Contraccezione ormonale
  Una scelta farmacologica ponderata e consapevole


  1. Presentazione del Progetto
    • Introduzione.

  2. Definizioni e generalità
    • Introduzione ai contraccettivi ormonali.

  3. Meccanismo d'azione
    • Cenni su come funzionano i contraccettivi ormonali.

  4. Vomito e diarrea
    • Precisazioni su questi due eventi.
    • Diarrea: nel 99% dei casi le paure sono assolutamente ingiustificate e i rischi inesistenti.

  5. Potenziali effetti collaterali
    • Elenco schematico di alcuni fra i più frequenti effetti collaterali che possono comparire durante la terapia con contraccettivi ormonali.

  6. F.A.Q. - Domande frequenti
    • E' probabile che la risposta che cerchi sia contenuta qui dentro!

  7. Introduzione alle interazioni farmacologiche
    • Cenni preliminari sulle interazioni farmacologiche, per comprendere cosa esse siano e come debbano essere intese.

  8. Cosa non interagisce e cosa non interferisce
    • Elenco suddiviso in due blocchi: nel primo, alcune sostanze che non danno alcun genere di interazione farmacologica con i contraccettivi ormonali; nel secondo, alcune sostanze che, pur non potendosi escludere interazioni, non interferiscono con l'efficacia dei contraccettivi ormonali.

  9. Precisazioni sugli antibiotici
    • Non tutti gli antibiotici possono interagire con i contraccettivi ormonali.

  10. Precisazioni sui FANS (antiinfiammatori non steroidei)
    • Gli antiinfiammatori non steroidei non interferiscono con l'efficacia dei contraccettivi ormonali ma, a seconda dei casi, possono causare interazioni farmacologiche di altro genere.

  11. Elenco schematico delle interazioni
    • Qui sono riportate tutte le sostanze che possono interagire farmacologicamente con i contraccettivi ormonali. Se qui non compare una determinata sostanza, significa che, a quanto ne so io, essa non interagisce farmacologicamente con i contraccettivi ormonali.

  12. Una revisione del servizio di Farmacovigilanza
    • Un buon esempio di analisi obiettiva di studi e lavori scientifici pubblicati a proposito dei contraccettivi ormonali (interazioni, controindicazioni e potenziali effetti collaterali), che riporto per completezza di informazione. Non è Verità Assoluta, è una revisione scientifica.

  13. Contatti
    • Per ottenere ulteriori informazioni o comunicare altrimenti col MSFI sul progetto "Contraccezione ormonale, una scelta farmacologica ponderata e consapevole".


1- Presentazione del Progetto

"Contraccezione ormonale, una scelta farmacologica ponderata e consapevole" è un progetto divulgativo a carattere sanitario rivolto a chiunque desideri reperire informazioni sulla contraccezione ormonale e, in particolare, alle pazienti in terapia con questo genere di farmaci. I contraccettivi ormonali sono farmaci come tutti gli altri ma, per una serie di problemi culturali, sono spesso oggetto di leggende metropolitane, malintesi o fraintendimenti che li possono far apparire, soprattutto agli occhi delle pazienti più facilmente condizionabili, come una sorta di "spada di Damocle" sempre pronta a cadere (concepimento) non appena si assume il farmaco sbagliato o si commette qualche errore nella conservazione/assunzione del contraccettivo.
Il fatto che alcune precisazioni contenute in questa pagina rasentino la follia o la fantascienza non deriva dal mio estro bensì da precise richieste di chiarimenti che ho direttamente ricevuto negli anni, richieste che se da un lato evidenziano il desidero del paziente di informarsi in modo consapevole circa la propria terapia farmacologica, dall'altro ci ricordano quanto si debba ancora lavorare affinchè i cittadini abbiano una corretta e concreta percezione di ciò che è il farmaco, aspetto sul quale da troppo tempo le Istituzioni preposte fanno finta di niente, preoccupandosi spesso di investire più nella politica sanitaria che in campagne informative volta a favorire i pazienti.
Progetti come "Contraccezione ormonale, una scelta farmacologica ponderata e consapevole" nascono proprio per oltrepassare i limiti delle Istituzioni, offrendo gratuitamente un indice di riferimento che, pur senza voler in alcun modo scavalcare le figure professionali - Medico e Farmacista - cui è affidata la tutela della Salute pubblica, possa essere sempre aggiornato e consultabile per togliersi un dubbio o per ottenere una risposta.

Dott. Alessandro Taroni




2- Definizioni e generalità

Per "contraccettivi ormonali" si intendono tutti quei metodi anticoncezionali che impiegano ormoni (naturali, sintetici o semisintetici) per impedire il concepimento e/o l'annidamento dell'ovulo fecondato in sede uterina (su quest'ultimo punto esistono definizioni contrastanti ma hanno poca rilevanza in questa sede).
All'atto pratico i contraccettivi ormonali sul mercato italiano sono rappresentati fondamentalmente dalla pillola estroprogestinica (ne esistono di vari tipi ma, sostanzialmente, sono tutte simili fra loro), da Evra (il cerotto transdermico) e da Nuvaring (l'anello vaginale).
Pillola, Evra e Nuvaring, pur variando nella forma farmaceutica, contengono principi attivi simili e funzionano nello stesso modo. Senza scendere troppo nei dettagli: gli ormoni immessi nell'organismo svolgono la principale azione di inibire l'ovulazione e, quindi, prevengono il concepimento. Di conseguenza, le controindicazioni e i potenziali effetti collaterali sono molto simili per tutte e tre queste forme farmaceutiche, salvo alcune particolarità.
Analogamente, ciascuno di questi contraccettivi richiede una ricetta medica per poter essere acquistato in farmacia: basta una ricetta ripetibile, valida 6 mesi (a meno che il medico non indichi una diversa durata) e per un massimo di 10 confezioni. Le ricette ripetibili hanno validità geografica nazionale.
Alcune pillole sono anche mutuabili (ma non Evra nè Nuvaring), in quanto immesse in commercio in fascia A (l'insieme dei farmaci mutuabili). Le ricette mutuabili hanno validità geografica regionale e durata massima di 30 giorni escluso il giorno di compilazione (clicka qui per ulteriori dettagli sulle ricette mediche).
Esiste anche la spirale Mirena ma, al di là delle particolarità di utilizzo, non rappresenta una prima scelta come metodo contraccettivo ormonale; esiste inoltre la cosiddetta "minipillola" (es.: Cerazette), un contraccettivo orale a base di solo progestinico pensato per le donne in allattamento e formulato in blister da 28 compresse da assumersi 1 al giorno senza osservare alcuna pausa fra un blister e il successivo (di nuovo, la "minipillola" non rappresenta una prima scelta nel panorama dei contraccettivi ormonali); ancora, esiste l'impianto Nexplanon, sempre a base di solo progestinico, che si "installa" sotto la cute per un periodo che può arrivare fino a 3 anni consecutivi e che inibisce l'ovulazione analogamente agli altri contraccettivi ormonali. La maggior parte dei contraccettivi orali prevede uno schema posologico di 21 o più giorni seguito da alcuni giorni di "pausa" durante i quali non si assume il farmaco: la copertura contraccettiva è comunque garantita anche durante tale "pausa".

