenza. Viva la FARMACIA.

    Aggiungiamo quanto riportato dal quotidiano sanità sulle liberalizzazioni.

    Uno stravolgimento che non trova riscontro nè logica da nessuna parte, che non fa parte di nessun tipo di evoluzione ma voluto dal ”Dio Denaro” che l’uomo ha creato e che calpesta la dignità di tutto l’essere umano.

    Il Presidente,
    Ettore Lembo

    Archivio 2011      |      Archivio 2010      |      Archivio 2009      |      Archivio 2008      |      Archivio 2007

  • M.S.F.I. © 2007-2009 - Sede Legale: Via Cardinal D’Avanzo 42, 00168 Roma
    P.I. 10215281006 - Reg. n° 006625 dell'11/11/2008 - e-Mail: info.msfi@libero.it
    Sito ottimizzato per risoluzione video di 1024 x 768 pixel - Darimar style © V. 5.0