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"Antibiotici: istruzioni per l'uso"
Descrizione del progetto
Al sopraggiungere della stagione fredda sono soprattutto i bambini ad ammalarsi perché il loro sistema
immunitario non è ancora maturo. È a questo punto che si corre il rischio di un uso improprio degli antibiotici.
È importante allora aiutare i genitori a comprendere che le malattie delle vie respiratorie sono per lo più
benigne e persino benefiche, perché partecipano alla costruzione del sistema immunitario dei piccoli.Infatti ogni volta che un bimbo si ammala il suo organismo impara a difendersi fabbricando anticorpi, pertanto le malattie infettive sono necessarie per lo sviluppo di un sistema immunitario sano e maturo. Poiché la vita comunitaria favorisce la trasmissione delle malattie, i bambini accolti in strutture collettive si ammalano più spesso di quelli guardati a casa. La socializzazione comporta un formidabile carico antigenico, che se da un lato può portare ad una maggiore frequenza di patologie a carico dell'apparato respiratorio, dall'altro accelera il processo di "apprendimento immunologico" ed in definitiva il rafforzamento delle difese immunitarie. Queste infezioni possono essere di origine batterica o, più spesso, virale: naturalmente questo comporta approcci terapeutici differenti ed è necessario far comprendere che gli antibiotici non servono nelle infezioni virali. E' necessario anche far comprendere ai genitori che l'innalzamento della temperatura corporea è una reazione naturale dell'organismo che lotta contro l'infezione, perciò non è sempre necessario trattarla, soprattutto se il bambino la sopporta bene; che la tosse, specialmente se grassa, è un mezzo che l'organismo ha per liberare le vie respiratorie; che l'antibiotico non è la soluzione di tutti i problemi e che l'utilizzo errato di questo strumento di cura può renderne vana l'efficacia quando davvero sarà necessario.
Tale progetto può risultare utile e d'appoggio alla campagna informativa avviata dal Ministero della Salute, "Antibiotici sì, ma con cautela". Una efficace e capillare campagna informativa, tenendo conto anche dell'analoga esperienza francese, può certamente portare alla diminuzione del consumo di antibiotici, laddove l'impiego non sia necessario ai fini terapeutici. Il caso della Francia è di grande interesse: essa, che fino al 2001 aveva il primato europeo per l'utilizzo di antibiotici, ha ora ora ridotto tale consumo di oltre il 25 % grazie a una campagna informativa quinquennale (2002-2007) organizzata dalle Casse malattia. Il calo del consumo di antibiotici è stato evidente in tutte le Regioni francesi e per tutte le fasce d'età, arrivando a oltre il 30% nei bambini sotto i sei anni. L'obiettivo fissato dal ministero della Sanità d'Oltralpe, il 25%, è stato quindi superato. Lo studio, coordinato da Didier Guillemot, direttore dell'Unità di farmaco-epidemiologia e malattie infettive dell'Istituto Pasteur di Parigi, ha misurato il successo della campagna francese per l'uso appropriato di antibiotici analizzando oltre 450 milioni di prescrizioni individuali. I tre obiettivi della campagna erano: sensibilizzare la popolazione, mettere a disposizione test rapidi per le angine da streptococco (che necessitano senza dubbio di antibiotici) e, infine, realizzare un'azione mirata ai medici prescrittori. Lo studio, però, non è arrivato a definire chiaramente quali siano state le misure più efficaci, applicabili in altri Paesi, poiché il successo di una campagna dipende da numerosi fattori socioculturali. Anche nel Regno Unito il consumo di questi farmaci si è ridotto del 5,8%, dopo due sole campagne invernali condotte nel 2004 e nel 2005. Queste forme di sensibilizzazione hanno naturalmente un ritorno economico considerevole e in ogni caso i costi sostenuti sono di gran lunga inferiori ai risparmi ottenuti con la riduzione dello spreco dei farmaci.
Il discorso si allarga se proiettato a lungo termine, pensando alla necessità di un impiego razionale e ponderato degli antibiotici. Il loro uso sbagliato rappresenta non solo uno spreco di denaro ma soprattutto un rischio per la salute pubblica, dal momento che gli antibiotici sono beni non rinnovabili e prodotti in numero sempre più limitato. Se usati troppo e male, infatti, a causa delle antibiotico-resistenze questi farmaci diventano "armi spuntate", ossia inefficaci. Se è vero che gli antibiotici hanno contribuito e contribuiscono in modo sostanziale al controllo delle malattie infettive e alla difesa della salute dei cittadini, occorre ora costruire la cultura dell'era post-antibiotica, una cultura sociale, non solo medica, atta a colmare difetti di conoscenze e a migliorare l'uso appropriato di questi importantissimi farmaci.
I genitori dei bambini, perché proprio i bambini sono la categoria maggiormente a rischio in quanto la microflora si costituisce gradualmente fino ai due anni di età e ogni terapia antibiotica interferisce su questo processo costruttivo con effetti negativi sul sistema immunitario.
Collaborare in modo proficuo e capillare con i medici pediatri sfruttando il ruolo del farmacista come mediatore ed educatore sanitario, capace di mettere al servizio dei cittadini le proprie conoscenze, in modo da creare le basi per un approccio culturale nuovo, in linea con le trasformazioni sanitarie, sociali e culturali in atto.
La referente e coordinatrice per il Progetto "Antibiotici: istruzioni per l'uso" è la Dott.ssa Maria Luisa Coppo, Ambasciatrice del MSFI. Per qualsiasi informazione/segnalazione di carattere tecnico o formale relativo a questa Pagina, preghiamo di contattare il Dott. Alessandro Taroni, Webmaster e Referente per la Legislazione farmaceutica del MSFI.
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