    Evra

Evra è un tipico cerotto transdermico che va applicato in una zona cutanea glabra, asciutta, pulita e integra del corpo, lontano dal seno (in genere si consigliano la spalla, il gluteo o l'addome). Ciascuna confezione contiene tre cerotti, ciascuno dei quali va attaccato e tenuto in sede per una settimana, per poi essere sostituito dal successivo (quindi se ne attacca uno il primo giorno del ciclo, uno l'ottavo e uno il quindicesimo; la quarta settimana non si usa alcun cerotto: è la "pausa" che serve per indurre la comparsa dell'emorragia mestruale, analogamente a quanto avviene per la maggior parte dei contraccettivi orali. Durante tale "pausa" l'efficacia contraccettiva del farmaco è comunque garantita).
Il cerotto è quadrato e ha il lato lungo circa 4,6 cm. Gli studi di efficacia e sicurezza pre-marketing sono stati condotti in donne di età compresa fra 18 e 45 anni.
Alcuni vantaggi rispetto alla pillola:

Alcuni svantaggi rispetto alla pillola:

    Nuvaring

Nuvaring è un anello da inserire in ambiente vaginale, in grado di rilasciare ormoni analoghi a quelli della pillola. L'anello viene inserito e lasciato in ambiente vaginale per 21 giorni; dopo di che viene rimosso e, dopo la solita settimana di pausa ( durante tale "pausa" l'efficacia contraccettiva del farmaco è comunque garantita), se ne inserisce un altro.
Le dimensioni dell'anello sono 54 mm di diametro esterno per 4 mm di diametro a sezione trasversale. Gli studi di efficacia e sicurezza sono stati condotti in donne di età compresa fra 18 e 40 anni. E' essenziale che il Nuvaring stia in ambito vaginale ma l'esatta posizione ed eventuali suoi movimenti sono assolutamente irrilevanti.
Alcuni vantaggi rispetto alla pillola:

Alcuni svantaggi rispetto alla pillola:




3- Meccanismo d'azione

La maggior parte dei contraccettivi ormonali in commercio contengono un'associazione di estrogeno e progestinico. Questi ormoni sono molto simili a quelli che, fisiologicamente, vengono prodotti dall'organismo femminile durante il normale ciclo mestruale. Fisiologicamente, la produzione di estrogeni e progestinici è intimamente connessa alla produzione di altri due ormoni da parte dell'ipofisi, noti come LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone follicolostimolante). Sono questi due ormoni ad avviare nell'ovaio, ad ogni ciclo, la maturazione dei follicoli.
LH e FSH sono secreti in misura modesta durante la prima fase del ciclo e inducono appunto la maturazione dei follicoli; circa un paio di giorni prima dell'ovulazione, un follicolo subisce una crescita maggiore degli altri, che invece regrediscono, e secerne grandi quantità di estrogeno. Per la maturazione finale del follicolo è necessario l'FSH e, ancor più, l'LH: questi due ormoni, in prossimità dell'ovulazione, subiscono un picco di produzione (quasi contemporaneamente si ha un calo nella produzione di estrogeno: questo calo funge da "segnale di autorizzazione" per il picco di LH e FSH) che si rende responsabile proprio dell'ovulazione.
Senza il picco di LH (e di FSH) non si ha ovulazione e senza il calo degli estrogeni non si ha il picco di LH (e di FSH).
La somministrazione continua di estrogeni e progestinici, quindi, impedisce il picco di LH (e di FSH) e, di conseguenza, l'ovulazione. Il ciclo ovarico risulta così bloccato.
Tuttavia, il ciclo uterino non subisce sostanziali variazioni rispetto a quanto avviene fisiologicamente: nell'utero si passa da una "fase proliferativa" (di cui sono responsabili soprattutto gli estrogeni) a una "fase secretiva" (di cui sono responsabili soprattutto i progestinici) a una "fase mestruale" (durante la quale si ha l'emorragia): quest'ultima segue a un brusco calo fisiologico nella produzione di ormoni ovarici e la cessazione nell'assunzione della pillola mima proprio questo calo.
E' quindi normale che compaia l'emorragia mestruale anche in assenza dell'ovulazione: si tratta di due eventi che, dal punto di vista biochimico, hanno poco o nulla in comune.




4- Vomito e diarrea

Qualche cenno di carattere generale, senza avere la pretesa di trattare il problema in modo esaustivo.




5- Potenziali effetti collaterali

  1. Spotting.
    Questo termine indica perdite di sangue diffuse durante l'intero ciclo o concentrate durante alcuni intervalli del ciclo stesso. In genere compare più di frequente con le pillole a più basso dosaggio e durante il primo o i primissimi mesi di assunzione. Il più delle volte lo spotting scompare nel giro di pochi cicli di pillola ma è comunque opportuno informare il medico prescrittore per tenerlo al corrente.

  2. Mal di testa.
    Può essere variabile. Se dovesse manifestarsi con eccessiva entità, potrebbe rappresentare di per sè una controindicazione al proseguimento della terapia e, quindi, il medico va sempre informato.

  3. Amenorrea (assenza di emorragia mestruale).
    Vale il discorso fatto a proposito dello spotting: è sempre l'organismo che "si sta abituando" al nuovo assetto ormonale. Invece, l'amenorrea da cessazione di terapia è un evento piuttosto raro ma pur sempre possibile: esiste una bassa percentuale di donne che rimangono amenorroiche per parecchi anni, soprattutto chi aveva cicli irregolari prima di iniziare a prendere la pillola (si tratta di dati puramente statistici).

  4. Aumento di peso e/o ritenzione idrica.
    Credo siano i più fastidiosi effetti collaterali, per le donne. Purtroppo sono legati all'attività dei progestinici e c'è poco da fare, anche se talvolta nessuno dei due si verifica.

  5. Aumento della pigmentazione cutanea.
    Talvolta capita, soprattutto in donne con la carnagione scura e in carenza di Vitamine del gruppo B. E' comunque un effetto reversibile.

  6. Maggior frequenza di infezioni vaginali.
    La candida ne è un esempio. Non conosco bene i meccanismi fisio-patologici che legano l'assunzione di estroprogestinici e la comparsa di infezioni, ma è un dato abbastanza sicuro legato probabilmente alle modifiche che l'ambiente vaginale fisiologico subisce in seguito al nuovo assetto ormonale indotto.

  7. Variabili effetti sull'acne.
    L'acne può peggiorare a causa dei progestinici a maggiore attività androgena; può invece migliorare se la pillola contiene elevate quantità di estrogeni. Gli effetti ultimi sono quindi molto variabili e dipendono molto dal tipo di molecole attive del farmaco.

  8. Calo del desiderio sessuale.
    E' sempre legato ai livelli ormonali "artificiali" indotti dalla pillola. Può essere più o meno accentuato (o addirittura assente).

  9. Secchezza vaginale.
    E' un problema che può presentarsi in modo più o meno marcato. Ci sono donne che ricorrono a gel vaginali lubrificanti (ce ne sono di specifici e non richiedono ricetta medica) per ovviare al problema.

  10. Tensione al seno.
    Sembra che i responsabili siano essenzialmente gli estrogeni: causano stimolazione dell'organo mammario e, spesso, aumento del volume del seno. Se quest'ultimo effetto può essere apprezzato da alcune donne, la tensione può invece risultare fastidiosa o perfino dolorosa.

  11. Effetti collaterali più gravi.
    Dovrebbe essere eventualmente il medico a mettere al corrente la paziente di eventuali effetti collaterali di più grave entità: gli esami preliminari dovrebbero essere mirati proprio a evitarne la comparsa.




6- Domande frequenti

1- "Sono in terapia con una pillola monofasica. Non so come ma mi sono accorta di aver assunto, un giorno, due pillole anzichè una sola. Rischio effetti collaterali da sovradosaggio, la mancata copertura contraccettiva o altro? Cosa devo fare?"

Non corri alcun rischio e non devi fare nulla di particolare. Prosegui il normale schema posologico come se nulla fosse stato (ovviamente, alla fine del blister, ti mancherà una compressa - quella che hai assunto per sbaglio - e dovrai assumerla prendendola da un blister di scorta).

1.1- "E se avessi preso, ogni giorno, due pillole in più correrei qualche rischio dal punto di vista contraccettivo?"

No, nessuno. Ma, a quel punto, varrebbe la pena chiedersi se la contraccezione ormonale sia davvero una terapia farmacologica adatta alla tua situazione...

1.2- "Avendo assunto più pillole del normale, quando devo ricominciare il nuovo blister?"

Regolati come se non avessi assunto alcuna pillola in più del normale: ricomincia il nuovo blister il "solito" giorno. Se ti restano dubbi, chiedi al MEDICO PRESCRITTORE ulteriori delucidazioni.
2- "D'estate mi capita che la temperatura ambientale sia superiore alle temperature di conservazione stampate sulla confezione della pillola che assumo: è un problema?"

No. Le temperature riportate sulla confezione sono indicative e si riferiscono all'integrità del farmaco in rapporto alla data di scadenza solo se la confezione rimane integra. Non ci sono problemi se nella stagione calda vengono superate di qualche grado. Inoltre, per tempi relativamente brevi (come ad esempio l'arco di utilizzo di una confezione di pillola, pari a 3-4 settimane, ma lo stesso varrebbe per periodi anche superiori), l'integrità strutturale del farmaco non rischia significative compromissioni.
2.1- "A volte, quando vado in spiaggia d'estate, mi porto la pillola dietro e la tengo nella borsa: ci possono essere problemi a causa del caldo?"

Chiaramente lasciare un farmaco al sole per tutto il giorno non è l'ideale ma, in generale, vale il discorso fatto qui sopra al punto 2: Le temperature riportate sulla confezione sono indicative e si riferiscono all'integrità del farmaco in rapporto alla data di scadenza solo se la confezione rimane integra. Non ci sono problemi se nella stagione calda vengono superate di qualche grado. Inoltre, per tempi relativamente brevi (come ad esempio l'arco di utilizzo di una confezione di pillola, pari a 3-4 settimane, ma lo stesso varrebbe per periodi anche superiori), l'integrità strutturale del farmaco non rischia significative compromissioni.
2.2- "E se la borsa rimane per ore accanto a una stufa accesa? E se la confezione di pillole rimane per ore sotto una lampadina accesa? E se rimane vicino a un PC che emette calore? E se rimane a contatto col cellulare acceso che è un po' caldo? E se..."

No, no, no, no e no. No, non ci sono problemi di alcun genere: vale quanto esposto precedentemente. In particolare, varrebbe la pena chiedersi se la contraccezione ormonale sia davvero una terapia farmacologica adatta alla tua situazione...
2.3- "E se è inverno e ci sono basse temperature, come ci si deve regolare?"

Discorso analogo a quanto fatto per le temperature più elevate: non ci sono problemi se nella stagione fredda si raggiungono basse temperature. Anche 0 gradi non creano problemi. Sotto gli 0 gradi, invece, non mi sento di garantire sull'integrità strutturale delle compresse: in caso di congelamento (ma, onestamente, mi viene difficile immaginare una situazione del genere) meglio cambiare confezione o chiedere al MEDICO PRESCRITTORE.
2.4- "D'inverno mi capita che la temperatura ambientale sia inferiore alle temperature di conservazione stampate sulla confezione della pillola che assumo: è un problema?"

No. Le temperature riportate sulla confezione sono indicative e si riferiscono all'integrità del farmaco in rapporto alla data di scadenza. Non ci sono problemi se nella stagione fredda sono inferiori di qualche grado rispetto a quanto indicato sulla confezione. L'importante è che il farmaco non congeli. Inoltre, per tempi relativamente brevi (come ad esempio l'arco di utilizzo di una confezione di pillola, pari a 3-4 settimane), l'integrità strutturale del farmaco non rischia significative compromissioni.
2.5- "Se faccio la sauna, una doccia solare, un bagno nelle terme o qualcosa del genere dopo che ho assunto la pillola o dopo che ho inserito il Nuvaring è un problema?"

No.
3- "Come faccio a sapere se un antibiotico o un altro farmaco che devo assumere interagisce col contraccettivo ormonale che sto usando?"

Chiedi informazioni al medico che ti ha prescritto il farmaco; oppure chiedi informazioni al farmacista che te lo ha dispensato. E' importante che tu chieda queste informazioni PRIMA di iniziare ad assumere il farmaco in questione (preoccuparsi dopo non ha molto senso). Se non hai "avuto modo" di chiedere al medico o al farmacista, puoi fare riferimento a questa guida e in particolare ai seguenti paragrafi:
4- "Posso considerare affidabili al 100% le informazioni contenute (o non contenute) nel foglietto illustrativo del contraccettivo ormonale che assumo?"

No. Il foglietto illustrativo contiene informazioni importanti, spesso utili e comunque da leggersi per farsi un'idea del farmaco che si assume. Tuttavia non sono Vangelo: al di là della struttura spesso poco chiara con cui i concetti sono esposti, il foglietto illustrativo raramente fornisce indicazioni circa i rischi effettivi associati all'impiego del farmaco, alle sue controindicazioni o alle eventuali interazioni farmacologiche. Inoltre, i foglietti illustrativi vengono aggiornati solo periodicamente, e non in tempo reale con i dati raccolti dal Servizio di Farmacovigilanza. Insomma, il foglietto illustrativo è importante e va sempre letto ma non sostituisce il consulto col proprio medico e/o col farmacista.
5- "Ci possono essere problemi ad assumere la pillola a stomaco pieno piuttosto che a stomaco vuoto, o con acqua (tanta o poca) piuttosto che deglutendola senza, con bevande calde piuttosto che fredde?"

No, nessun problema: l'influenza del cibo e dell'acqua è irrilevante, così come la temperatura della bevanda eventualmente deglutita.
6- "Ho letto su Internet che pillole come Yasmin, Belara, Lucille, Yasminelle e altre più recenti non hanno effetti collaterali e, anzi, sono indicate per problemi di pelle, acne, capelli fragili e altri ancora. E' vero?"

No. E' assolutamente falso. Questi messaggi pubblicitari, rivolti direttamente al medico prescrittore e, indirettamente tramite Internet, alle potenziali destinatarie del farmaco, servono solo a diffondere informazioni che non trovano alcun riscontro in studi sperimentali "seri" e che sono finalizzati ad aumentare le prescrizioni/vendite dei farmaci in questione (il che, dal punto di vista legislativo, è comunque illegale). Tutti i contraccettivi orali presentano, a parità di fattori, le stesse controindicazioni, le stesse indicazioni, gli stessi potenziali effetti indesiderati e le stesse eventuali interazioni farmacologiche. La tollerabilità di un contraccettivo orale non dipende strettamente dal suo dosaggio, bensì da fattori individuali dell'organismo che l'assume (fattori di cui l'unico a doverne, per legge e per deontologica professionale, tener conto è il medico prescrittore, senza che si faccia influenzare dalla "propaganda" delle aziende farmaceutiche).
7- "Oggi ho dovuto iniziare urgentemente una cura antibiotica che interferisce con l'efficacia della pillola. Ieri ho avuto un rapporto non protetto: è a rischio?"

No. I rapporti precedenti all'inizio di una terapia antibiotica non sono da considerarsi a rischio. Vale, più in generale, per qualsiasi terapia farmacologica: i rapporti precedenti all'inizio di una terapia farmacologica in grado di interferire con l'efficacia dei contraccettivi ormonali non sono a rischio.
8- "So che il farmaco X non interferisce con la pillola. Ma può interferire se lo assumo per tanti giorni; o se ne assumo alti dosaggi; o se..."

No. Se un farmaco è presentato in questa Pagina come "non interferente", non interferisce in alcun caso.
9- "Ho notato che il blister di pillola che sto assumendo si è rovinato e che due pillole sono un po' esposte all'aria. E' possibile che non facciano effetto?"

No. Non ci sono problemi di alcun tipo. Puoi continuare e terminare l'assunzione del blister tranquillamente.
10- "Ho sempre assunto correttamente la pillola, non ho avuto episodi di vomito o diarrea che potessero interferire con l'assorbimento nè assunto altri farmaci o sostanze che potessero interagire e il mio ciclo è sempre molto regolare. Eppure l'emorragia mestruale non arriva e ho già un ritardo di 3 giorni: la pillola non ha funzionato e sono incinta?"

No. Usando correttamente i contraccettivi ormonali, non c'è motivo di ipotizzare una gravidanza. Semplicemente, il nostro organismo non è un orologio e i suoi ritmi, per quanto regolari, possono variare in seguito a 1001 motivi (senza che la gravidanza c'entri in alcun modo).
11- "Di solito: - l'emorragia mestruale mi compare al terzo giorno di sospensione; - avverto sempre alcuni sintomi tipici del fatto che mi sta arrivando; - non ho mai spotting; - la pillola non mi dà effetti collaterali; - eccetera. E invece, questo mese, è capitato l'esatto opposto!! Come mai!? Devo allarmarmi??"

No, stai serena. Vale il discorso fatto per rispondere alla domanda precedente: il nostro organismo non è un orologio e i suoi ritmi, per quanto regolari, possono variare in seguito a 1001 motivi (senza che la gravidanza o altre condizioni gravi c'entrino in alcun modo).
12- "Quali sono i posti e i modi migliori per conservare la pillola?"

Gli stessi che valgono per qualsiasi altro farmaco, perchè la pillola è un farmaco come gli altri. L'armadietto dei medicinali dovrebbe essere situato in un luogo quanto più fresco e asciutto possibile, lontano dalla portata dei bambini e da fonti dirette di calore. In generale, il bagno e la cucina non sono quindi luoghi ideali. Occorre però tener conto che una confezione di pillola dura, normalmente, solo tre o quattro settimane: in un arco di tempo così limitato, quasi qualsiasi luogo di conservazione può andar bene e anche il discorso delle temperature, come già accennato nel punto 2 di questo paragrafo, passa in secondo piano.
13- "Mio figlio di 3 anni è in terapia con un antibiotico che può interferire con i contraccettivi orali. Per sbaglio, mi ha baciato sulla bocca e io sono in terapia con la pillola. Rischio qualcosa?"

No, non rischi assolutamente niente.
13.1- "Mio figlio/mio marito è in terapia con un antibiotico che può interferire con i contraccettivi orali. Per sbaglio, ho usato il suo spazzolino da denti e io sono in terapia con la pillola. Rischio qualcosa?"

No, non rischi assolutamente niente.
13.2- "Per sbaglio, ho ingurgitato un po' di... - Detersivo - Shampoo - Dentifricio - Sperma - Collirio - Colluttorio - Prodotto cosmetico (qualsiasi) - Prodotto dermatologico (qualsiasi) ... c'è pericolo che la pillola non faccia effetto??!! Corro qualche rischio??!!"

No, non rischi assolutamente niente.
13.3- "Mentre stavo per prelevare una compressa mi è caduto il blister nel lavandino, che era bagnato. Devo buttare via il blister? Le pillole sono ancora buone? Rischio qualcosa?"

Se il blister era integro no, non devi buttarlo via, le pillole sono ancora buone e non rischi assolutamente niente.
13.4- "Mio marito è in terapia con un antibiotico che può interferire con i contraccettivi orali. Il suo sperma, in seguito a rapporti orali, anali o vaginali, può creare interferenze con l'efficacia del contraccettivo? Rischio qualcosa?"

No, non rischi assolutamente niente.
14- "La pillola rende sterili?"

No. Non c'è alcuna evidenza di correlazioni fra l'assunzione di contraccettivi ormonali e l'infertilità.
15- "L'età può rappresentare una controindicazione per i contraccettivi ormonali?"

In alcuni casi sì. I contraccettivi ormonali possono essere controindicati nelle adolescenti in cui ancora non si sia stabilita la saldatura delle epifisi delle ossa lunghe (a svolgere fisiologicamente questa funzione sono gli estrogeni) e nelle donne con più di 35 anni se a rischio (es.: fumatrici) per alcuni effetti collaterali del farmaco.
16- "La pillola è fra i farmaci meno pericolosi presenti in commercio?"

Direi di no. Gli ormoni, in quanto tali, sono sostanze in grado di apportare pesanti modifiche alla fisiologia del nostro organismo pur agendo in dosi relativamente basse. Di conseguenza nessun farmaco ormonale, men che meno la pillola, è da assumersi alla leggera: serve molta attenzione nel rispettare la posologia e sarebbe opportuno, prima di iniziare la terapia ormonale, svolgere tutta una serie di esami finalizzati ad accertare se la donna in questione non presenti controindicazioni.
17- "E' vero che la pillola è uno dei metodi anticoncezionali più sicuri?"

Decisamente sì. A parte l'astinenza, dal punto di vista statistico la pillola è il metodo anticoncezionale più sicuro, se utilizzata in modo appropriato. Esistono farmaci, sostanze e condizioni patologiche in grado di interferire con l'efficacia della pillola ma, al di fuori di queste, è virtualmente impossibile andare incontro a una gravidanza. Questo discorso vale anche per Evra e Nuvaring.
18- "Ho letto che il cerotto contraccettivo Evra e l'anello vaginale Nuvaring, non venendo assunti per via orale, impediscono che i principi attivi passino per il fegato. E' vero?"

No, è falso. Per poter essere degradati una volta espletato l'effetto terapeutico, i principi contenuti nei contraccettivi ormonali devono obbligatoriamente passare per il fegato, in modo che gli enzimi epatici li degradino a forme facilmente eliminabili dall'organismo. Il metabolismo di quasi tutti i farmaci coinvolge il fegato. Il fegato è il principale organo fisiologicamente deputato alle reazioni biochimiche finalizzate all'eliminazione dall'organismo della maggior parte delle sostanze che introduciamo: è il suo "mestiere" e non c'è nulla di cui preoccuparsi.
19- "E' vero che Evra è più sicuro della pillola?"

Assolutamente no. Per ammissione della stessa Jannsen Cilag SpA (la casa farmaceutica produttrice di Evra), non vi sono prove cliniche che indichino che, sotto qualsiasi aspetto (compresi, quindi, i potenziali effetti collaterali), un cerotto transdermico sia più sicuro dei contraccettivi orali combinati.
20- "Sono in terapia con un contraccettivo orale. A quanto tempo di distanza dall'assunzione della pillola posso assumere un altro farmaco?"

Dipende dal farmaco. Se non ci sono interazioni, puoi assumere il farmaco quando desideri. Se ce ne sono, occorre valutare la natura dell'interazione: conviene che ti informi di volta in volta. Tieni conto, comunque, che l'assunzione occasionale di altri farmaci non comporta, in generale, alcun genere di problema (a meno che non interferiscano con l'assorbimento del contraccettivo). Leggi i seguenti paragrafi per maggiori informazioni:
21- "Ho letto che esistono pillole, soprattutto quelle a più basso dosaggio, che non hanno controindicazioni nè effetti collaterali: è vero?"

No. Tutte le associazioni estroprogestiniche (e quindi tutte le pillole, così come Evra e Nuvaring) presentano analoghe controindicazioni e possono comportare analoghi effetti indesiderati. Questi effetti possono manifestarsi con entità variabile in base alle caratteristiche fisiologiche individuali della donna che assume gli ormoni in questione, ma sono effetti potenzialmente presenti con tutti i farmaci di questo genere.
22- "Davvero il Nuvaring può essere conservato, dopo l'acquisto, fuori dal frigorifero?"

Sì, ma non a tempo indeterminato. Prima della dispensazione al cittadino, il Nuvaring va conservato fra i 2°C e gli 8 °C (quindi in farmacia viene tenuto in frigorifero); dopo la dispensazione, il Nuvaring può essere conservato dal cittadino per non oltre 4 mesi a temperature non superiori ai 30 °C. A tal proposito, il farmacista può compilare, al momento della dispensazione, la confezione del Nuvaring, scrivendo la data di dispenszione e la data entro cui il Nuvaring deve essere inserito (4 mesi dalla data di dispensazione, appunto). Chiaramente, se anche il cittadino conserva correttamente il Nuvaring a temperature comprese fra i 2°C e gli 8°C, vale la data di scadenza stampata sulla confezione (soprattutto d'estate può essere sensato conservare il Nuvaring in frigo anche dopo l'acquisto).
23- "Siamo sicuri che la pillola assicura una copertura continua, anche durante gli eventuali giorni di sospensione durante i quali compare l'emorragia mestruale?"

Assolutamente sì. I livelli ormonali ottenuti con l'assunzione della pillola non vengono "sconvolti" durante l'eventuale sospensione fra un blister e l'altro o durante l'assunzione delle pillole "placebo".
24- "L'eventuale comparsa di spotting significa che la pillola non sta agendo efficacemente come contraccettivo?"

No. Lo spotting è un fastidioso effetto collaterale ma non implica assolutamente un'inefficacia contraccettiva della pillola. E' bene informare il medico prescrittore per tenerlo al corrente del fatto ma non c'è da preoccuparsi per un'eventuale gravidanza.
25- "Tutti gli antibiotici interferiscono con l'efficacia dei contraccettivi ormonali?"

No. Fai riferimento al seguente paragrafo per informazioni in proposito:
26- "E' vero che esistono pillole fra loro 'intercambiabili'?"

Sì. Si tratta di pillole "bioequivalenti", cioè che contengono gli stessi principi attivi, alle stesse dosi, nella stessa formulazione e che presentano quindi azioni farmacologiche sovrapponibili. Dal punto di vista farmacologico, quindi, si equivalgono: a conti fatti, sono lo stesso farmaco. Questo torna molto utile quando una pillola è mancante dai magazzini che riforniscono la farmacia: la paziente ha la possibilità di acquistare una pillola bioequivalente e proseguire così la sua terapia senza problemi (clicka qui per saperne di più sui farmaci equivalenti).
Una curiosità legislativa: se due pillole bioequivalenti hanno prezzo diverso e la paziente va in farmacia ad acquistare la più cara, il farmacista ha, per legge, l'obbligo di informarla dell'esistenza della pillola bioequivalente di prezzo inferiore.
27- "La pillola va proprio assunta a un orario ben preciso?"

Sì e no. Non esiste un "orario migliore" per assumere la pillola. Qualsiasi istante della giornata o della nottata va bene. Di sicuro, più questo orario è rispettato nel tempo e meglio è: in genere si riporta una tolleranza di circa 12-24 ore fra l'orario di assunzione di un giorno e l'orario di assunzione del giorno successivo; questo, tuttavia, è un parametro puramente indicativo, come è facilmente intuibile dal 'range', e inversamente proporzionale al dosaggio della pillola (più una pillola è a basso dosaggio e più l'orario di assunzione dovrebbe essere rispettato con rigore). Per esempio, variare l'orario di una o due ore da un giorno all'altro non comporta alcun problema; variare l'orario di dieci ore o più può cominciare a creare qualche potenziale fastidio, quindi a parer mio è meglio evitare; dalle circa 14 alle circa 24 ore sarebbe meglio chiedere comunque il parere del MEDICO PRESCRITTORE (per un parere fondato, bisogna che il Dottore conosca la "situazione complessiva" della paziente). Lo stesso discorso è riferibile al primo giorno di assunzione dopo l'eventuale sospensione mensile: qualche ora in più, qualche ora in meno, è irrilevante. Sono sempre numeri che hanno semplicemente un "valore indicativo". Il discorso vale anche per Evra e Nuvaring.
28- "Quali sono i farmaci e le 'sostanze naturali' in grado di interferire col potere contraccettivo della pillola?"

Ricordiamo qui vari farmaci fra cui alcuni antibiotici, alcuni antimicotici, alcuni antiepilettici (o anticonvulsivanti), estratti di iperico e i lassativi. Maggiori informazioni in proposito sono riportate al seguente paragrafo (se non si trova risposta all'interno di esso, bisogna contattare il MEDICO PRESCRITTORE):
29- "Ci sono pillole mutuabili?"

Sì. Alcune pillole sono acquistabili tramite ricetta mutuabile e il costo è quindi interamente (o quasi, a seconda del caso) coperto dal S.S.N. (qualsiasi Medico convenzionato con la mutua è abilitato a compilare una ricetta di questo genere).
30- "E' vero che le pillole mutuabili sono meno efficaci e/o più tossiche di quelle a pagamento?"

No. Tutti i contraccettivi orali presenti sul mercato hanno, in generale, la stessa efficacia e tutti presentano, in generale, le stesse controindicazioni, gli stessi potenziali effetti indesiderati e le stesse eventuali interazioni farmacologiche. La tollerabilità di questi medicinali dipende più dalle caratteristiche dell'organismo della paziente che dalla composizione qualiquantitativa del farmaco.
31- "Dopo aver assunto la pillola ho avuto un attacco di tosse. Devo preoccuparmi per qualcosa?"

No.



7- Introduzione alle interazioni farmacologiche

  Premessa iniziale

ATTENZIONE!!!
RICORDO CHE LE INFORMAZIONI QUI RIPORTATE NON VOGLIONO NE' POSSONO SOSTITUIRE IL PARERE DEL VOSTRO MEDICO CURANTE, DEL VOSTRO GINECOLOGO, DEL MEDICO PRESCRITTORE O DEL FARMACISTA IN FARMACIA.
SE IL MEDICO VI PRESCRIVE UN FARMACO, CHIEDETE CONTESTUALMENTE A LUI SE INTERAGISCE CON L'EVENTUALE CONTRACCETTIVO ORMONALE CHE ASSUMETE; SE ACQUISTATE UN MEDICINALE IN FARMACIA, CHIEDETE CONTESTUALMENTE AL FARMACISTA SE INTERAGISCE CON L'EVENTUALE CONTRACCETTIVO ORMONALE CHE ASSUMETE.
SE VI SIETE "DIMENTICATE" DI INFORMARVI, FATE UN COLPO DI TELEFONO AL MEDICO PRESCRITTORE O ALLA FARMACIA IN CUI AVETE ACQUISTATO I MEDICINALI AL FINE DI OTTENERE INFORMAZIONI DIRETTE IN PROPOSITO. QUANTO QUI RIPORTATO RAPPRESENTA SOLO UN INDICE INFORMATIVO DI SUPPORTO ED E' SOLO IL FRUTTO DELLE MIE PERSONALI CONOSCENZE ED ESPERIENZE!!!

Dott. Alessandro Taroni

  Le interazioni farmacologiche

Il termine "interazione" non implica necessariamente una vera e propria interferenza a livello del potere anticoncezionale dei contraccettivi ormonali: le interazioni farmacologiche possono anche essere di altro tipo, esitando ad esempio in un aumento della tossicità del farmaco o in un più rapido assorbimento nel sangue. Oppure possono non sussistere affatto! Quindi se qualcuno vi dice che la sostanza X "interagisce con la pillola", non pensate subito che il potere contraccettivo debba necessariamente essere compromesso; chiedete piuttosto ulteriori chiarimenti al medico o al farmacista. "Interazione farmacologica" e "interferenza col potere contraccettivo" sono, di per sè, due cose completamente differenti e occorre tenerne conto per evitare equivoci e fraintendimenti (e paranoie). Premesso questo, è anche importante considerare l'"entità" dell'interazione farmacologica: non per tutte le sostanze farmacologicamente attive esistono studi sperimentali che ne abbiano chiarite le modalità di interazione. Di conseguenza, alcune interazioni possono avere rilevanza clinica (esistono episodi, in letteratura, di effetti indesiderati ben documentati), altre solo rilevanza teorica (il profilo farmacologico delle due sostanze è compatibile con un'eventuale interazione e magari sono stati eseguiti studi "in vitro" ma non ci sono evidenze cliniche che essa possa instaurarsi effettivamente), altre ancora possono essere soltanto ipotizzate (non esistono studi nè "in vitro""in vivo" ma solo congetture basate su ipotetiche azioni farmacologiche delle sostanze), proprio per la mancanza di studi conclusivi su di esse. Soprattutto, affinchè una qualsiasi sostanza farmacologicamente attiva produca un determinato effetto farmacologico è indispensabile che essa sia somministrata a un dosaggio sufficientemente alto (al di sotto di questo dosaggio "soglia", essa non è in grado di produrre effetti farmacologici nè, quindi, interazioni): è il caso, ad esempio, di alcune eventuali sostanze presenti negli alimenti, in grado di produrre effetti farmacologici significativi solo se assunte in quantità virtualmente impossibili da raggiungere attraverso la semplice alimentazione. Lo stesso discorso vale per aromatizzanti, coloranti, rimedi omeopatici, eccipienti e via dicendo: stiamo parlando di interazioni FARMACOLOGICHE! Affinchè abbiano luogo, l'ipotetica sostanza interagente deve essere dotata di attività farmacologica e, contemporaneamente, deve essere assorbita nel circolo sanguigno in quantità sufficienti a espletare tale attività. Un certo "pragmatismo" è quindi indispensabile: in prima analisi, qualsiasi sostanza potrebbe produrre effetti farmacologici inattesi se somministrata a dosi abbastanza alte (di qui il sottile e spesso labile confine fra "farmaco" e "veleno"). All'atto pratico è quindi importante operare le opportune discriminazioni e restare con i piedi per terra. Quando il medico vi prescrive un farmaco, fategli sempre presente che siete in terapia con contraccettivi ormonali; quando acquistate un medicinale in farmacia, chiedete informazioni al farmacista; se vi trovate in casa un medicinale e avete qualche dubbio, fate un colpo di telefono al vostro medico o in farmacia; se vi consigliano un rimedio fitoterapico accertatevi che chi ve lo sta suggerendo conosca la Farmacologia e sappia che siete in terapia con contraccettivi ormonali.


8- Cosa non interagisce e cosa non interferisce

  Cosa non interagisce

Segue un elenco parziale di sostanze che non causano, in nessun caso, interazioni farmacologiche rilevanti nei confronti dei contraccettivi ormonali. Queste sostanze non creano problemi di alcun genere se associate ai contraccettivi ormonali:


  Cosa non interferisce

Segue un elenco parziale di sostanze che non interferiscono con l'efficacia contraccettiva dei contraccettivi ormonali. Queste sostanze non causano, in nessun caso, interferenze con l'efficacia dei contraccettivi ormonali ma alcune di esse potrebbero dar luogo a interazioni farmacologiche di altra natura. Nel caso, tali interazioni sono riportate nel paragrafo "Elenco schematico delle interazioni":




9- Precisazioni sugli antibiotici
"Antibiotico" è un termine estremamente generico e dal punto di vista farmacologico è quasi impossibile generalizzare un qualsiasi aspetto di questa classe di farmaci, perchè il profilo di ciascuna molecola presenta differenze talvolta rimarchevoli nei confronti delle altre. In altre parole ogni antibiotico è diverso dall'altro, anche dal punto di vista delle interazioni farmacologiche che può causare.
Per poter interferire con l'efficacia di un contraccettivo ormonale, un antibiotico deve dar luogo almeno uno dei seguenti meccanismi d'azione:

  1. E' ad ampio spettro d'azione (significa "capace di contrastare un ampio numero di ceppi batterici, per lo più patogeni ma non solo"), e quindi potenzialmente in grado di compromettere la flora batterica intestinale coinvolta nell'assorbimento dei principi attivi (l'etinilestradiolo in particolare), oltre che i microrganismi patogeni responsabili dell'infezione. Questo vale esclusivamente per i contraccettivi orali e per gli antibiotici che vengono significativamente assorbiti nel sangue o che, somministrati per via orale, agiscono localmente in ambito intestinale. Il discorso, quindi, non vale per Nuvaring, nè per Evra, dal momento che la mucosa intestinale è esclusa dall'assorbimento dei principi attivi.
    Sono esempi di antibiotici "ad ampio spettro d'azione" alcuni macrolidi (es.: eritromicina e claritromicina), alcuni fluorochinolonici (es.: ciprofloxacina, levofloxacina e la maggior parte dei principi attivi antibiotici che terminano in -floxacina), le penicilline (es.: amoxicillina, ampicillina e la maggior parte dei principi attivi antibiotici che terminano in -cillina) e le cefalosporine (es.: cefadroxil e cefaclor).
    Occorre tuttavia considerare come il rischio di interazione sia stimato, alla luce dei dati oggi disponibili in letteratura e rilevati dal Servizio di Farmacovigilanza, piuttosto basso (solo per penicilline e cefalosporine è considerato lievemente "meno basso") e come non sempre, all'atto pratico, l'interazione abbia rilevanza clinica. Soprattutto, non esistono fattori predittivi che consentano di stabilire quali donne siano più a rischio: secondo i dati sperimentali disponibili, in alcuni casi l'ovulazione avrebbe effettivamente luogo, in altri no.
    Nella maggior parte delle terapie "standard" con antibiotici "ad ampio spettro d'azione" in grado di interferire con l'efficacia dei contraccettivi orali (rivolgersi al medico prescrittore per informazioni sul singolo caso individuale...) si raccomanda di adottare precauzioni supplementari per tutta la durata della terapia antibiotica (ovviamente) e per 7 giorni dal termine di essa (il tempo stimato necessario affinchè la flora batterica compromessa si ripristini tornando a valori fisiologici e, soprattutto, affinchè il sistema ormonale coinvolto nell'ovulazione ed eventualmente riattivato torni ad essere inibito), indipendentemente dal fatto che questi 7 giorni coincidano, in parte o completamente, con l'assunzione del contraccettivo.
  2. Stimola l'attività degli enzimi epatici responsabili del catabolismo (lo "smaltimento") dei principi attivi. Questo vale sia per i contraccettivi orali, sia per Nuvaring, sia per Evra, dal momento che in ogni caso gli enzimi deputati allo "smaltimento" dei principi attivi sono gli stessi ma, di nuovo, è un meccanismo d'azione che riguarda solo gli antibiotici significativamente assorbiti nel sangue.
    Sono esempi di antibiotici capaci di indurre gli enzimi epatici la rifampicina e la rifabutina (un antimicobatterico). Questo genere di interazione è la più pericolosa e il rischio ad essa associato è piuttosto alto; ciononostante, questi antibiotici sono prescritti piuttosto di rado in quanto le infezioni per le quali sono indicati si presentano poco frequentemente. L'induzione farmacologica di alcuni antibiotici (ma lo stesso vale per altre molecole) sugli enzimi epatici è talmente incisiva che l'interferenza con l'efficacia dei contraccettivi ormonali può durare per varie settimane dal termine della terapia antibiotica, periodo durante il quale occorre adottare precauzioni supplementari.
Se il profilo farmacologico dell'antibiotico non presenta l'una e/o l'altra caratteristica, allora signifca che non dà luogo a interferenza col potere anticoncezionale del contraccettivo ormonale in questione. Due buoni esempi di antibiotici che non comportano interazioni farmacologiche con i contraccettivi ormonali sono la fosfomicina (es.: Monuril) e la nitrofurantoina (es.: Neofuradantin).


10- Precisazioni sui FANS
I FANS (antiinfiammatori non steroidei) non interferiscono con l'efficacia dei contraccettivi ormonali. Possono tuttavia interagire farmacologicamente in altri modi, magari causando effetti tossici inattesi (è il caso del drospirenone, come descritto più oltre). I FANS sono medicinali largamente prescritti dal medico e frequentemente utilizzati nell'automedicazione. Molti di essi, i meglio tollerati, sono disponibili come farmaci di libera vendita a dosaggi relativamente bassi, laddove per dosaggi più alti è richiesta la prescrizione del medico (es.: diclofenac e naprossene); altri, con un profilo tossicologico più sfavorevole, non sono disponibili come farmaci di libera vendita (es.: piroxicam e indometacina); alcuni di questi sono talmente "pericolosi" da richiedere una ricetta non ripetibile, da rinnovarsi volta per volta (es.: nimesulide e ketorolac).
Il FANS di prima scelta è in genere l'ibuprofene, disponibile come farmaco di libera vendita alla dose unitaria di 200 mg o di 400 mg. Altri esempi di FANS di libera vendita sono il diclofenac dosato a 25 mg per unità posologica, il naprossene dosato a 200 mg e il ketoprofene dosato a 25 mg. Gli stessi principi attivi esistono, a dosaggi superiori, come farmaci su prescrizione: di fatto, assumere due o più compresse di un FANS di libera vendita può essere la stessa cosa che assumere una compressa dello stesso FANS formulato come farmaco etico (basta un semplice calcolo matematico).
ATTENZIONE!: Il fatto che un medicinale sia di libera vendita non implica MAI che non abbia controindicazioni o potenziali effetti tossici.


11- Elenco schematico delle interazioni
Sono evidenziate in rosso le sostanze per le quali è clinicamente accertato che possano interferire con l'efficacia dei contraccettivi orali; in arancione le sostanze per le quali si ipotizza una possibile interferenza con l'efficacia dei contraccettivi orali ma per le quali non esistono studi che abbiano evidenziato la rilevanza clinica di tali eventuali interazioni; in grassetto le sostanze per le quali esistono interazioni farmacologiche che, tuttavia, non compromettono l'efficacia contraccettiva.
ATTENZIONE: se nel seguente elenco non compare una determinata sostanza o un determinato insieme di sostanze, significa che essa/esse non interagisce/interagiscono in alcun modo con i contraccettivi ormonali (non che io sappia, almeno).

    Interazioni che coinvolgono gli ESTROGENI:

    Interazioni che coinvolgono i PROGESTINICI:

    Altre potenziali interazioni:




12- Una revisione dal servizio di Farmacovigilanza

Contraccettivi a base di estro-progestinici: interazioni e controindicazioni
Alessandra Russo. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina

L’efficacia dei contraccettivi ormonali a base di estroprogestinici dipende da un uso corretto e costante. Tuttavia se la paziente assume farmaci in concomitanza, l’effetto anticoncezionale può risultare alterato. In particolare, i farmaci che inducono gli enzimi epatici, ma anche alcuni antibiotici che alterano il circolo enteroepatico degli steroidi sessuali, possono ridurre l’efficacia dei contraccettivi orali. Durante la terapia con questi farmaci e per le 4 settimane successive all’interruzione del trattamento, è opportuno utilizzare anche un altro tipo di contraccettivo, ad esempio un metodo di barriera.

Di seguito viene riportato un elenco di farmaci che inducono gli enzimi epatici e che quindi possono interagire con i contraccettivi ormonali, riducendone l’efficacia.

Inoltre i contraccettivi possono interagire con la lamotrigina, le cui concentrazioni risultano ridotte dal contraccettivo, e con la ciclosporina, le cui concentrazioni risultano aumentate dal contraccettivo. Anche l’assunzione concomitante con i diuretici risparmiatori di potassio può determinare interazione con conseguente rischio di iperkaliemia, in particolare con le combinazioni a base di drospirenone.

    Effetti avversi dei contraccettivi ormonali

Uno studio prospettico condotto negli Stati Uniti ha evidenziato che dopo 6 mesi di esposizione a contraccettivi orali, il 16-32% delle donne ha interrotto l’assunzione della pillola; quasi la metà (46%) ha sospeso l’utilizzo del contraccettivo a causa dell’insorgenza di effetti avversi quali perdite emorragiche e cefalea.

Studi caso-controllo hanno evidenziato un aumento del rischio relativo di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, che variava da 2,1 a 4,4. Tale rischio è correlato alla dose di estrogeni e al tipo di progestinico.

Le combinazioni contenenti desogestrel o gestodene sono associate ad un rischio raddoppiato rispetto a quelle a base di levonorgestel o noretisterone, mentre in quelle contenenti ciproterone acetato il rischio è 4 volte superiore.

I dati non sono sufficienti per trarre conclusioni sui contraccettivi combinati a base di altri progestinici. Le donne con trombofilia sono particolarmente a rischio di eventi tromboembolici. Nelle utilizzatrici correnti, l’assunzione di contraccettivi orali combinati è associata ad un aumento del rischio di infarto miocardico, stroke, calcoli alla colecisti, ipertensione, alterazione del bilancio gluco-metabolico in pazienti con diabete, carcinoma della cervice, carcinoma epatocellulare e, in misura minore, cancro al seno. Una revisione Cochrane ha evidenziato che, rispetto agli estro-progestinici assunti per via orale, i cerotti transdermici determinano l’insorgenza di più effetti collaterali, mentre l’anello vaginale ne causa di meno (ad eccezione di perdite vaginali e vaginite). In uno studio di coorte è stato osservato un aumento >2 volte del rischio di trombosi venosa profonda e di embolia polmonare nelle utilizzatrici di cerotti transdermici rispetto a quelle che assumevano contraccettivi orali contenenti 35 µg di etinilestradiolo e norgestimato. L’uso di prodotti a base solo di progestinici è comunemente associato a sanguinamenti.

Di seguito viene riportato un elenco di controindicazioni all’utilizzo di contraccettivi ormonali:

    Controindicazioni assolute:

    Controindicazioni relative:

Infine si ricorda quanto segue:

    Bibliografia

1. Amy JJ et al. Contraception for women: an evidence based overview. BMJ 2009; 339: 563-8.
2. WHO. Medical eligibility criteria for contraceptive use. 3rd ed. 2004. www.who.int/reproductivehealth/publications/family_planning/9789290215080/en/index.html.
3. El-Ibiary SY, Cocohoba JM. Effects of HIV antiretrovirals on the pharmacokinetics of hormonal contraceptives. Eur J Contracept Reprod Health Care 2008; 13: 123-32.
4. Rosenberg MJ, Waugh MS. Oral contraceptive discontinuation: a prospective evaluation of frequency and reasons. Am J Obstet Gynecol 1998; 179: 577-82.
5. Martinez F, Avecilla A. Combined hormonal contraception and venous thromboembolism. Eur J Contracept Reprod Health Care 2007; 12: 97-106.
6. Lopez LM, et al. Skin patch and vaginal ring versus combined oral contraceptives for contraception. Cochrane Database Syst Rev 2008; 1: CD003552.
7. Cole JA, et al. Venous thromboembolism, myocardial infarction, and stroke among transdermal contraceptive system users. Obstet Gynecol 2007; 109: 339-46.
8. WHO. Selected practice recommendations for contraceptive use: 2008 update. 2008. www.who.int/reproductive-health/publications/spr/spr_2008_update.pdf

    Fonte: www.farmacovigilanza.org, 30 settembre 2009




13- Contatti

Il responsabile e coordinatore per il Progetto "Contraccezione ormonale, una scelta farmacologica ponderata e consapevole" è il Dott. Alessandro Taroni, referente per la Legislazione farmaceutica del MSFI.
Per qualsiasi informazione/segnalazione di carattere tecnico o formale relativo a questa Pagina, preghiamo ugualmente di contattare il Dott. Alessandro Taroni, anche Webmaster del MSFI:



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